Acciaio. ArcelorMittal taglia produzione in Ue, ex-Ilva rallenta. Re David, Fiom Cgil: “subito incontro per verifica attuazione accordo”

Acciaio. ArcelorMittal taglia produzione in Ue, ex-Ilva rallenta. Re David, Fiom Cgil: “subito incontro per verifica attuazione accordo”

ArcelorMittal taglierà di circa tre milioni di tonnellate la sua produzione di acciaio in Europa, coinvolgendo in questa decisione anche gli impianti ex Ilva in Italia che vedono allontanarsi il tetto di produzione ai previsti sei milioni di tonnellate. La prospettiva ha immediatamente suscitato le preoccupazioni dei sindacati. Nel dettaglio il gruppo siderurgico ha annunciato l’intenzione di sospendere temporaneamente la produzione negli stabilimenti siderurgici di Cracovia in Polonia e di ridurre la produzione nello stabilimento delle Asturie in Spagna mentre l’aumento previsto del livello di produzione a 6 milioni di tonnellate in Italia subirà un rallentamento a seguito della decisione di ottimizzare i costi e la qualità della produzione. Una scelta tutt’altro che indolore come riconosce anche l’azienda ma resa necessaria da una combinazione di fattori “tra l’indebolimento della domanda, l’aumento delle importazioni, una insufficiente protezione commerciale della Ue, oltre ad elevati costi energetici e all’aumento dei costi della CO2”.

Geert van Poelvoorde, Ceo di ArcelorMittal Europa – Prodotti Piani, ha provato a rassicurare: “Comprendiamo l’impatto che questa scelta ha sui dipendenti e sulle comunità locali ma lavoreremo per garantire che vengano adottate misure sociali volte a supportarli durante questo periodo. L’industria siderurgica in Europa può avere un forte futuro, ma è necessario garantire parità di condizioni, affinché non venga concesso un vantaggio sleale ai concorrenti extra Europa”.

La decisione non convince i sindacati. 

“E’ grave che l’azienda abbia comunicato la decisione di ridurre temporaneamente la produzione in Italia, fino alla chiusura di stabilimenti in Europa, oltretutto senza alcuna condivisione preventiva delle informazioni con le organizzazioni sindacali” sottolinea in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, chiedendo “subito un incontro di verifica”. “Arcelor Mittal – prosegue Re David – ha annunciato oggi che diminuirà la produzione di circa 3 milioni di tonnellate con un rallentamento anche in Italia. Considerata la vastità dell’operazione, ribadiamo che è urgente un incontro di verifica in sede ministeriale sull’attuazione dell’accordo del 6 settembre del 2018 su investimenti, occupazione, processo di esternalizzazione e sulle attività dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria”. “La decisione di oggi – afferma – non può né rallentare né pregiudicare tutti gli impegni di rilancio delle attività in Italia a partire dall’occupazione e dalla tutela dell’ambiente. Su questo tema – conclude la segretaria Fiom – devono essere rese operative al più presto le attività di bonifica sul territorio mentre ribadiamo la necessità della valutazione dell’impatto sanitario preventiva”.

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