Salvini, Di Maio e Conte minacciano la crisi per colpa di una signora. Il peccato? È la collaboratrice del ministro Tria. Vogliono dimissionarlo perché rispetta le regole: rimborsare i risparmiatori colpiti dalla crisi bancaria

Salvini, Di Maio e Conte minacciano la crisi per colpa di una signora. Il peccato? È la collaboratrice del ministro Tria. Vogliono dimissionarlo perché rispetta le regole: rimborsare i risparmiatori colpiti dalla crisi bancaria

Pensare che abbiamo rischiato la crisi di governo a causa di una signora che si chiama Claudia Bugno, 44 anni, fa venire i brividi. Certo, la signora non è una qualsiasi. Consigliera del ministro dell’Economia, meglio noto come ministro del Tesoro, vanta una carriera invidiabile, tra il management e le istituzioni, sempre ad alto livello. È stata fra l’altro la coordinatrice del Comitato promotore della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024. Il  Movimento Cinque stelle non dimentica che ai Giochi la sindaca Virginia Raggi ha dovuto rinunciare. Fra i vari incarichi ricoperti quello di direttore dell’area marketing dell’unità speciale Expo 2015. Al ministero dello Sviluppo economico ha operato come presidente del Fondo di garanzia per le Pmi, le piccole e medie imprese e direttore generale per la pianificazione strategica e la valutazione dal 2009 al 2013. Da  novembre 2015 a marzo 2018, come vicepresidente Public Affairs di Alitalia, chiamata dall’allora presidente Luca Cordero di Montezemolo. I Cinque stelle pensano che ci sia lei  dietro  il fatto che  il  ministero dell’Economia non sia propenso a partecipare con il 15%, insieme a Ferrovie, all’operazione di salvataggio della compagnia di bandiera, cui il Di Maio è molto interessato, la ritiene un suo capolavoro, però tutto è fermo. Ma l’ostilità dei Cinquestelle, in particolare, la si deve al fatto che per due anni è stata  consigliere indipendente in Banca Etruria e non avrebbe effettuato il dovuto controllo, tanto che il direttorio di Bankitalia le ha affibbiato una multa che ha colpito anche altri manager. Lei ha fatto ricorso. Ancora attende una risposta. Ma per il M5S sarebbe una “macchia” indelebile. Pentastellati e Lega la vedono come il fumo negli occhi. Sarebbe lei la “guida”, una specie della dantesca Beatrice, del ministro Tria che non vede di buon occhio i gialloverdi, Di Maio e Salvini. Anche  il premier non mostra grande simpatia per la signora Bugno. Pensa che ci sia lei dietro i ritardi di cui sarebbe responsabile Tria nel rimborsare i risparmiatori colpiti dalla crisi delle banche.

Le “indagini” de Il Fatto e La Verità sul figlio della seconda moglie di Tria

“Indagano” sulla famiglia Tria e su quella della Bugno due giornali, il Fatto e La Verità che sembrano vivere in simbiosi. Un servizio della Adnkronos, su fonti grilline, annuncia che il figlio della seconda moglie di Tria sarebbe stato assunto di recente da una società del marito di Claudia Bugno, un uomo d’affari, molto noto negli ambienti alti. Nel frattempo arriva per la Bugno anche un incarico nella StMicroelettronics. Nuovi attacchi dai pentastellati al ministro Tria. Lo stesso Conte, che ha anche la delega ai servizi segreti, avrebbe trovato “sconveniente” la presenza della Bugno in una società che produce software. Tria dovrebbe rinunciare alla collaborazione della Bugno. Lei si dimette dall’incarico nella Stm, abbreviazione della società che le ha offerto la collaborazione. Ai pentastellati non basta. Chiedono a Tria che ponga fine alla collaborazione. Il ministro non ci sta, non accetta diktat. Si dice che dal Colle siano arrivati avvertimenti a chi non perde giorno negli attacchi al ministro. La realtà è una, una sola. Tria paga una frase pronunciata in questi giorni, prima che l’Ocse prendesse posizione sulla recessione che ha colpito l’Italia.

Il peccato dei ministro del Tesoro: ha detto che la crescita sarà zero

Il ministro aveva detto che la crescita del nostro paese sarebbe stata a zero. Da qui gli attacchi prendendo a pretesto anche i ritardi nei rimborsi ai danneggiati dalla crisi delle banche. In prima fila il candidato alla presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, Paragone, noto, si fa per dire, per le sue approfondite conoscenze su politiche finanziarie. Con Salvini che si scagliava “contro la burocrazia del ministero dell’Economia”, Di Maio anch’egli noto studioso di scienza delle finanze, Conte non trovava di meglio che addebitare al ministro del Tesoro i ritardi nella messa a punto del Def che dovrebbe essere presentato alla Commissione Ue entro la metà di aprile. Il premier, che è anche avvocato, dovrebbe sapere che Tria, la Bugno, i funzionari del ministero, hanno solo la colpa di rispondere alle direttive della Ue che la brigata gialloverde dovrebbe conoscere. Prima di erogare i rimborsi ci sono regole da rispettare. I funzionari del ministero non possono venir meno a queste regole. Pagherebbero di persona. Allora, emerge una soluzione tutta italica, simile a quella che ha consentito a Salvini di non andare a processo per il sequestro dei migranti.

Nel decreto crescita anche i rimborsi ai risparmiatori

Giovedì, al Consiglio dei ministri, Conte, dal Quatar dove si trova in visita, ha fatto sapere che nel decreto crescita troverebbero posto i rimborsi ai risparmiatori, i “truffati” dalle crisi bancarie. Dice Conte: “Confido che nel decreto di crescita ci siano anche le norme per i truffati dalle banche. È una iniziativa che compete al ministro Tria a cui ho chiesto di fare presto un decreto per un celere risarcimento. È un impegno del governo”. Si blinderebbero così i rimborsi ai risparmiatori riscrivendo la norma nel “decreto crescita”. In questo modo si garantirebbero i funzionari del ministero dell’Economia rispetto al rischio di procedimenti davanti alla Corte dei Conti. Nel decreto crescita che approderà al Consiglio dei ministri giovedì salvo imprevisti, sempre possibili visto che Conte è uno specialista dei rinvii, troverà spazio una norma che tutela i funzionari del Mef. Nel provvedimento che emanerà il Tesoro, invece, sarà contenuto il meccanismo che regola l’erogazione dei risarcimenti ai circa 200mila risparmiatori. I 5Stelle chiedevano la revoca della nomina e l’allontanamento dal ministero per conflitto di interesse della signora Bugno. Niente da fare.

Ma il problema non è solo nella Corte dei Conti. Dalla Ue fanno sapere che le norme vanno rispettate. Per quanto riguarda Tria si sa solo che  è deciso a  continuare  la collaborazione della signora Bugno. Non vuole fare a meno della sua collaborazione.  Da Bruxelles non filtra alcunché. Basta e ci avanza quanto ha detto il presidente della Commissione Ue,  Jean-Claude Juncker a proposito del nostro governo: “Alcuni ministri sono bugiardi, mentono ai cittadini…”.

Share