Arriva Salvini, via gli striscioni, la questura mobilita i vigili del fuoco. Proibito dire che il ministro non è il benvenuto. La protesta di Fp Cgil. Tissone (Silp Cgil): contrastare forme di apologia del fascismo

Arriva Salvini, via gli striscioni, la questura mobilita i vigili del fuoco. Proibito dire che il ministro non è il benvenuto. La protesta di Fp Cgil. Tissone (Silp Cgil): contrastare forme di apologia del fascismo

Recita il secondo Comandamento: “Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano”. Uffici delle Questure e, ora, anche quelli dei Vigili del Fuoco non hanno dubbi: il moderno Signore si chiama Salvini Matteo, vicepremier, il suo nome non deve essere pronunciato e neppure scritto. Ovunque arriva il ministro degli Interni che ama camuffarsi di volta in volta da poliziotto, soldato con tanto di mitra, persona devota che gira con  in tasca  il rosario e l’immagine di qualche madonnina, non deve essere  disturbato quasi fosse in trance religiosa. Sarebbe una offesa al Viminale, anche se lui, come è noto, nella sede ministeriale lo si vede poco.

Ormai questori, comandanti dei vigili del fuoco, servitori dello Stato a vario titolo sono informati sul da fare. Ordinano ai poliziotti, ai vigili del fuoco, di tutelare che tutto sia in ordine quando arriva il Salvini, con codazzo che lo attornia, tutti sorridenti, gioiosi, quasi ringraziano di far da scorta al ministro, una occasione, si dice in questi ambienti, che  si vive una sola volta. Va presa al volo. Ne consegue che, in primo luogo, le strade che percorre il ministro, vicepremier, devono essere assolutamente sorvegliate, neppure una mosca deve ronzare, la monnezza da nascondere, un bel problema se gli venisse l’idea di farsi una passeggiata nelle strade di Roma.

Anche un innocuo striscione non deve turbare il ministro di polizia

Non basta la sorveglianza sulle strade. Ma la sorveglianza per quanto riguarda le strade non basta. Occorre guardare anche in alto, alle finestre, ai balconi.  Avevamo pensato che quanto avvenuto qualche giorno fa quando era stato fatto togliere un manifesto, un striscione che faceva bella mostra di sé ad un balcone fosse già troppo. Il manifesto faceva sapere che la sua visita non era gradita. Non ricordiamo neppure in quale città era avvenuto questo episodio. Si poteva pensare ad un infortunio di un qualche dirigente di ufficio di polizia. Ma la cosa si ripete ed allora c’è qualcosa di più. Addirittura sono stati utilizzati i vigili del fuoco per rimuovere un innocente striscione affisso ad un balcone in quel di Brembate, in provincia di Bergamo, poco prima dell’arrivo di Salvini Matteo. C’era scritto “Non sei il benvenuto”. Ci siamo informati per capire se in qualche modo queste parole  potevano prefigurare una offesa. Abbiamo chiesto ad autorevoli magistrati, ad avvocati, perfino a costituzionalisti. Non si sa mai se nell’era del governo gialloverde dei Di Maio e dei Salvini, di Conte che è un avvocato, poteva essere stato introdotto un qualche nuovo reato. Niente. Lo striscione esprimeva una opinione. Ancora non risulta che una opinione possa essere considerata un reato e lo striscione l’oggetto  con cui il reato veniva consumato. Da qui partiamo per raccontare un fattaccio che potrebbe far parte di una comica se non si trattasse di un episodio molto grave che chiama in causa in primo luogo la Questura e, di riflesso, il comando dei Vigili del fuoco. Scrive la Funzione pubblica Cgil Vigili del Fuoco: “Non è lavoro per i Vigili del Fuoco. Quanto accaduto a Brembate, in provincia di Bergamo, poco prima dell’arrivo del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è inaccettabile”. “Non si può consentire – prosegue – che si utilizzi una squadra dei Vigili del Fuoco, rimuovendola dal lavoro quotidiano, per costringerla a rimuovere uno striscione. Si opera un danno all’erario, perché i Vigili del fuoco non fanno ‘pubblica sicurezza’ ma operano per portare soccorso, e si colpisce un diritto inalienabile del cittadino, quello al legittimo dissenso. Siamo solidali con i colleghi costretti ad operare in questa non prevista operazione e chiediamo ai vertici del corpo e del Viminale che si faccia immediata chiarezza”, conclude la Fp Cgil Vigili del Fuoco.

L’imbarazzo del comandante dei Vigili del fuoco di Bergamo

Imbarazzata, a dir poco, è la spiegazione data dal comandante dei vigili del fuoco di Bergamo, Calogero Turtorici: “Si è trattato di un intervento tecnico – afferma – chiesto dalla questura, effettuato a seguito di una decisione presa dal dirigente del servizio d’ordine e sicurezza pubblica”. Dalla questura si giustificano: “La decisione è stata presa – viene detto – per evitare possibili tensioni, come avvenuto in occasioni simili anche per esponenti politici di altri partiti, e senza intenti di censura”. Cerca di barcamenarsi il segretario del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco, se non andiamo errati. Dice, fra l’altro che occorre essere chiari sui doveri dei Vigili del Fuoco, “meri esecutori di ordini di polizia, senza alcuna responsabilità di quanto accaduto”. Piuttosto, aggiunge il Conapo, il problema è che i vigili del fuoco hanno “doveri come i poliziotti ma sono retribuiti con 300 euro in meno al mese, un’ingiustizia sulla pelle dei nostri uomini che ai politici interessa meno dello striscione di Salvini”. Non la pensa così Daniele Tissone, segretario del Silp Cgil, intervistato da Huffington Post: “Siamo alle prese con un ministro dell’Interno sui generis, diverso per aplomb, comportamenti e sensibilità da qualsiasi suo altro predecessore”. “Eravamo abituati a ministri degli Interni molto più prudenti nelle esternazioni e negli atteggiamenti” prosegue Tissone. “Da chi riveste i panni di capo politico e ministro sarebbe auspicale una maggiore sensibilità, soprattutto in un momento delicato come la campagna elettorale”. Per Felice Romano, segretario del Siulp, “è importante evitare di creare un clima da stadio. Forse – riflette – in questo Paese figure istituzionali così delicate come il ministro dell’Interno, della Giustizia e della Difesa non dovrebbero coincidere con personalità la cui caratteristica è soprattutto marcata dal fomentare gli animi per creare consensi intorno alle proprie idee, come può essere il segretario di un partito”.

Il ministro dell’Interno e vicepremier fa lo gnorri e ci scherza sopra

Come era prevedibile Salvini Matteo fra lo gnorri. “Non ne so niente, basta che non ci siano problemi di ordine pubblico, che non si metta a rischio la sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine, poi ognuno scriva quello che vuole”. Ai giornalisti che gli hanno domandato se quindi gli striscioni dai palazzi non vadano rimossi durante i comizi, Salvini ha replicato: “Se provocano problemi di ordine pubblico sì, se poi uno scrive ‘Salvini è brutto’, chi se ne frega, de gustibus…”. Già, quel “se provocano problemi di ordine pubblico” è tutto un programma, quasi una confessione verrebbe da dire. Gli fa eco il capo della Polizia Franco Gabrielli il quale, a detta del segretario del Siulp, avrebbe sottolineato che “non c’è una direttiva in questo o quel senso che regoli le presenze del ministro in campagna elettorale. Tutto è demandato alle norme che disciplinano le campagne elettorali e alla sensibilità che hanno i singoli dirigenti che sono sul posto, gli unici a cui spetta il compito di valutare che interventi fare”. Ribatte Daniele Tissone: “Più che sui singoli interventi è sugli atteggiamenti che bisognerebbe lavorare a cominciare dal contrasto a forme di apologia del fascismo che stanno tornando tristemente attuali. Mi preoccupa molto questa recrudescenza dell’estrema destra; è più necessario che mai segnalare e far perseguire tutte le situazioni borderline o fuorilegge”. Quanto alle dichiarazioni del Questore di Prato, al tweet della Polizia in risposta a Saviano e alle dichiarazioni del sindacalista del Sap (“Il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile grazie a Salvini”), sono tutti episodi che non facilitano il lavoro degli uomini e delle donne delle Forze dell’ordine, conclude Tissone.

L’Unione degli Studenti invita ad allestire “balconi di protesta”

Reazioni sono arrivate da parte della parlamentare bergamasca del Pd Elena Carnevali che ha presentato un’interrogazione. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si è chiesto “chi ha dato loro l’ordine di intervenire? A che titolo?”. L’ex ministro Maurizio Martina (Pd), bergamasco, afferma: “Qualsiasi messaggio difforme dal pensiero di Salvini va rimosso e zittito? Dalle Tv alle strade. Viva la libertà di opinione, di parola, di pensiero! Sempre!”. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano e candidato alle europee per il Pd, Pierfrancesco Majorino, ha  fatto presente che sabato, in occasione della manifestazione della Lega in piazza Duomo a Milano, “prevedo molti striscioni ai balconi”. E l’Unione degli Studenti ha invitato ad allestire ‘balconi di protesta’ in occasione del comizio che Salvini terrà a Campobasso mercoledì.

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