Turchia. Elezioni amministrative: un paese diviso tra aree urbanizzate e campagna. Nelle prime vincono gli oppositori repubblicani al regime del Chp, nella seconda Erdogan regge

Turchia. Elezioni amministrative: un paese diviso tra aree urbanizzate e campagna. Nelle prime vincono gli oppositori repubblicani al regime del Chp, nella seconda Erdogan regge

La Turchia di Istanbul, Ankara, Smirne e dei grandi centri urbani infligge un colpo duro a Recep Tayyp Erdogan, costringendolo a scendere a patti con risultati di elezioni amministrative che consegnano il successo politico al partito Repubblicano (Chp) e strappano al capo dello Stato il governo delle città, cruciale in vista delle elezioni politiche del 2023. L’ultima battaglia di una campagna elettorale infinita si è conclusa sul Bosforo, dove il repubblicano Ekrem Imamoglu conquista Istanbul battendo Binali Yildirim, fedelissimo di Erdogan. Numeri e risultati di queste elezioni mostrano un Paese che non solo ha lanciato un evidente segnale di insofferenza verso il proprio governo e verso lo stesso Erdogan, ma fa emergere, con l’84% di affluenza alle urne, il proprio interesse per la politica. Il partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) del presidente rimane il primo del Paese con il 44% dei voti ottenuti e 39 capoluoghi su 81 complessivi conquistati. Il partito Nazionalista (Mhp) suo alleato, in calo rispetto agli ultimi risultati, è fermo al 6,4%, ma ottiene 11 sindaci: diventa, così, 50 il numero complessivo dei capoluoghi ottenuti dalla coalizione. Il Chp si conferma principale forza di opposizione, con il 30% dei voti e 21 sindaci vittoriosi, tra cui la capitale nuova e quella vecchia, la città del Bosforo. Vittorie anche grazie alla leggera crescita degli alleati, i nazionalisti dell’Iyi Parti, che con il 7,4% superano i nazionalisti dell’Mhp da cui si era scisso due anni fa.

Tuttava a favore del Chp ha pesato la scelta dei filo curdi dell’Hdp, che negli ultimi anni avevano sempre superato il 10% e ora sono fermi al 4%, per la scelta di far confluire voti sui repubblicani senza presentare candidati in tutto il centro ovest del Paese e concentrarsi nel sud est a maggioranza curda, dove hanno ottenuto 8 vittorie. Considerando che Erdogan aveva vinto con il 51% il referendum costituzionale del 2017, ed è stato confermato presidente l’anno scorso con il 52,6% dei voti soprattutto grazie all’alleanza con l’Mhp, che gli aveva garantito la maggioranza in parlamento che l’Akp altrimenti non ha, il voto degli elettori Hdp confluiti sui repubblicani si è dimostrato un fattore importante a livello locale. Sebbene sia difficile da immaginare che i filocurdi e i nazionalisti dell’Iyi possano in futuro finire nella medesima coalizione, i tre partiti insieme hanno mostrato di poter battere Erdogan. Il fatto che Iyi non abbia presentato candidati sindaco propri ha sicuramente favorito il confluire dei voti sul Chp, ma difficilmente la stessa cosa potrà succedere in elezioni parlamentari, dove solo il superamento della soglia del 10% permette l’ingresso in parlamento.

Intanto, la richiesta del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan di ricontare le schede schede nulle in alcuni quartieri di Istanbul è stata accettata. Le sedi locali dell’authority per le elezioni hanno reso noto che sarà effettuato un controllo sulle schede ritenute nulle nei quartieri di Cekmekoy, Beykoz e Fatih. Quest’ultimo è il più popoloso dei tre. Allo stesso tempo è stata rigettata la richiesta dell’Akp relativa al controllo delle schede nulle del centralissimo quartiere di Beyoglu. L’elezione per il sindaco di Istanbul si è risolta sul filo del rasoio e alla fine del conteggio ha visto prevalere per meno di 25.000 voti il candidato repubblicano Ekrem Imamoglu con il 48,79% sul fedelissimo del presidente, Binali Yildirim giunto al 48,51%. Dopo Istanbul, il Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha contestato i risultati delle elezioni amministrative anche nella capitale Ankara. Lo ha annunciato il segretario provinciale dell’Akp, Hakan Han Ozcan, citato dall’agenzia di stampa ‘Anadolu’. Ozcan ha precisato che il suo partito ha presentato ricorso in tutti i 25 distretti della capitale, contestando presunte irregolarità in 3.217 urne elettorali. Il termine per la presentazione al Consiglio Elettorale Supremo dei ricorsi legati al voto di domenica è scaduto oggi alle 15 ora locale (le 14 in Italia). Secondo i risultati non definitivi ad Ankara avrebbe vinto il candidato del Chp, il principale partito di opposizione, Mansur Yavas con il 50,9% dei consensi davanti a Mehmet Ozhaseki dell’Akp con il 47,1%.

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