Palestina, Gaza. Dopo 48 ore di guerra, firmata una fragile tregua. Hamas: “conflitto non finisce se Israele non toglie il blocco su Gaza”. Netanyahu: “continueremo la campagna militare contro Gaza”

Palestina, Gaza. Dopo 48 ore di guerra, firmata una fragile tregua. Hamas: “conflitto non finisce se Israele non toglie il blocco su Gaza”. Netanyahu: “continueremo la campagna militare contro Gaza”

Sono cessati nelle ultime ore i lanci di razzi da Gaza verso Israele ed in parallelo l’aviazione israeliana – che in nottata ha colpito 30 obiettivi nella Striscia di Gaza – sembra aver terminato per ora le proprie operazioni. La televisione al-Aqsa di Hamas afferma che dalle 4.30 locali (un’ora prima in italia) è in atto un cessate il fuoco, che l’esercito di Israele ha confermato solo ore dopo. Intanto, il comando israeliano delle retrovie ha dato istruzione ad alcuni comuni vicini a Gaza a prepararsi oggi ad un graduale ritorno alla normalità. Nel sud di Israele le scuole restano comunque chiuse in un raggio di 40 chilometri dalla Striscia di Gaza. Le violenze sono esplose venerdì, dopo uno scontro a fuoco tra militari israeliani e militanti del gruppo della Jihad islamica. Nei giorni successivi, si stima che oltre 600 razzi siano stati lanciati dalle basi di Hamas verso Israele, e che gli israeliani abbiano condotto oltre 300 attacchi aerei sulla striscia. Fonti concordanti parlano di 23 vittime civili tra i palestinesi, tra cui due donne incinte e una ragazza di 14 anni, e di 4 morti tra gli israeliani.

Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, la notte scorsa ha annunciato la possibilità di una nuova tregua, affermando che un impegno in questo senso è arrivato anche da Israele. Ma ha poi avvisato che il conflitto continuerà a meno che Israele non metta fine ai 10 anni di blocco della Striscia di Gaza. “Il nostro messaggio è che questo round è finito, ma il conflitto non finirà sino a quando non avremo ottenuto i nostri diritti” ha dichiarato un portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, citato da Times of Israel, in risposta alle affermazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, per cui l’esercito dello Stato ebriaco si sta preparando a colpire ancora l’enclave sotto blocco. E proprio Benjamin Netanyahu ha commentato le notizie di un accordo di cessate il fuoco a Gaza chiarendo che Israele si sta preparando ad un nuovo confronto con i gruppi nell’enclave. “Negli ultimi due giorni abbiamo colpito Hamas e la Jihad islamica con grande forza, attaccando oltre 350 bersagli e leader terroristici ed attivisti e distruggendo infrastrutture terroristiche”. “La campagna non è conclusa e richiede pazienza e giudizio. Ci stiamo preparando a continuare. L’obiettivo era e rimane quello di assicurare la pace e la sicurezza dei residenti nella zona meridionale del paese”.

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