Legnano. Agli arresti domiciliari sindaco leghista e due assessori. Il prefetto nomina il commissario. Nelle intercettazioni chiamato in causa Salvini

Legnano. Agli arresti domiciliari sindaco leghista e due assessori. Il prefetto nomina il commissario. Nelle intercettazioni chiamato in causa Salvini

Procedure di selezione pilotate per favorire personaggi “graditi”. Ruota attorno a questa accusa l’inchiesta della Procura di Busto Arsizio che giovedì mattina ha portato all’arresto del sindaco leghista di Legnano, Gianbattista Fratus, finito ai domiciliari per turbativa d’asta e corruzione elettorale insieme al suo vice e assessore al Bilancio, Maurizio Cozzi (indagato solo per turbativa d’asta) e all’assessore alle Opere pubbliche, Chiara Lazzarini, pure lei accusata di turbativa d’asta. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano, coordinati dal procuratore di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana, le procedure “pilotate” riguarderebbero la selezione di un dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, la nomina del nuovo direttore generale della municipalizzata dei rifiuti della stessa cittadina lombarda e l’affidamento di un incarico professionale in una partecipata del Comune di Legnano. Nel mirino dei pm è finito anche l’incarico in una società pubblica disposto dal sindaco Fratus a favore della figlia di un candidato alle amministrative del 2017 che era stato escluso già al primo turno. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe ricevuto da Fratus la promessa di un incarico in una società pubblica per la figlia in cambio del suo appoggio elettorale al ballottaggio. Sono in tutto sette gli indagati nell’inchiesta bustocca: le fiamme gialle stanno effettuando una serie di perquisizioni nei loro uffici e abitazioni.

L’assessore Lazzarini chiama in causa direttamente il ministro dell’Interno

“Prima del ballottaggio a livello regionale io ho fatto un accordo con Paolo Lalli, Salvini e quell’altro provinciale loro della Lega in cui Paolo **Alli** e Guidi, hanno detto che mi avrebbero appoggiato al ballottaggio e che io in cambio gli avrei dato un posto, quindi devo mantenere questa promessa che ho fatto io, Gianbattista Fratus, per cui per Aemme Linea Ambiente non do nessun consigliere in quota a nessun partito. Li scelgo io quindi”. E quanto emerge in una intercettazione dell’inchiesta sulle nomine a Legnano tra l’assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini, finita ai domiciliari, e l’assessore comunale Letterio Monaco. Una conversazione che sottende, a dire degli inquirenti, “le reali motivazioni sottese alla nomina di Martina Guidi”.

Il sostituto procuratore Calcaterra: “indagati hanno scarsissimo senso della legalità”

“La cosa più allarmante e disarmante è che gli indagati tutti hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è” ha detto il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra commentando l’indagine che ha coinvolto il sindaco di Legnano e due assessori della sua giunta. Intanto, “il prefetto di Milano, Renato Saccone, ha disposto (ai sensi degli artt. 10 e 11 del D. L. 31/12/2012 n. 235) la sospensione dalla carica (che opera di diritto) del sindaco, del vicesindaco e dell’assessore alle Opere pubbliche del Comune di Legnano, a seguito dell’ordinanza del Gip del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) del 13 maggio scorso con la quale è stata disposta la custodia cautelare a carico degli stessi” si legge in una nota diffusa dalla Prefettura meneghina, in cui si spiega che “il prefetto, considerato il caso di necessità ed urgenza, per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato il viceprefetto dottoressa Cristiana Cirelli, commissario per la provvisoria gestione dell’Ente, con le funzioni del sindaco e della giunta”.

La reazione del ministro grillino della Giustizia Bonafede

“Non ho mai commentato, in qualità di ministro della Giustizia, alcuna inchiesta in particolare, perché ho il massimo rispetto verso l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, che vanno lasciate in pace a lavorare. Non voglio farlo rispetto alle inchieste che riguardano la Lega, come quella che oggi coinvolge il sindaco di Legnano. Rilevo però che c’è un’emergenza corruzione nel nostro Paese, motivo per cui voglio sottolineare che, grazie alla Legge spazzacorrotti, ad esempio, è stato fatto un passo avanti in questo campo, perché è stata approvata in tempi record e in modo compatto. Sicuramente il Movimento 5Stelle ha un’attenzione particolare, come tutti sanno, rispetto ai temi della giustizia, in quanto i cittadini onesti di questo Paese hanno bisogno di sapere che lo Stato è dalla loro parte”. Lo ha sottolineato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a margine della firma del Protocollo di intesa per l’ampliamento della città giudiziaria della Capitale.

Laforgia (La Sinistra): “una gigantesca questione morale”

Il senatore di Liberi e uguali, esponente de La Sinistra, Francesco Laforgia, in una nota afferma: “Come sempre cautela e rispetto per il lavoro dei magistrati ma un punto è innegabile. In questo paese continua ad esistere una gigantesca questione morale che tocca trasversalmente tutti i partiti, anche quelli che hanno fatto negli anni, della legalità un vessillo, Lega compresa. In Lombardia poi, il tema delle illegalità è strettamente legato ad una continuità di potere che il centrodestra esercita in regione da più di vent’anni. Per questo – conclude – c’è bisogno di un cambiamento radicale della classe politica anche in quella regione”.

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