Sardegna. Elezioni comunali. A Cagliari il centrodestra supera d’un soffio il 50%, e la sinistra chiede il riconteggio. Ad Alghero sconfitta del Pd e sindaco di destra. A Sassari tutto rinviato al ballottaggio del 30 giugno

Sardegna. Elezioni comunali. A Cagliari il centrodestra supera d’un soffio il 50%, e la sinistra chiede il riconteggio. Ad Alghero sconfitta del Pd e sindaco di destra. A Sassari tutto rinviato al ballottaggio del 30 giugno

Boom di Fratelli d’Italia a Cagliari. Delusione per il Pd, ma anche per il M5S, entrambi fortemente ridimensionati. E un’affluenza particolarmente bassa. Sono gli elementi che emergono dal primo turno delle amministrative in Sardegna.

A Cagliari, almeno in teoria, la vittoria è del centrodestra di Paolo Truzzu, esponente di FdI. La candidata del centrosinistra Francesca Ghirra, però, potrebbe fare ricorso perché l’avversario ha superato il 50% per pochi voti. Il divario tra lei e Truzzi è di poco più di mille voti. Insomma, per la certezza definitiva della vittoria bisogna attendere eventuali riconteggi. Il partito di Meloni supera l’11% e contribuisce alla vittoria di Paolo Truzzu, benedetto da Meloni ma anche da Salvini, che ora può sventolare bandierine su Regione e Comune di Cagliari, retto fino a poche settimane fa da Massimo Zedda, ex di Sel che si era candidato (senza successo) alla guida della giunta andata invece a Christian Solinas. La leader di FdI festeggia la vittoria del suo candidato, che ora rappresenta il primo partito del centrodestra. Silvio Berlusconi, per parte sua, sottolinea la coalizione “è l’unico modello vincente e ritenuto credibile dagli elettori”, e che “Forza Italia si dimostra ancora il cuore del progetto”. Il Pd che solo pochi giorni fa, alle Europee, era il primo partito al 30,99%, mastica amaro. Nicola Zingaretti non lo nasconde: i risultati “purtroppo non sono incoraggianti, dobbiamo riflettere”. Di sicuro, a Cagliari, la candidata dem non è riuscita a convincere gli elettori del M5S che non avevano candidati da votare: probabilmente si sono astenuti, visto che solo un cagliaritano su due si è recato alle urne. Prima delle elezioni, i vertici pentastellati avevano ritirato l’appoggio a Alessandro Murenu, dopo che erano riemersi alcuni suoi post su aborto, unioni omosessuali e diritti della donna. Il posizionamento troppo conservatore gli era costato la candidatura.

Il primo cittadino in pectore, 46 anni, consigliere regionale di FdI, non ha comunque alcun dubbio. “E’ un risultato importante, che restituisce Cagliari al centro destra dopo 8 anni”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa assieme al presidente della Regione Christian Solinas, e guarda già al futuro: “La prima cosa da fare è ripulire la città” perché Cagliari “non è mai stata così sporca”. E proprio sulla raccolta dei rifiuti si è giocata la fase finale della campagna elettorale con qualche strascico al veleno, anche a urne chiuse, con il sindaco uscente Massimo Zedda, sostenitore della candidata del centrosinistra, che attacca: “Mi auguro che gli organi competenti approfondiscano la questione sul sistema di raccolta dei rifiuti, che ha funzionato per otto mesi. Improvvisamente e stranamente il servizio è stato interrotto alcuni giorni in campagna elettorale, con montagne di sacchetti di spazzatura, spesso di colore uguale, che venivano abbandonati di notte ai lati delle strade per poi essere bruciati: qualcosa non quadra”. Al di là delle polemiche, Ghirra, che si è fermata al 47,8% contro il 50,1 del suo avversario, spera ancora: “Abbiamo avuto un buon risultato. Ci sono quasi 1.300 schede nulle e dunque serve prudenza per valutare cosa succederà nei prossimi giorni. Chiederemo un riconteggio dei voti, con la verifica dei verbali e un eventuale ricorso”. Il terzo candidato, Angelo Cremone di ‘Verdes per Cagliari pulita’, ha riportato appena il 2,1% dei consensi.

I dem prendono una brutta batosta anche ad Alghero, che va a Mario Conoci grazie al sostegno di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e altre liste civiche. Il centrodestra si afferma col sardista Mario Conoci che, col 53% dei voti, strappa al primo turno la città al centrosinistra e al sindaco uscente Mario Bruno. Una sconfitta netta quella del candidato sostenuto dal Pd che si è fermato al 31%. Il nuovo sindaco ha invece vinto alla guida di una coalizione che vedeva uniti Lega, Psd’Az, Riformatori-Fortza Paris, la civica ‘Noi con Alghero’, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc. Il M5S, con Roberto Ferrara, ha sfiorato il 15% dei consensi, un dato in crescita rispetto al 10% registrato alle regionali ad Alghero.

Andrà invece al ballottaggio Sassari. Ma anche qui, almeno a guardare i risultati del primo turno, la città dovrebbe andare al centrodestra. E’ vero che la sfida sarà tra il candidato del centrosinistra Mariano Briana (34,5%) e Nanni Campus (30,54%). Quest’ultimo però, con un passato da deputato di An e Forza Italia, non è stato sostenuto dai partiti di centrodestra, che gli hanno preferito Mariolino Andria (16,31%), fermatosi al terzo posto e dunque fuori dal ballottaggio. Gli elettori di Andria potrebbero facilmente confluire verso Campus. Una curiosità arriva dal piccolo centro di Illorai, che può vantare il primo sindaco leghista dell’isola. A vincere è infatti il militante del Carroccio Titino Sebastiano Cau, capo dell’unica lista che si era presentata, ‘Fermiamo lo spopolamento’.

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