Trieste. Alla mezza maratona del 5 maggio saranno esclusi gli atleti del Kenia e del Nord Africa. Motivo? Evitare le sfruttamento. Ed è bufera sugli organizzatori. Indignazione generale

Trieste. Alla mezza maratona del 5 maggio saranno esclusi gli atleti del Kenia e del Nord Africa. Motivo? Evitare le sfruttamento. Ed è bufera sugli organizzatori. Indignazione generale

Infuria la polemica sulla mezza maratona di Trieste in programma il 5 maggio. Gli organizzatori hanno fatto sapere che non saranno ingaggiati atleti africani. “Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora” afferma su Facebook Fabio Carini, project manager presso il Trieste Running Festival. “Trieste Running Festival – aggiunge – dice no al mercimonio di eccellenti corridori africani sfruttati da manager che si arrichiscono sulla pelle e sulle gambe altrui. Questa è l’unica verità che deve aprire una nuova era dello sport fondato sul rispetto dei valori”. Non solo si è sfiorato il limite ridicolo, ma lo si è perfino scavalcato con questo ennesimo comunicato in cui si confermano le posizioni razziste e anti-africane. “ASI sostiene il presidente dell’associazione Miramar Trieste, organizzatore della gara podistica internazionale Trieste Running Festival realizzata in collaborazione con il comitato regionale ASI Friuli Venezia Giulia. Sosterremo ogni iniziativa per promuovere il cambiamento e porre fine allo sfruttamento di corridori africani”. Questa la presa di posizione delle Associazioni Sportive e Sociali Italiane. Come si evince, il lessico è politicamente noto a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con una parte che sostiene il governo italiano in carica. Per dovere di cronaca va rammentato che alla maratona dello scorso anno vinsero due atleti africani. Magari è questa la ragione vera della loro esclusione.

Esponenti della sinistra sono immediatamente insorti parlando di razzismo ed epurazioni.

“Vietare la partecipazione alla maratona di Trieste agli atleti africani va contro la Costituzione, è un atto palesemente razzista ed è per questo che i partner istituzionali, quali il Coni e la Fidal, e Generali che è Main sponsor, dovrebbero immediatamente prendere le distanze dagli organizzatori e annullare la sponsorizzazione di questa scandalosa manifestazione che umilia lo sport nei suoi valori più alti”, ha tuonato il senatore Pd, Davide Faraone. “Senza vergogna” gli ha fatto eco Nicola Fratoianni di La Sinistra. “Se non lo avessi letto stamani sui giornali del Friuli Venezia Giulia stenterei a crederci. Succede non nel Mississipi degli anni ’50 bensì nel 2019 in una città capitale della cultura mitteleuropea, Trieste”. “Dopo l’apartheid giudiziaria introdotta dall’allora ministro Minniti, un grado di giudizio in meno per i richiedenti asilo, e dopo l’apartheid sulla cittadinanza introdotta da Salvini, i nuovi italiani saranno revocabili, arriva l’apartheid sportiva del Trieste Run Festival dal quale sarebbero stati esclusi gli atleti africani”, ha dichiarato invece Fatou Boro Lo, candidata per Europa Verde alle Europee nella circoscrizione Nord Est. Anche per LeU “la decisione di escludere gli atleti di colore dalla maratona della Trieste Run Festival è una macchia per l’Italia nel mondo. Il Governo intervenga subito per bloccare questa autentica vergogna internazionale”. Lo ha scritto in una nota il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. Infine Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa, ha dichiarato: “Poiché la gara è inserita nei calendari della Fidal, la Federazione Italiana di Atletica Leggera che, da statuto, si ispira ‘al principio di democrazia e di partecipazione di chiunque in condizioni d’uguaglianza e di pari opportunità’, vorremo sapere cosa pensano la Fidal e il Coni di questa decisione di organizzare una ‘mezza maratona per soli bianchi’. Siamo messi molto peggio di quel che sembra, e l’attenzione verso questi episodi deve rimanere alta se non vogliamo risvegliarci in un paese che non riconosciamo più”. Carlo Calenda: “Siamo un Paese che è impazzito, una cosa normale non riusciamo a farla? Ma che vuol dire escludere gli atleti africani dalla maratona di Trieste? Penso che siamo un po’ impazziti tutti, ma se smettessimo di fare i matti e facessimo le cose normali e ci occupassimo dei problemi veri del Paese, invece di aprire una polemica al giorno sul nulla? Ma come si fa a dire che gli atleti africani non partecipano alla maratona – aggiunge – non so mi sembra che siamo in preda a una follia”.

La reazione sui social: “Che schifo”, “Vergogna”, “Psicopatici. Bisogna fermarli, questi ci trascinano nel baratro”

In seguito alla decisione dei promotori del Trieste Running Fest di escludere corridori africani dalla mezza maratona che sarà disputata il 5 maggio prossimo nel capoluogo giuliano, impazza la polemica anche sui social network e spunta l’hashtag: “boicottamaratonatrieste”. Da Facebook a Twitter, sono centinaia i messaggi di condanna postati per tutta la mattinata dagli utenti. In molti replicano sul profilo del patron della manifestazione, Fabio Carini, che continua a difendersi dalle accuse di razzismo. “A Trieste si corre la maratona ma senza Africani, Buon 1938 a tutti”, scrive qualcuno e ancora: “A Trieste si inaugura la maratona razziale”; “Boicottiamo la competizione e i suoi sponsor”. C’è chi, più conciliante, chiede una “risposta civile” e lancia un “appello a tutti gli atleti e sportivi di boicottare questa manifestazione e chi assume posizioni più morbide. E c’è chi, con l’amaro in bocca, conclude, “è proprio una mezza maratona quella di Trieste”.

In realtà, regolamento alla mano, alla gara possono iscriversi tutti, atleti italiani e stranieri, purché maggiorenni. Gli atleti non tesserati in Italia devono essere tesserati da club affiliati a Federazioni estere di atletica leggera riconosciute dalla Iaaf. Per l’iscrizione, agli atleti extracomunitari è richiesta una copia del permesso di soggiorno o del visto di ingresso.

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