Metalmeccanici in sciopero. La manifestazione a Napoli e le crisi industriali del Mezzogiorno

Metalmeccanici in sciopero. La manifestazione a Napoli e le crisi industriali del Mezzogiorno

“Oggi tutti i metalmeccanici scioperano per rimettere al centro del dibattito di questo paese il lavoro, il lavoro industriale. In questi anni di assenza totale di politiche industriali, abbiamo perso moltissima della capacità produttiva installata” afferma la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David, in testa al corteo di Napoli, che è aperto dagli operai della Whirlpool. “C’è la desertificazione, soprattutto al Sud”, ha aggiunto: “L’Italia è diventata terra di scorribande delle multinazionali. Con un impoverimento del lavoro aumentano le morti sul lavoro, aumenta la precarietà e i salari sono bassi. Se non si riparte dal lavoro, il Paese si ferma”. La Whirlpool di Napoli, prosegue Re David, “è l’emblema di questa giornata. Le multinazionali delocalizzano, chiudono, ma noi pretendiamo il rispetto degli accordi firmati poco tempo fa: la fabbrica deve rimanere aperta”. Situazione critica quella del Mezzogiorno, che è “stato abbandonato ancora più del resto del Paese. Le aziende vanno e vengono come gli pare: solo in Italia è possibile far questo, in Francia e Germania i governi non lo consentono. L’Italia già da sola è piccola, un’Italia a metà è condannata tutta a non avere vie d’uscita”.

Per Napoli e per il Mezzogiorno oggi è stata una giornata importante. La scelta di Napoli come una delle tre piazze dello sciopero generale dei metalmeccanici ha richiamato con forza l’attenzione su un Mezzogiorno che ha bisogno di lavoro” afferma il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella. “Il fiume di tute blu che ha attraversato il centro cittadino – sottolinea Schiavella – ha portato con sé le ragioni di una mobilitazione che parte dalla richiesta di rilanciare un pezzo fondamentale del Paese, colpito dalla crisi e dalla desertificazione industriale” . “Di questa battaglia – conclude Schiavella – sono il simbolo i lavoratori della Whirlpool che hanno aperto il corteo, protagonisti di una vertenza emblematica alla quale é legato il destino non solo di una singola azienda ma di una intera città, una vertenza sostenuta da tutte le forze sociali, istituzionali e politiche napoletane, una battaglia che dobbiamo vincere”.

Questo sciopero ha un significato particolare perché la nostra fabbrica, da un giorno all’altro, è stata dichiarata non più strategica per il gruppo. Noi diciamo no alla vendita, vogliamo che l’accordo del 25 ottobre al mise sia rispettato, vogliamo continuare a lavorare e a fare quello che sappiamo fare da 50 anni. La nostra storia, le nostre competenze, professionalità e sacrifici non saranno cancellati con una x”, dice un operaio della Whirlpool, Raffaele Romano, che insieme ad altre migliaia di persone ha partecipato al corteo di Napoli in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici (i lavoratori sono scesi in piazza anche a Firenze e a Milano). “Con noi – ha spiegato il lavoratore – ci sono i nostri figli: per loro stiamo combattendo per stipendi dignitosi e non per essere sottoposti a ricatti. Voglio ringraziare tutti per la solidarietà che ci hanno portato in questi giorni. E al governo voglio dire che deve mettere in campo politiche di investimento e sviluppo. Il Sud ha bisogno di essere competitivo e non un peso da sopportare e scaricare. La nostra lotta andrà avanti fin quando non ci sarà una marcia indietro da parte di Whirlpool”.

In piazza ci sono anche gli operai della Blutech di Termini Imerese. “Il governo – afferma uno di loro, Vincenzo Comella – deve sapere che non molleremo. Il 21 saremo convocati lo stesso giorno della Whirlpool. Noi in quella sede continueremo a fare la nostra parte perché vogliamo riportare il lavoro a Termini Imerese e per riportare Fca al tavolo della trattativa. Doveva darci delle attività perché non se ne può fare a meno, Termini Imerese deve ripartire”.   “Siamo qui – precisa Iolanda Conte della Schneider di Napoli – per rivendicare la mancanza assoluta da parte di questo governo di una politica industriale per il Mezzogiorno, per denunciare la mancanza di una strategia politica che elimini i vincoli, per dire no alle morti bianche e per difendere i nostri diritti. Ricordiamo al governo l’articolo 1 della Costituzione, che il lavoro stabile deve essere garantito a tutti. I fatti oggi dimostrano che il sindacato è al fianco dei lavoratori e rappresenta la voce del popolo. In piazza non abbiamo bandiere politiche. Basta con queste campagne elettorali, noi rappresentiamo l’intero Sud che vuole garanzie di lavoro certo”.

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