Sri Lanka. Pasqua di sangue. Otto attentati in chiese e in alberghi di lusso. Bilancio provvisorio: 215 morti e 560 feriti

Sri Lanka. Pasqua di sangue. Otto attentati in chiese e in alberghi di lusso. Bilancio provvisorio: 215 morti e 560 feriti

Pasqua di sangue e terrore in Sri Lanka: sei esplosioni simultanee alle 8.45, ora locale, e altre due poco più tardi hanno colpito cinque chiese durante la messa e tre hotel di lusso, causando almeno 215 morti, fra cui 35 stranieri, e più di 560 feriti in tre città dell’isola. Il bilancio è provvisorio e tra le vittime ci sono americani, britannici e olandesi. L’unità di crisi della Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di italiani e ha messo a disposizione un numero per segnalazioni, +390636225. Tutte le celebrazioni pasquali nel Paese sono state annullate. A Colombo è stato colpito il santuario di Sant’Antonio e gli hotel di lusso Shangri-La, Kingsbury e Cinnamon Grand Colombo. A Negombo, a nord della capitale, è stata colpita una chiesa dove sono morte almeno 74 persone; altre 27 sono morte in una chiesa a Batticaloa, nell’est del Paese, nella parte opposta dell’isola, mentre 90 sono rimasti uccisi negli attacchi a tre hotel di Colombo. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, almeno due esplosioni sarebbero state opera di attentatori suicidi. Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, il capo della polizia dello Sri Lanka, Pujuth Jayasundara, aveva inviato un allarme a livello nazionale l’11 aprile scorso, relativo a un possibile attentato nel paese. “Un’agenzia di intelligence straniera ha riferito che l’NTJ (National Thowheeth Jamàath) sta pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese”, avrebbe riportato l’avvertimento. L’NTJ è un gruppo radicale musulmano in Sri Lanka che lo scorso anno era stato responsabile della vandalizzazione di alcune statue buddiste.

“Crediamo che tutti i responsabili coinvolti in questo terribile fatto di terrorismo saranno portati in custodia quanto prima, sono stati identificati” ha dichiarato il ministro della Difesa dello Sri Lanka, Ruwan Wijewardane, citato dai media internazionali a proposito dell’ondata di attentati nel Paese. “Non daremo alcuna possibilità a questi gruppi estremisti di agire e fare ciò che hanno fatto negli ultimi giorni, prenderemo tutte le misure necessarie. Li perseguiremo, qualsiasi estremismo religioso seguano”, ha aggiunto.

Lo Sri Lanka è un Paese a maggioranza buddista: il 70% della popolazione è seguace della più antica scuola Theravada, ma i cristiani rappresentano la terza minoranza dopo gli indu (12,6%) e i musulmani (9,7%) con il 7,4%, pari a quasi un milione e mezzo di persone. Si tratta per lo più di cattolici (6,2%), come dimostra la presenza nell’isola di un arcivescovo e di 11 vescovi. I cristiani sono egualmente presenti nelle due comunità dell’isola, quella cingalese e quella Tamil. Secondo la tradizione la presenza dei cristiani nell’ex isola di Ceylon risale al 72 dopo Cristo, grazie all’apostolo Tommaso che vi avrebbe predicato dopo un soggiorno in India, nel Kerala. Il cattolicesimo arrivò con i portoghesi, nel 1505, che portò anche a molte conversioni tra gli olandesi presenti nell’isola. Ancora oggi molti cattolici dello Sri Lanka portano cognomi portoghesi.

“Cari fratelli e sorelle, ho appreso con tristezza la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento” ha detto papa Francesco al termine del messaggio e della benedizione Urbi et Orbi in piazza san Pietro.

L’Italia è vicinia allo Sri Lanka in questo momento drammatico e si impegna nella lotta contro ogni forma di terrorismo. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena. “Ho appreso con sdegno e profonda tristezza la notizia dell’efferato attentato che nelle ultime ore ha insanguinato lo Sri Lanka, causando numerosissime vittime anche tra fedeli inermi riuniti per celebrare la Pasqua”. “In queste drammatiche ore, facendomi interprete dei sentimenti degli italiani tutti – prosegue il Capo dello Stato – desidero far giungere a Lei e all’amico popolo dello Sri Lanka le più sincere espressioni di cordoglio e di condanna di questo vile gesto di insensata violenza. Siamo vicini al dolore delle famiglie delle vittime e – con viva speranza – auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento”. “Nel rinnovarle le condoglianze del popolo italiano e mie personali – conclude Mattarella – desidero confermarle che lo Sri Lanka, di cui ospitiamo nel nostro Paese un’ampia e operosa collettività, potrà sempre contare sulla vicinanza dell’Italia e sul suo inflessibile impegno nella lotta contro ogni forma di terrorismo e di violenza”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto “oltraggiato per gli attacchi terroristici alle chiese e agli hotel nello Sri Lanka la domenica di Pasqua, un giorno sacro per i cristiani di tutto il mondo”. In un comunicato ufficiale, Guterres “ricorda la santità di tutti i luoghi di culto e spera che i responsabili siano rapidamente consegnati alla giustizia”. Il segretario generale “esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo e al governo dello Sri Lanka e auspica una pronta guarigione ai feriti”, ribadendo “il sostegno e la solidarietà delle Nazioni Unite al popolo e al governo dello Sri Lanka in questo momento difficile per la nazione”.

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