Taranto, ex Ilva, cittadini contro il M5S. Il vicepremier Di Maio sperava in un’accoglienza da “salvatore”, ma ha umiliato la città. Le associazioni, critiche, se ne vanno. La Fiom Cgil scopre il bluff del ministro sulle risorse

Taranto, ex Ilva, cittadini contro il M5S. Il vicepremier Di Maio sperava in un’accoglienza da “salvatore”, ma ha umiliato la città. Le associazioni, critiche, se ne vanno. La Fiom Cgil scopre il bluff del ministro sulle risorse

Sono una decina le associazioni ambientaliste di Taranto che hanno abbandonato la sala della prefettura cittadina in cui era in corso l’incontro con i ministri Di Maio, Lezzi, Costa, Grillo e Bonisoli. Prima di andare via, Luca Contrario, di Giustizia per Taranto ha letto un documento unitario in cui era scritto: “Non vogliamo e non possiamo essere comparse di una commedia elettorale mal progettata. Vi lasciamo soli con le vostre bugie e i vostri slogan”. Nel documento consegnato al ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ci sono sette domande “e ne pretendiamo le risposte”, ha detto Contrario. Tra le richieste delle associazioni c’è quella sul perché il disegno di legge che rende obbligatoria la valutazione di impatto sanitario “giace dormiente”. Inoltre vogliono sapere perché sul “contratto di governo con l’alleato Salvini-Lega Nord, si parla, relativamente al siderurgico di ‘chiusura progressiva delle fonti inquinanti’. A meno che anche questa non sia una ulteriore promessa tradita come quelle fatte, durante la campagna elettorale per le politiche, dai locali candidati 5 stelle (oggi eletti e comodamente seduti in Parlamento e spariti dal territorio che dovrebbero rappresentare), vorremmo capire: quando dovrebbe partire questo processo progressivo? Perché non viene reso noto un chiaro cronoprogramma che dettagli tempi, responsabilità ed attività pianificate. Perché non lo fanno?”, concludono le associazioni. Inoltre, vale ancora o no, l’immunità penale per i vertici di Ilva? Alessandro Marescotti di Peacelink è convinto di no, e di questa sua convinzione non fa mistero al ministro Luigi Di Maio in conferenza stampa. “Il testo non dice questo. Potrebbe leggere il testo? Lo legga qui perché lei sta venendo a dire che è stata abrogata l’immunità. Il testo non dice che è stata abrogata l’immunità penale”. Il vicepremier ribatte sereno: “Ma certo che è stata abrogata”. Non basta a convincere Marescotti: “Allora ce la legga. Lei sta venendo qui a dire una cosa che non è vera. Non ha il coraggio di dirlo” ha detto a Di Maio in una concitata fase della conferenza stampa. E anche questa ennesima bufala del ministro è stata scoperta dai “cittadini”. Una belle nemesi per il M5S. E non finisce qui.

La madre del 15 enne morto di cancro causato dall’acciaieria: “me ne vado via, non stringo la mano a Di Maio”

“Io la mano e l’abbraccio da Di Maio non li accetto. Accetterò una stretta di mano seria nel momento in cui prenderà le decisioni serie per Taranto, cioè la chiusura delle fonti inquinanti, adesso basta” ha detto Carla Lucarelli, mamma di Giorgio di Ponzio, il 15enne tarantino morto di tumore lo scorso 25 gennaio, parlando con i giornalisti dopo aver abbandonato il tavolo convocato dal vicepremier Luigi Di Maio che ha invitato le associazioni ambientaliste a un confronto oggi a Taranto, dove si trovava con altri quattro ministri. “Taranto – ha aggiunto – è bella quando serve. E’ la solita presa in giro, ora ci sono le Europee ed è venuto a fare passerella. Di nuovo Taranto si presta ad essere una passerella per la campagna elettorale”. “Non è cambiato nulla – rileva la donna – l’unica cosa è che altri bambini sono morti”. A chi le fa notare che Di Maio oggi ha detto che non aveva mai avuto idea di chiudere l’Ilva, Carla ha risposto: “C’è solo da riderci sopra, perché ci sono i filmati dove parla durante la campagna elettorale che ha fatto su Taranto”.

L’intervento durissimo dell’attore tarantino Michele Riondino contro Di Maio e il governo

“Con le promesse di chiusura delle fonti inquinanti e di riconversione economica avete raccolto in questo territorio quasi il 50 per cento dei voti, ma non li rivedrete più. Non vedrete più questo numero di preferenze. Non è una iattura la mia, è un dato di fatto, è un dato politico” ha detto l’attore Michele Riondino in rappresentanza del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, intervenendo al tavolo permanente sul Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. “Siamo molto confusi – ha aggiunto Riondino – dalle dichiarazioni di ex attivisti, ora parlamentari grazie ai nostri voti. Gente che fino a ieri diceva: chiuderemo l’Ilva, convertiremo economicamente il territorio, lo faremo insieme ai cittadini ma nessuno dei lavoratori perderà il reddito, tutto con una pianificazione degna di un paese civile. Adesso il paese civile dovrebbe essere lo stesso, il governo dovrebbe essere un governo migliore, un governo amico, ma oggi è un governo che fa capire di non aver mai avuto intenzione di chiudere e noi siamo molto attenti alle parole che usiamo”. Come “prima azione che avreste dovuto intraprendere – ha concluso Riondino – poteva essere qualunque cosa. Invece abbiamo aspettato mesi e guarda caso siamo ancora sotto elezioni. Non siete molto diversi dagli altri, non lo avete dimostrato”.

Re David, segretaria generale Fiom Cgil, scopre il grande bluff del miliardo annunciato da Di Maio. C’era già

“E’ sorprendente che il Ministro Luigi Di Maio abbia scoperto oggi l’esistenza di oltre 1 miliardo di euro per le operazioni di bonifica e di ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto. Si tratta del denaro sequestrato alla famiglia Riva, in precedenza proprietaria dell’impianto ex Ilva, che da tempo era destinato a queste operazioni” afferma Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil in una nota. “Tanto entusiasmo, quando sono passati mesi senza dare inizio a questi interventi annunciati oggi – aggiunge -. La Fiom da tempo rivendica la valutazione preventiva dell’impatto sanitario, come uno dei punti principali della nostra iniziativa sindacale. I metalmeccanici sono coloro che dentro lo stabilimento, direttamente nel processo produttivo, possono verificare l’andamento del piano industriale e ambientale; e allo stesso tempo sono coinvolti come cittadini nel processo di verifica e di monitoraggio delle attività di risanamento ambientale. In questo senso riteniamo indispensabile un coinvolgimento formale al tavolo istituzionale per la riqualificazione della città di Taranto e dell’ex Ilva, fin dal prossimo incontro previsto per il 24 giugno”. Per la Fiom “Sono passati ormai 8 mesi da quando abbiamo firmato l’accordo in sede ministeriale il 6 settembre 2018, e non c’è mai stata nessuna convocazione delle parti che hanno sottoscritto l’intesa per il passaggio alla nuova proprietà Arcelor Mittal, salvaguardando tutti i posti di lavoro. Si rende quindi necessaria la convocazione di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico in tempi rapidi”.

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