Mario Michele Pascale. Salvini ed Orban lavorano ai nuovi equilibri del parlamento europeo. La sinistra italiana sonnecchia. La “strana” opposizione del movimento cinquestelle

Mario Michele Pascale. Salvini ed Orban lavorano ai nuovi equilibri del parlamento europeo. La sinistra italiana sonnecchia. La “strana” opposizione del movimento cinquestelle

Porti chiusi e filo spinato. La ricetta di Salvini ed Orban per risolvere i problemi dell’immigrazione è semplice. Il vice premier italiano è rimasto estasiato dalla visita al confine serbo ungherese, complimentandosi “per come in poco tempo, in modo rapido e incisivo, l’Ungheria ha presidiato 600 chilometri di confini chiudendoli”. Victor Orban ha tenuto a precisare, qualche ora prima dell’arrivo di Salvini in terra magiara, come questi sia “un compagno della stessa sorte, subiamo entrambi attacchi, ma lui è l’eroe che ha fermato per primo le migrazioni dal mare, noi sulla terra”.

Orban uomo forte del PPE

Eroismi a parte l’incontro ha voluto sondare la possibilità di un accordo tra popolari e sovranisti per la gestione del futuro parlamento europeo. Manfred Weber, candidato di punta del PPE, ha detto che Orban “non ha voce in capitolo”. Angela Merkel ha bocciato l’ipotesi di un’intesa fra popolari e sovranisti. Ma Orban da tempo sta lavorando affinché il Partito popolare europeo distolga lo sguardo a sinistra, ripudiando l’alleanza degli ultimi anni con i socialisti. Il leader magiaro parte avvantaggiato avendo già piegato una volta ai suoi desiderata il PPE. Fidesz, il partito di Orban, doveva essere sospeso dalla compagine popolare, ma, dopo che Orban aveva minacciato di ritirare i propri eurodeputati dal PPE, la sospensione si è tramutata in una “osservazione” le cui somme verranno tirate “a tempo debito”. In pratica quella che doveva essere una resa dei conti per far rientrare gli ungheresi nella tradizione e non modus operandi popolare si è tramutata in una pacca sulla spalla di incoraggiamento. Orban si è accreditato come uomo forte del PPE e come tale si comporta, tessendo la tela con i sovranisti in funzione anti socialista.

L’opposizione dei cinque stelle…

A rovinare la festa di Salvini gli alleati di governo del movimento cinque stelle. Luigi Di Maio ha espresso tutta la sua perplessità su di una alleanza con i paesi del gruppo di Visegrad che, in più di un’occasione, hanno lanciato fulmini e saette contro le rivendicazioni anti austerità italiane. Danilo Toninelli ha precisato: “Positivo che sia diminuito il numero degli sbarchi. Ma l’appoggio a Paesi, come l’Ungheria di Orban, che dice ‘no’ alla redistribuzione, comporta al più presto un confronto con gli alleati di governo”. Tradotto: Salvini non ha il potere di stringere accordi per una nuova Europa a nome dell’esecutivo.

Il sonno della sinistra

Salvini ha dichiarato: “l’alleanza tra socialisti e democristiani trasformerebbe l’Europa in un Califfato”. La reazione dei partiti afferenti al PSE in Italia, quindi del PD e del PSI, è stata molto debole. Non pervenuto Enzo Maraio, neosegretario del PSI. Nicola Zingaretti si concentra sulla politica interna, precisamente sul caso Siri, puntando sulla questione morale. Per quel che riguarda l’Europa, a parte qualche parola d’ordine già ampiamente abusata, la reazione è stata quella di allestire una “notte bianca per l’Europa”, dal sapore squisitamente anni ‘90 ma dalla dubbia valenza ideologica, politica ed elettorale. Restano, nella rive gauche, degne di menzione, posizioni tanto individuali quanto coraggiose. L’ex premier Paolo Gentiloni attacca: “vedo che siamo diventati molto influenti in Ungheria, ma ci giochiamo l’Europa. si stanno attivando dei meccanismi che poi è difficile fermare. Il nostro splendido isolamento ungherese è pericoloso. Non siamo mai stati così isolati, stiamo diventando irrilevanti anche in Libia. Non vorrei finire con summit europei a tre in cui non sia l’Italia, bensì la Spagna ad affiancare Germania e Francia”. Gentiloni prosegue con un appello al partito democratico: “il compito del Pd è preparare un’alternativa. Siamo assordati dal battibecco quotidiano dei vicepremier e vedo troppi che recitano la parte dei sonnambuli”. Un po’ più a sinistra Laura Boldrini ha dichiarato: “Mi pare che per Salvini ora lo slogan sia diventato ‘prima gli ungheresi’. Orban è portatore di una visione illiberale e anti-italiana. La lunga storia democratica dell’Italia non consente di avere un interlocutore così”.

Posizioni autorevoli, quelle di Gentiloni e della Boldrini, ma non “di sistema”. I partiti, come sottolineato dall’ex premier Gentiloni, sono affetti da sonnambulismo. Quando si svegliano preferiscono, ai grandi temi del nostro tempo, rovistare tra le frattaglie della politica interna. In attesa di un risveglio e di una nuova consapevolezza progettuale, l’unica opposizione al disegno della lega e di Fidesz di unità sovranista nel nuovo parlamento europeo è affidata ai cinque stelle, che, in questo, appaiono molto più incisivi della sinistra italiana.

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