Vaccini. Emendamento demenziale di Lega-M5S propone di escluderne l’obbligo. Vespaio di polemiche da medici, scuole, e parlamentari grillini

Vaccini. Emendamento demenziale di Lega-M5S propone di escluderne l’obbligo. Vespaio di polemiche da medici, scuole, e parlamentari grillini

La nuova legge sui Vaccini torna a far discutere e l’emendamento che punta a cancellare l’obbligo della certificazione per iscrizioni a nidi e materne scatena un’ondata di polemiche. La norma in questione, che porta le firme di Maria Cristina Cantù (Lega) e Pierpaolo Sileri (M5S), non solo si è attirata le critiche delle opposizioni che gridano allo scandalo ma crea malumori anche tra i pentastellati, con il senatore Giorgio Trizzino che attacca: “Non sarò mai complice per una morte che potrebbe essere evitata grazie all’utilizzo dei vaccini! Mentre ancora oggi un neonato è morto di pertosse, un ennesimo tentativo di stravolgimento del Disegno di Legge sui vaccini all’esame in Senato, provoca disorientamento e indignazione. Con gli strumenti di cui dispongo – prosegue il pentastellato su Facebook – farò di tutto affinchè l’emendamento, che cancella l’obbligo delle certificazioni vaccinali per l’iscrizione e l’ingresso nelle scuole venga ritirato. Mi batterò perché venga contrastato qualunque altro atto contrario alla logica dell’evidenza e nocivo alla salute dei bambini”. Insomma, una situazione delicatissima.

Non a caso, a Trizzino fa eco la senatrice Elena Fattori: “Mi unisco all’appello del collega Giorgio Trizzino affinché l’emendamento venga ritirato. La salute dei bimbi e soprattutto dei più piccini e dei più deboli – aggiunge – non può essere sacrificata a logiche di equilibri politici e ad ambizioni elettorali”. Contro l’emendamento anche la comunità scientifica, con il virologo Roberto Burioni che sottolinea: “Se passasse sarebbe una vera catastrofe, cancellando di fatto l’immunità di gregge che protegge i bambini più deboli”. Mentre la pediatra Susanna Esposito, docente all’Università di Perugia e presidente Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid), rincara la dose: “La logica di eliminare l’obbligo vaccinale per l’ingresso a scuola dei bambini tra 0 e 6 anni appare, allo stato attuale, del tutto prematura e priva di base scientifica”. Le conclusioni di Esposito sono a dir poco catastrofiche: “Attualmente i livelli di copertura nazionale raggiunti dopo l’introduzione della legge sull’obbligo sono ottimali per alcune vaccinazioni ma non per altre, morbillo in testa che in alcune Regioni appare ancora non adeguatamente prevenuto. Il rischio di avere, come nel recente passato, epidemie di una malattia che può essere grave ed invalidante rimane eletissimo”

“E’ un errore abrogare la legge Lorenzin, io sono favorevole al mantenimento dell’obbligo di vaccinazione per l’ammissione all’asilo nido e alla materna”, dice Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, l’associazione nazionale presidi, commentando la nuova legge sui vaccini della quale si discute in commissione sanità al Senato, e in particolare il contestato emendamento che cancella l’obbligo della certificazione vaccinale per l’iscrizione al nido e alla materna. “Questa legge – afferma Giannelli – prevede che siano i dirigenti scolastici a farsi carico di misure di tutela che non esistono, infatti non spiega quali potrebbero essere. I presidi non possono inventarsi misure come se fossero epidemiologi o infettivologi”. Giannelli sottolinea inoltre che “l’ambiente scolastico favorisce il contagio, in quanto i bambini giocano insieme, si toccano e si scambiano il cibo. Un bimbo in classe – osserva – può essere portatore di un’infezione e se un altro non si può vaccinare diventa a rischio, anche se tra i due non c’è contatto fisico: molte malattie si trasmettono per via aerea, e le scuole, spesso calde favoriscono il contagio”.

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