Flop di Conte al Consiglio Ue. La procedura di infrazione resta in campo. Salvini aggiunge un carico da 10-15 miliardi per la flat tax, tutti e subito o me ne vado. Di Maio: se vuole la crisi lo dica

Flop di Conte al Consiglio Ue. La procedura di infrazione resta in campo. Salvini aggiunge un carico da 10-15 miliardi per la flat tax, tutti e subito o me ne vado. Di Maio: se vuole la crisi lo dica

Due giornate, una notte anche, di fuoco per Giuseppe Conte preso a Bruxelles in un vortice di incontri con i capi di governo. Colloqui cordiali ma niente più. Di fatto è rimasto fuori dalla trattativa fra i capi di governo impegnati nella ricerca dell’assetto della Commissione Ue a partire dal presidente. E non poteva che essere così. L’Italia “salviniana” è del tutto isolata nel Consiglio Ue. Neppure gli amici del  capo della Lega, a partire da Orban e dai sovranisti, il gruppo di Visegrad, mostrano qualche accenno di buon vicinato con il vicepremier del governo gialloverde, specie dopo l’incontro con i messaggeri di Trump incontrati a Washington.

Conte ha messo tutto il suo impegno per convincere i Commissari della Ue, in scadenza, i capi dei governi che compongono l’Ecofin, della bontà delle scelte di politica economica e sociale che il governo gialloverde ha messo a punto per evitare l’ apertura della procedura di infrazione. Conte si è dato da fare per illustrare la posizione del suo governo per evitare la procedura (ma tutto lascia credere che il governo non sia “suo” ma sempre più di Salvini con Di Maio che arranca). Non è un caso che mentre Conte si fa intervistare da Repubblica, Stampa, Messaggero-Mattino, quando sono ancora in corso i lavori del Consiglio, poi in conferenza stampa cerchi di attenuare il fallimento, con giornalisti che evitano di fargli domande che possono metterlo in difficoltà, ancor più di quanto lo sia, Salvini spara a zero: subito la flat tax, con dieci miliardi almeno per finanziare l’intervento, anzi 15 miliardi, volente o nolente l’Europa. E anticipa una risposta a Conte che proprio sulla questione tasse aveva parlato della esigenza di realizzare un patto tra fisco e italiani. Ancora: “ho sempre detto che occorre una riforma forte complessiva, avanzata del sistema fiscale, non mi accontento di intervenire sull’abbassamento di un’aliquota, voglio realizzare ripete un patto tra fisco e italiani, un patto fiscale sulla base di una formula: paghiamo meno ma paghiamo tutti”. Rispetto a Matteo Salvini, quindi, “il mio pensiero è forse più avanzato”.

Conte in conferenza stampa mantiene toni bassi, sa bene quanto possa pesare la procedura di infrazione

Ha bisogno di evitare i toni duri, duceschi di Salvini Matteo, il quale già che c’è impedisce alla imbarcazione Sea Watch di una ong olandese di attraccare a Lampedusa e far scendere 43 migranti che da nove giorni sono in  attesa  di  sbarcare. Per quanto riguarda la procedura di infrazione dice che si tratta di un “negoziato molto complesso e difficile, non ho mai pensato ci fosse una strada spianata. L’obiettivo – afferma – è di condurre in porto il negoziato. Siamo in una fase in cui – rivolto ai giornalisti – vi invito a non isolare singole considerazioni. È un negoziato molto complesso che non può che avvenire in termini confidenziali e riservati. Siamo il governo del cambiamento e io cerco di comunicare ma quando c’è un negoziato non posso che rimanere riservato altrimenti si rischia di pregiudicare gli interessi nazionali”. “Non possiamo mettere in campo qui pubblicamente le misure” che si hanno in mente sulla trattativa sulla procedura d’infrazione, “a me interessa che ci sia un approccio costruttivo da parte di tutte le parti che siedono attorno al tavolo e siccome io rappresento l’Italia, coadiuvato dal ministro Tria, sono certo di avere un approccio costruttivo. L’interesse dell’Italia è l’interesse dell’Europa”. Poi si dice certo che quando alla Commissione Ue  arriveranno le misure che il governo intende prendere per evitare la procedura di infrazione, l’assestamento di Bilancio, tutto tornerà  alla normalità. Non solo. Lo stesso Conte ci tiene a far presente che i vari Moscovici, Juncker, faranno marcia indietro. Noi, attacca, siamo puniti da una “situazione irragionevole, molto complicata”. Ci viene da chiedere: ma perché le proposte di cui parla Conte non hanno fatto parte della lettera inviata alla Ue? Ribatte Conte, ma con poca efficacia, a parer nostro: “Le regole vanno interpretate. Non vorrei che a volte prevalessero interpretazioni troppo rigide, a volte molto flessibili”.

Mentre Conte cercava di portare in salvo una situazione molto pericolosa per il nostro paese, Salvini Matteo, diventato un fan di Donald Trump, un sostenitore delle “manovre trumpiane” ai danni dell’Europa con l’obiettivo di far saltare l’euro, come affermato in un convegno alla Fondazione La Malfa, acquistando bot, Salvini in una intervista al Corriere della sera per rilanciare l’Italia riteneva indispensabile uno shock fiscale. Servono subito almeno 10 miliardi di euro per finanziare l’intervento, con l’Europa volente o nolente, altrimenti addio governo. “Dal viaggio negli Stati Uniti ho portato una convinzione fortissima: all’Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla. Se non me la dovessero far fare, io saluto e me ne vado”. “Sono le politiche economiche di Donald Trump. Noi abbiamo bisogno di un approccio del genere” dice Salvini, che vuole evitare la procedura di infrazione Ue, ma non sottostare ulteriormente ai vincoli europei. “Per il 2019, se è vero come è vero che lo Stato spende di meno ed incassa di più, possiamo utilizzare quella cifra per abbattere il debito, e va bene… Ma basta gabbie sugli anni futuri, basta con lo strozzare la crescita possibile”. Dove trovare i soldi? Secondo Salvini basterebbe bussare oppure occupare Cassa depositi e prestiti e la Banca d’Italia.

La riforma fiscale è la via per far ripartire il Paese, secondo Salvini

Servono almeno 10 miliardi, anzi 15 preciserà. “Il problema è che non esiste un taglio delle tasse serio che possa richiedere meno di dieci miliardi. Ma poi, i liberali non vogliono il taglio delle tasse? Con il taglio delle tasse si rianima l’economia e i soldi ritornano. Ma poi, ha visto i dati Istat? Io ringrazio Blangiardo, il presidente dell’Istat, che giusto oggi rende chiaro quello che noi diciamo da un pezzo: la recessione è quella demografica, il blocco delle nascite è un dramma. Taglieremo le tasse a lavoratori e famiglie a prescindere dal parere di qualche burocrate. Il futuro, dei nostri figli e dell’Italia, viene prima dei vincoli decisi chissà dove”. Esplode l’ira di Di Maio, preso in contropiede dal suo “alleato-avversario”. Di Maio si fa sentire. “Le tasse non si tagliano sui giornali”. “Tagliare le tasse – afferma – è come la pace nel mondo, tutti lo vogliono. Il tema è che bisogna tagliarle non sui giornali ma veramente. La Lega ha vinto le Europee, sembra che stia all’opposizione e non al governo”. Così il vicepremier Luigi Di Maio a “Un giorno da pecora” su Radio Uno. Salvini, sulla flat tax, “non può dire ‘o mi portate i 10 miliardi o me ne vado’. Anche io voglio abbassare le tasse, lui parla di flat tax, io di abbassamento del cuneo fiscale. È un atteggiamento che abbiamo visto più volte. Io voglio abbassare le tasse, ma dobbiamo lavorare seriamente perché dobbiamo fare una legge di bilancio che deve soddisfare le richieste dei cittadini”.

La replica arriva da “fonti di 5 Stelle: “Se Salvini vuole il voto, lo dica”

“La Lega e Matteo Salvini se la prendano con i banchieri e i burocrati di Bruxelles invece di minacciare sempre il governo. Tutti vogliamo tagliare le tasse e c’è anche una proposta del M5S per la Flat tax sul ceto medio applicata al coefficiente familiare. Lega non è all’opposizione, ma al governo come noi, quindi se servono 10 miliardi tracci la strada per trovarli invece di scaricare la colpa sugli altri. Salvini non può sempre dire è colpa degli altri. Così è troppo facile”. “Colpa di chi questa volta? Le tasse vogliamo tagliarle tutti! E subito! Quindi di chi sarebbe la colpa? Chiarisca il colpevole, così lo combattiamo insieme”, proseguono le  fonti, M5S. “Non esistono nemici immaginari, i nemici vanno identificati. Sarebbe Tria il colpevole? Ma non è stata la Lega a riunirsi con il ministro dell’economia per redigere il piano sulle tasse? Se si cerca una scusa per far saltare tutto e riportare in Italia un governo tecnico la Lega lo dica chiaramente agli italiani, con tutte le conseguenze del caso”.

Share