Migranti. La Sea Watch in viaggio verso la Sar libica per salvare vite umane, ma Salvini continua la sua guerra disumana. A Bologna, il sostegno del Consiglio comunale a nave Mare Jonio

Migranti. La Sea Watch in viaggio verso la Sar libica per salvare vite umane, ma Salvini continua la sua guerra disumana. A Bologna, il sostegno del Consiglio comunale a nave Mare Jonio

Altro duello fra le Ong e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La Sea-Watch è in viaggio verso la zona Sar davanti alla Libia e il titolare del Viminale si dice pronto a fermarla “con ogni mezzo lecito consentito”. Intanto, la Procura di Agrigento non ha convalidato il sequestro preventivo, notificato venerdì scorso dalla guardia di finanza per la nave Mare Jonio, e ha deciso, invece, per il sequestro probatorio. L’imbarcazione è approdata a Lampedusa con 30 migranti a bordo, recuperati da un gommone in avaria. Per l’Ong Mediterranea, questo “è un aspetto importante perché la Gdf, su input del Viminale, intendeva usare il ‘preventivo’ per bloccare la Mare Jonio ed ‘impedirgli definitivamente di reiterare il reato’. La scelta della Procura, invece, è orientata dalla ‘necessità di accertare i fatti’ e dunque di verificare attraverso un’indagine se vi sia o meno ‘un reato’. Da leggersi in questo senso – sottolinea ancora Mediterranea – anche la scelta di iscrivere nel registro degli indagati solo il comandante e il capo missione, e non l’intero equipaggio come pretendeva il Viminale”.

Insomma, è sfida aperta fra le Ong e Salvini. Anche perché la Sea-Watch 3 ha annunciato che sta navigando verso la zona Sar davanti alla Libia. “È l’unica nave civile di soccorso – si segnala – in un Mediterraneo centrale che grida aiuto”. Solo nelle ultime 48 ore, stando ai numeri di Sea-Watch, “la nostra attività di ricognizione aerea ha riscontrato almeno sei casi, di cui un naufragio che conta fino a 70 morti, mentre sono almeno 240 le persone ricondotte forzatamente in Libia, anche attraverso l’impiego di velivoli militari delle missioni Ue”. Non si è fatta attendere la replica del titolare del Viminale: “Avviso ai naviganti: non pensino di aiutare scafisti, imbarcare immigrati e dirigersi verso l’Italia perché verranno fermati, con ogni mezzo lecito consentito”. E non solo: “L’avviso – sottolinea Salvini – è rivolto anche ai nostalgici dei ‘porti aperti’ presenti in Parlamento”. Nel frattempo, secondo fonti del Viminale, dopo le aperture del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il ministro dell’Interno intende proporre – a integrazione del testo già diffuso relativo al decreto Sicurezza bis – un fondo ad hoc alla Farnesina. L’obiettivo? Dare incentivi ai Paesi che si dimostrano particolarmente collaborativi nel settore del rimpatrio dei clandestini, nell’auspicio che “dopo il voto del 26 maggio sarà finalmente l’Unione europea a farsi carico di questo tipo di interventi”. Prevista per giovedì 23 maggio l’apertura del tavolo tecnico tra Viminale e ministero degli Esteri.

Intanto, il Consiglio comunale di Bologna esprime “la propria solidarietà e gratitudine nei confronti dell’equipaggio della Mare Jonio, la cui opera meritoria di monitoraggio e soccorso” ha fatto sì che “alcune vite umane, tra cui quelle di donne e minori, anche giovanissimi, fossero tratte in salvo”, recita un ordine del giorno, presentato da Coalizione civica, approvato oggi dall’aula di Palazzo D’Accursio: con Coalizione civica hanno votato Pd, Città comune e gruppo misto; contrari i voti di Lega e Fi, mentre il M5s ha optato per l’astensione (anche in questo caso, dunque, sono diverse le scelte fatte dalle due forze che a Roma compongono il governo). Non hanno partecipato al voto i consiglieri di Insieme Bologna. L’odg contiene “l’auspicio che la Mare Jonio sia, al più presto, dissequestrata, così da poter tornare a svolgere la propria attività di denuncia e monitoraggio nel Mediterraneo orientale”. L’aula, poi, esprime “il più profondo e radicale dissenso rispetto ad ogni iniziativa, specialmente istituzionale, tesa a stgmatizzare e penalizzare le attività e gli interventi umanitari di monitoraggio, salvataggio esoccorso in mare”. L’odg esprime anche “l’intenzione di rivendicare lo storico carattere aperto e solidale di Bologna, in linea con un numero sempre crescente di ‘città santuario’ nel mondo (Los Angeles, Barcellona, New York) che si oppongono alle politiche discriminatorie e inumane dei propri paesi nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo”. Infine, l’odg invita il sindaco Virginio Merola e la Giunta a “sostenere, nei modi e nelle forme ritenute più idonee allo scopo, la richiesta delle Famiglie accoglienti affinché le 30 persone tratte in salvo dalla Mare Jonio, o alcune di esse, possano trovare accoglienza ed ospitalità nella città di Bologna, da sempre aperta e solidale, anche grazie alle reti di sostegno, prontamente attivatesi sul territorio, le quali hanno apertamente manifestato la propria disponibilità ad accogliere”.

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