Cannes 2019. Les Miserables di Lady Ly, primo film francese in concorso, e Bacarau dei registi brasiliani Kléber Mendoca Filho e Juliano Dornelles

Cannes 2019. Les Miserables di Lady Ly, primo film francese in concorso, e Bacarau dei registi brasiliani Kléber Mendoca Filho e Juliano Dornelles

«Non esistono erbe cattive, né uomini cattivi; ma soltanto cattivi coltivatori», Victor Hugo. Questa frase del celebre scrittore francese compare nell’ultima scena del film Les Miserables di Lady Ly ed è al tempo stesso il messaggio del film. Il 40enne regista francese firma un film realista, nel quale la prima parte è tranquilla, ma poi accelera fino a portarci a una grande tensione emotiva. Ha come teatro Montfermeil, luogo dove lo scrittore francese scrisse il celebre romanzo e dove aveva situato la locanda Thenadier. Ora è la banlieu parigina. I Miserabili di oggi non assomigliano a quelli dell’epoca di Victor Hugo. Non ci sono gli avidi e perfidi locandieri, ma i poliziotti e i giovani, che cercano di vivere dovendo fare i conti con una realtà difficile. Gli attori protagonisti (Damien Bonnard, Alexis Manenti e Djebril Zonga) convincono come i gruppi di ragazzini e di adulti che si uniscono in vere e proprie bande. Il regista racconta il quartiere con gli occhi di Stéphane (Damien Bonnard) nuovo arrivato nel corpo di polizia, che affianca Chris (Alexis Manenti) e Gwada (Djebril Zonga). La loro nuova missione è di ricercare il giovane Issa che ha fatto una bravata, ha rubato un leone dal circo. Nel tentativo di catturarlo parte un colpo che sfigurerà il ragazzo. Una violenza nata da cose banali, che genera altra violenza e un piano di vendetta atroce della banda degli adolescenti. “Nel film volevo rappresentare tutti gli abitanti delle banlieue, la complessità reale, però, è la tragedia dei bambini, che crescono dentro una tragedia” ha detto il regista francese. «È un po’ la mia vita, porto in scena le mie esperienze, quelle del mio ambiente. Tutto quello che è nel film l’ho vissuto. Non è stato semplice perché sono cresciuto lì ma nessuno ci ha mai davvero ascoltato, e avevo bisogno che venissimo ascoltati, per cercare una soluzione». Un film che è un potente grido di allarme.

Un altro grido, ma di resistenza arriva dal Brasile con il terzo film in corsa per la Palma d’Oro, Bacarau diretto dai registi brasiliani Juliano Dornelles e Kléber Mendoca Filho, quest’ultimo nel 2016 a Cannes con il film Aquarius. Bacarau è un villaggio isolato nell’arido nord est del Brasile, colpito da fenomeni strani. Sparisce dalle carte, i cellulari non funzionano più, gli abitanti si ritrovano isolati. Arrivano dei misteriosi assassini, che si scopre essere americani, ingaggiati dalle autorità locali per eliminare i paesani, che non soccomberanno e daranno prova di una dura resistenza. Kleber Mendoca Filho e Juliano Dornelles sono impegnati contro l’attuale presidente Jair Bolsonaro. «I brasiliani»,  hanno affermato in conferenza stampa, «devono veramente essere uniti oggi per “resistere” a certe idee folli. C’è il rischio che la storia del film diventi la realtà dei prossimi anni».

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