Di Maio incontra gli oltre 2mila navigator, ma umilia loro e chi lavora nei Centri per l’impiego. Si scatena la polemica. E le coop gli replicano duramente su Bibbiano. Di Maio non sa cosa dice

Di Maio incontra gli oltre 2mila navigator, ma umilia loro e chi lavora nei Centri per l’impiego. Si scatena la polemica. E le coop gli replicano duramente su Bibbiano. Di Maio non sa cosa dice

Spesso, ascoltando i discorsi pubblici dei due vicepremier si ha la sensazione che essi proprio non sappiano di cosa stiano parlando. O facendo. Ieri è stata la volta del ministro Salvini che a giustificazione di un eccesso di potere ha imposto ai poliziotti della scua scorta un giretto in acquascooter della polizia per suo figlio sedicenne e si è giustificato sostenendo che si trattasse di un “errore da papà”. Una giustificazione puerile, oltre che oltraggiosa nei confronti dei poliziotti stessi. Oggi, per non essere da meno, è stato Luigi Di Maio, leader dei 5Stelle, a spararle grosse. Al punto da sollevare un vespaio di polemiche. E lo ha fatto durante un incontro molto delicato, con gli oltre duemila navigator, precari per i prossimi due anni, nel corso della giornata di formazione e orientamento a loro dedicata. La maggior parte di loro sono giovani, altri meno. C’è chi è alla prima esperienza lavorativa e chi invece tenta una nuova strada dopo averne provate tante. Il ministro Di Maio gongolante la spara grossa: “Oggi inizia una rivoluzione nel mondo del lavoro, mettiamo un tassello fondamentale che è quello dei navigator. Molti giovani italiani quando arriveranno ai centri dell’impiego non troveranno più umiliazione ma un’opportunità”, dice, ribadendo di aver mantenuto un’altra promessa contenuta nel suo programma di governo. “Sono stato preso in giro, ma questi ragazzi sono gli alfieri di un nuovo modo di portare avanti le politiche attive in Italia”, aggiunge ancora, umiliando di fatto chi nei Centri per l’impiego ci lavora da decenni, con molte difficoltà. Il presidente Anpal, inoltre, racconta di aver visto in Di Maio il “primo navigator” artefice di un “programma rivoluzionario”. Il vicepremier, dal canto suo, si dice felice per la scelta di molti giovani che “sanno bene quali sono i problemi di chi cerca lavoro”. Non è però oro tutto quello che luccica. Nelle parole di Di Maio si cela un’insidia subito colta dalla Cgil.

La nota critica della Cgil e della Funzione pubblica Cgil sulle parole di Di Maio

“Affermare che fino ad oggi i centri per l’impiego sono stati luoghi di umiliazione è una grave offesa nei confronti di tutti quei lavoratori che in questi anni si sono impegnati nelle politiche attive, nonostante mille difficoltà. A loro andrebbero riconosciuti i numerosi sacrifici fatti a causa dell’instabilità del sistema”, scrivono infatti in una nota congiunta Cgil nazionale e Funzione pubblica Cgil commentano le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. “Inoltre, è sbagliato – prosegue il comunicato – mettere in contrapposizione i neo-assunti navigator, attribuendo loro una responsabilità salvifica, con i lavoratori già impiegati nei Cpi che attendono da troppi anni di essere stabilizzati. Riteniamo invece che sia necessario rafforzare il sistema delle politiche pubbliche per il lavoro, ma per farlo servirebbe investire su tutto il personale coinvolto, superando – concludono Cgil e Fp Cgil – le troppe forme di precarietà ad oggi ancora presenti”. Ma altre bordate arrivano dalla sinistra.

Fassina, LeU: “caro ministro ricordati dei tanti precari che hai nel tuo Ministero con contratti in scadenza”

“Caro ministro Di Maio, per celebrare l’arrivo dei navigator non è necessario umiliare lavoratori e lavoratrici dei Centri per l’Impiego che, in pochissimi e in mezzo al caos amministrativo determinato dallo smantellamento delle Province, hanno portato avanti un servizio importante. Inoltre, dovresti ricordarti, a proposito di contrasto alla precarietà, che nel tuo ministero hai oltre 600 precari in Anpal Servizi, operatori qualificati, selezionati e di lunga esperienza con i contratti in scadenza. Sono da anni in attesa di stabilizzazione. Alla loro precarietà ora si va a sommare la precarietà dei navigator. Serie ed efficaci politiche attive per il lavoro non si possono attuare con legioni di precari. Caro Di Maio, dai il buon esempio: stabilizza precari Anpal Servizi e navigator” afferma il deputato di Leu, Stefano Fassina.

L’assessore regionale al Lavoro del Lazio, Di Berardino, affonda ancora di più la critica a Di Maio

Ma è Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro del Lazio, che affonda ancora di più la critica. E non è banale che provenga proprio da una Regione che dovrebbe “sistemare” i precari dell’Anpal. “Alcune delle affermazioni del ministro Di Maio proferite oggi, in occasione dell’evento dedicato alla giornata formativa dei navigator, appaiono quantomeno incomprensibili. In particolare, non si comprende come possa dare assicurazione ai navigator circa il loro futuro occupazionale” dichiara in una nota Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio. “I navigator – prosegue – assunti con selezione e non con concorso, sono – purtroppo per loro – lavoratori precari. Se poi il ministro ha già individuato una strada per procedere alla loro stabilizzazione, è bene che la espliciti nell’interesse di tutti, a cominciare dai navigator, senza dimenticare che prima occorre stabilizzare gli attuali precari di Anpal Servizi”. Per Di Berardino, “è cosa grave che per elogiare queste nuove figure professionali all’interno dei centri per l’impiego il ministro abbia denigrato il grande lavoro che svolgono e che hanno fino a oggi svolto le lavoratrici e i lavoratori dei centri per l’impiego. E’ grazie a loro che nel Lazio sono state avviate le politiche attive del lavoro ed è grazie al loro impegno che quotidianamente vengono date risposte agli utenti. Occorre, inoltre, ricordare che i navigator svolgeranno un ruolo di assistenza tecnica sotto la supervisione e il coordinamento dei dipendenti dei centri per l’impiego secondo quanto previsto dalle convenzioni firmate dalle regioni con il Ministero”. L’assessore conclude: “non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Il modello di lavoro in cui crediamo è quello della collaborazione, mirato a offrire il migliore servizio possibile ai beneficiari del reddito di cittadinanza”.

Ma un’altra tegola cade sulla testa di Di Maio, a proposito di cooperative sociali e organizzazioni onlus. L’alleanza cooperative lo critica per le affermazioni generiche sul caso Bibbiano

E ancora a proposito di parole del ministro dette in libertà, si accende una polemica alzo zero con le centrali cooperative. “Sentiamo il dovere, oltreché di respingere qualsiasi generalizzazione, di chiarire che il delicato percorso di affidamento di un minore prevede, come stabilito da specifiche normative, il coinvolgimento di più soggetti, ognuno con le proprie funzioni e responsabilità”, scrive il presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Brenno Begani, commentando le dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio che in un’intervista su La Stampa, riferendosi alla vicenda di Bibbiano, sostiene che sul tema dell’affido dei minori sono stati concessi ‘troppi poteri a cooperative e onlus con una esternalizzazione o peggio privatizzazione dei servizi pubblici’. Una vera e propria cretinata senza senso e senza alcuna giustificazione. Lusetti prosegue: “Il ruolo svolto dalla cooperazione sociale – si legge nella nota – è quello di assicurare una gestione delle strutture di accoglienza garantendo la qualità dei servizi, la trasparenza e il rispetto delle leggi e dei diritti dei minori ospiti in collaborazione con le famiglie e i servizi invianti”. Questo, continua il testo “è il principio che ha sempre ispirato il lavoro delle cooperative sociali, senza mai mettere in discussione la centralità del ruolo pubblico nell’esercizio dei suoi poteri in materia, cui non abbiamo mai pensato di sostituirci”. Insomma, Di Maio parla di “rivoluzione” nel mondo del lavoro e della cooperazione. Ma sa di cosa parla?

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