Governo. Il Consiglio dei ministri tanto atteso partorì il topolino. Effettuate le nomine di Bankitalia e di alcuni prefetti. Rinvio su affaire Siri e autonomia, i punti più controversi

Governo. Il Consiglio dei ministri tanto atteso partorì il topolino. Effettuate le nomine di Bankitalia e di alcuni prefetti. Rinvio su affaire Siri e autonomia, i punti più controversi

Un Consiglio dei ministri talmente annunciato come importante e decisivo ha partorito un topolino. Da quello che si apprende l’unico punto risolto all’ordine del giorno, che conteneva “varie ed eventuali”, è quello relativo alle nomine in Bankitalia, ormai in scadenza. Per il resto, tutto sembra rinviato ad un prossimo Consiglio dei ministri, sia per quanto riguarda la spinosa questione delle dimissioni del sottosegretaio ai Trasporti Siri, sia per quanto riguarda l’approvazione delle intese per l’autonomia differenziata, tanto cara alla Lega e soprattutto al presidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia. Ma andiamo con ordine, e vediamo cosa il governo ha deciso sulle nomine in Bankitalia.

Per l’Istituto di via Nazionale, Fabio Panetta nominato nuovo direttore generale, Luigi Signorini confermato nel direttorio, dove entrano l’ex ragioniere dello Stato Daniele Franco e Alessandra Perrazzelli, ex country manager di Barclays Italia e vicepresidente esecutivo e presidente del comitato di remunerazione e nomine di A2A SpA. È su quest’ultimo nome che si sono concentrate nelle ultime settimane le incertezze del governo che nel Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai nomi indicati da palazzo Koch lo scorso 28 marzo. Con delle “riserve” che la Lega fa trapelare al termine della riunione, annunciando la volontà di presentare nei prossimi giorni una proposta di riforma di Bankitalia. È stato l’addio dell’attuale Dg Salvatore Rossi, la cui nomina è in scadenza il 9 maggio, a sbloccare l’impasse delle nomine che si trascinava da gennaio, da quando cioè in coincidenza con lo scadere dell’incarico del vicedirettore generale Luigi Signorini i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini avevano tuonato contro i vertici di via Nazionale chiedendo “discontinuità” rispetto al direttorio in carica ai tempi delle crisi bancarie che hanno coinvolto i risparmiatori. Discontinuità che si è tradotta nell’addio di Rossi appunto e di Valeria Sannucci, mentre Signorini viene riconfermato e Panetta promosso da vice a Dg. Arriva – o meglio ritorna – direttamente da via XX Settembre Daniele Franco, dal 2013 Ragioniere generale dello Stato. Proprio Franco era stato nei mesi scorsi del mirino dei M5s, che ora vedono di buon occhio il suo trasloco che di fatto libera anche una casella fondamentale a via XX Settembre.

La nomina di alcuni prefetti graditi al ministro Salvini e il rinvio degli altri punti molto controversi

Nella riunione di martedì sera è stato dato il via libera anche ad alcune nomine di prefetti, in primis quella di Gerarda Pantalone che arriva a Roma, lasciando il ruolo di capo del Dipartimento immigrazione del Viminale, in cui Salvini l’ha fortemente apprezzata. In un clima definito “cordiale e costruttivo” è stato affrontato anche il tema delle Autonomie su cui, spiegano dal Carroccio, si è registrato un “passo avanti” che lo porterà dritto sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Ancora da definire invece l’affare Siri, dopo l’incontro avuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il sottosegretario del Carroccio indagato per corruzione. Le posizioni di Lega, M5S e dello stesso esponente politico sono note, ma nessuna decisione è stata ancora presa dal premier che ha avocato a sé anche questo dossier.

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