Sportellate tra Di Maio e Salvini e gara alla meglio fidanzata. Finzioni. Tria sotto tiro. Torna la macchina del fango. Zingaretti: i vicepremier si dimettano. L’Italia merita di più. Voltiamo pagina e facciamo ripartire il Paese

Sportellate tra Di Maio e Salvini e gara alla meglio fidanzata. Finzioni. Tria sotto tiro. Torna la macchina del fango. Zingaretti: i vicepremier si dimettano. L’Italia merita di più. Voltiamo pagina e facciamo ripartire il Paese

Il governo del cambiamento? Se non fosse che Salvini e Di Maio, complice Conte, stanno portando l’Italia al disastro, sull’orlo di un burrone dal quale è difficile risalire, ci sarebbe da fare una grande risata. Oppure ignorare costoro. “Non ragioniam di lor ma guarda e passa” come scrive Dante nel  canto III dell’Inferno quando riporta la descrizione fatta da Virgilio dei cosiddetti “ignavi”, cioè i vili, coloro che “visser senza infamia e senza lodo”. Se un Virgilio vivesse ai tempi nostri fornirebbe a Dante materiale prezioso per una moderna commedia, non divina. I due, mentre tutti gli indicatori economici indicano bufera, crescita zero o giù di lì, si prendono a sportellate. Addirittura ora si giocano anche la “meglio fidanzata” occupando spazi con dichiarazioni, interviste, foto delle signore, per ora future, che fanno le fusa nelle riviste, diciamo specializzate. La realtà è che lo scontro fra Salvini e Di Maio è al più basso livello dell’agire umano. Ricapitoliamo i fatti: Matteo Salvini nel nome del governo del cambiamento sta trescando con i peggiori soggetti politici che si trovano in Europa. I quali negano perfino l’Olocausto. Lui, il Salvini, brinda con loro, baci a abbracci con la Le Pen.

Razzisti, fascisti stanno brigando per spostare all’estrema destra l’asse politico della Ue

Certo, alcuni di questi razzisti, fascisti, non hanno accettato l’invito del vicepremier italiano, ma stanno brigando tutti insieme per spostare a destra, estrema destra, l’asse politico della futura Commissione europea. Salvini non accetta, in questo campo melmoso, lezioni da nessuno. E dice, rivolto all’altro vicepremier, il Di  Maio: “Questa gente che cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani venusiani… i ministri sono pagati per lavorare”. Ancora: “Io sono pagato per lavorare. Io sono pagato per mantenere ordine e sicurezza”. Ancora: “Nazismo non torna. Lega sta con chi vuole cambiare, M5S no. I dibattiti storici –prosegue – non mi appassionano, non torneranno né fascismo, né comunismo, ne nazismo”. E il Matteo, una sorta di cane da guardia dei porti, non finisce così. Appunto, i porti, dove per suo ordine, o meglio per ordine di tutto il Consiglio dei ministri, questa la motivazione con cui i parlamentari giallo verdi con l’aiuto degli ex missini dei  Fratelli d’Italia e i berluscones, gli hanno evitato di presentarsi al Tribunale dei ministri. Dice Salvini, se fa un merito, una gloria da aggiungere al suo carnet: “Anche in queste ore una nave che stava arrivando  ha cambiato indirizzo e sta andando da un’altra parte. Vuol dire che l’Italia difende i suoi confini. Mi piacerebbe che tutti i ministri avessero la stessa concretezza sbloccando cantieri, facendo ripartire opere pubbliche. Se invece di polemizzare si lavorasse di più, si sbloccassero i cantieri fermi, l’Italia sarebbe un paese migliore”. Ancora, si fa gloria di aver consentito lo  sbarco di due bambini, uno di pochi mesi e delle madri. Per gli altri sessanta migranti niente da fare.

Ancora vietato l’uso dei nostri porti. Il vicepremier vuole dividere le famiglie

Sbarco vietato. E la nave, mentre scriviamo, si sta dirigendo verso Malta e forse proseguirà per la Spagna. Salvini, in una delle comparsate in tv da parte dei tanti leghisti, è stato difeso da una deputata di cui non ricordo il nome. Lui, il Salvini, aveva consentito lo sbarco ma le donne non hanno accettato. Ma come, il Salvini non è quello che al Congresso  di Verona ha perorato la causa dell’unità della famiglia? Già, ma se le mogli non intendono separarsi dai mariti, come giustamente hanno fatto le migranti, allora è quasi un delitto.

Cambia lo scenario e si passa  all’operato del governo a fronte dei problemi economici da affrontare, manovre di Bilancio, Def,  rimborsi ai “truffati” dalle banche (ma sono tutti truffati? ndr) i gialloverdi si ricompattano e mettono sotto accusa il ministro Tria. Dice il Salvini: “è già passato troppo tempo. Bene i tecnici che approfondiscono, studiano e riflettono. Però c’è un limite all’approfondimento perché la gente giustamente il mutuo lo deve pagare e non ha tempo”. Piena sintonia con Di Maio che scavalca Salvini: “è  una follia, ci sono i soldi ma manca una carta che eroghi i soldi. Lunedì si fa questo incontro (con le associazioni di chi chiede il rimborso, ndr) poi o si fanno i decreti o si erogano i soldi direttamente senza arbitrati”. Nel frattempo si trova il modo di attaccare Tria, il quale per carità ha le sue colpe, la prima quella di far parte di un governo screditato in tutta Europa, composto da incompetenti, che gioca le carte peggiori, quelle del discredito, del fango da gettare addosso a chi sgarra, non è in linea con il patto di governo stretto fra Salvini e Di Maio, deve gestire la partita con la Commissione Ue.

Tornano i vecchi metodi. C’è chi indaga sul privato delle famiglie

Tornano vecchi metodi, quelli di gettare fango  appunto. Ci sono giornali, carta stampata e anche televisioni, che, ormai a getto continuo, pubblicano “indiscrezioni” sul privato di Tria, delle sue amicizie, del figliastro, perfino del figlio che ha commesso un reato visto che il padre fa parte di un governo che combatte contro i migranti e li vuole rispedire in Libia. Ricordiamo fra l’altro che proprio Salvini aveva dichiarato la Libia in condizione di accogliere i migranti, un “paese sicuro” aveva detto, smentito subito dall’Onu e dai fatti di questi giorni. Tornano i depistaggi, all’opera un rete che getta fango sulle persone, indaga sulla vita privata. Non solo. Repubblica rivela con un titolo in grandi caratteri, prima pagina “Russia. La grande rete per manovrare i partiti nella Ue. Un documento segreto in 5 punti. In italia puntare su Lega e 5 Stelle. Vanno screditati eventi e persone che si oppongono alla Federazione Russa”. Già, Lega e 5 Stelle, con i due vicepremier che stanno giocando una partita pericolosa la cui posta  è la democrazia nel nostro Paese, con evidenti segnali di crescente autoritarismo con ripetuti attacchi alla Costituzione a partire dal ruolo del Parlamento messo sempre in discussione. Dice Nicola Zingaretti, il neo segretario del Pd a proposito dei contrasti di cui fanno sfoggio i due vicepremier: “Mi ha colpito molto quanto ieri ha detto il vice premier Di Maio secondo cui è grave che Salvini sia alleato con i partiti neonazisti. Io mi permetto di dire che è ancora più grave che Di Maio permetta a una persona del genere di fare il ministro dell’Interno”. E conclude: “Nonostante i loro continui teatrini, alla fine Salvini regge la poltrona a Di Maio e Di Maio regge la poltrona a Salvini. Abbiano il coraggio di dimettersi perché l’Italia merita di più. Voltiamo pagina e facciamo ripartire il Paese”.

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