Presìdi e volantinaggi dei lavoratori di polizia e della polizia pentenziaria di Cgil, Cisl e Uil, davanti alle Prefetture. Al centro, il rinnovo dei contratti scaduti e la qualità del lavoro

Presìdi e volantinaggi dei lavoratori di polizia e della polizia pentenziaria di Cgil, Cisl e Uil, davanti alle Prefetture. Al centro, il rinnovo dei contratti scaduti e la qualità del lavoro

I sottosegretari all’Interno, Carlo Sibilia e Nicola Molteni, hanno convocato il prossimo 30 aprile (martedì) le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro. A darne notizia sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. “Apprendiamo con favore – affermano in una nota i coordinamenti delle Polizie Locali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – che i due sottosegretari al ministero dell’Interno abbiano fissato questo incontro, a seguito della incessante azione delle nostre organizzazioni sindacali, finalizzata alla risoluzione delle numerose tematiche che vedono gli ufficiali e gli agenti delle Polizie locali di tutta Italia in attesa di risposte da troppi anni. Siamo fiduciosi che l’incontro sia proficuo e che permetta di mettere a punto azioni concrete”.

I presìdi nelle città, Firenze

Presidio di protesta a Firenze da parte della polizia di Stato e della polizia penitenziaria nell’ambito della mobilitazione nazionale per il mancato rinnovo del contratto. Questa mattina gli esponenti delle forze dell’ordine si sono dati appuntamento sotto la prefettura per protestare, spiegano, “contro le promesse non mantenute dal Governo del cambia-niente”. “Stamattina – ha detto Antonio Giordano, segretario provinciale Silp Cgil – siamo qui per richiamare il Governo alle promesse fatte in campagna elettorale, perché alle parole devono seguire i fatti e dato che abbiamo già il contratto scaduto al 31 dicembre entriamo in quella che sia chiama la ‘vacanza contrattuale’ che prevede un’indennità irrisoria per compensare l’assenza del contratto”. Per Giordano “se questa compagine governativa vuole cambiare le cose deve cominciare a cambiarle sul serio, per prima cosa cancellando queste cattive pratiche di far scadere i contratti e poi aspettare tempi indeterminati per il rinnovo. Abbiamo chiesto di essere convocati al tavolo contrattuale ministeriale e siamo in attesa che le promesse vengano mantenute al più presto”. Giordano ha spiegato che la polizia di Stato conta circa 95mila dipendenti in Italia e 1.600 nella sola provincia di Firenze. In protesta anche la polizia penitenziaria, che conta circa 40mila dipendenti in Italia, di cui duemila in Toscana. “Oggi – ha spiegato Donato Nolè, coordinatore regionale per la polizia penitenziaria Fp Cgil – ci sono presìdi davanti a quasi tutte le prefetture d’Italia. Auspicavamo da parte di chi ci governa che le promesse fatte in campagna elettorale e la vicinanza dichiarata alle forze di polizia si trasformasse in attenzione una volta arrivati al Governo”.

I presìdi nelle città. Roma

“Si è tenuto stamattina un presidio dei lavoratori del comparto sicurezza davanti alla Prefettura di Roma”. Così, in una nota, la Cgil, la Fp Cgil e il Silp Cgil di Roma e del Lazio. “La motivazione dell’iniziativa – continua la nota – è legata al mancato rinnovo contrattuale del comparto sicurezza che si contrappone alle promesse di attenzione nei confronti delle forze dell’ordine enunciate con forza da almeno un anno. Il contratto di lavoro, per quel che attiene la parte economica, è scaduto da ormai quattro mesi. La coda contrattuale e la parte normativa relative al vecchio accordo, risalente a più di un anno fa, non sembrano interessare al governo, che ancora non convoca i sindacati. Un’inerzia e un paradosso inaccettabili che mortificano le lavoratrici e i lavoratori del comparto sicurezza i quali svolgono un lavoro prezioso a tutela dei cittadini e delle istituzioni. Un lavoro che merita di essere valorizzato, ancor più oggi dove la carenza degli organici comporta un sovraccarico di lavoro su una platea dove l’età media è elevata. Ciò significa turni e tipologia di lavoro stressanti sia per la Polizia di Stato che per la Polizia penitenziaria che vive una condizione critica all’interno delle carceri. Tutto questo incide oltre che sugli operatori anche sui detenuti. Denunciamo inoltre un altro fenomeno preoccupante che merita attenzione e immediato intervento: l’incremento dei suicidi che si succedono con una media molto superiore alle altre categorie di lavoratori. Anche in considerazione di questo ultimo aspetto attendiamo risposte concrete”.

I presìdi nelle città. Napoli

Presidio e volantinaggio dei lavoratori di polizia questa mattina a Napoli, davanti alla prefettura e in tante altre città italiane, organizzato da Cgil, Silp e Fp Cgil. Al centro della protesta, così come precisato nel documento consegnato al prefetto al termine della manifestazione – sottolinea Paolo Masia, responsabile Cgil dipartimento sicurezza e legalità – “il rinnovo del contratto e il riconoscimento complessivo delle attività svolte, finalizzate al contrasto di una criminalità sempre più dilagante e agguerrita”. “La legge di stabilità – hanno ricordato Alfredo Garzi, segretario generale della Fp Cgil Campania, Michele Zurillo, segretario generale del Silp Cgil Campania e Angelo Raffaele Esposito, segretario generale Silp Cgil Napoli – ha previsto risorse addirittura inferiori al passato e i lavoratori di polizia dovranno accontentarsi di un aumento lordo di 6 euro con l’ormai prossimo stipendio di aprile”. Garzi ha sottolineato in particolare la condizione di disagio operativo della polizia penitenziaria. “Le inadempienze del Governo verso la sicurezza e i derivanti problemi di controllo del territorio nonché dei diritti degli operatori lavoratori delle forze di polizia – ha detto Tommaso Delli Paoli, segretario nazionale del Silp – porterà a ulteriori manifestazioni di protesta per far emergere come, su temi così complessi, non basta la vuota retorica del ministro dell’Interno”.

I presìdi nelle città. Bari

“Gli agenti di polizia penitenziaria sono pochi e chi è in servizio ha anche un contratto scaduto da quattro mesi. È una situazione che va avanti da diverso tempo non solo nella provincia di Barletta-Andria-Trani ma in tutta Italia. La paga è solo di 6 euro lordi a testa come automatismo. Questo sta a indicare che al Governo nulla importa che la coda contrattuale e la parte normativa dei contratti siano relative al vecchio accordo. I sindacati non sono stati ancora convocati dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede per giungere a una soluzione. Le promesse non mantenute dal governo del cambia-niente”. È quanto sostiene la Fp Cgil, con Liana Abbascià che così annuncia la mobilitazione degli agenti penitenziari venerdì prossimo a Bari. “Le problematiche sono diverse e non riguardano solo la paga. Il numero di poliziotti è sproporzionato rispetto al numero di detenuti in carcere, tanto da non garantire quasi il turn-over. Una carenza di personale che può minare la sicurezza degli istituti e la possibilità di reinserimento sociale dei detenuti – aggiunge la sindacalista – A tutto questo va aggiunto un buon numero di pensionamenti che vanno a impoverire ancora di più l’organico in assenza di un piano straordinario di assunzioni per poliziotti e figure professionali che operano nel sistema penitenziario italiano. Senza parlare delle aggressioni subite dagli agenti e fra i detenuti stessi che a nostro avviso sono una delle conseguenze della carenza di organico”.

I presìdi nelle cttà. Palermo

Mobilitazione anche a Palermo stamattina dei poliziotti per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro. Un volantinaggio organizzato dal Silp Cgil, dalla Cgil Palermo e dalla Funzione Pubblica Cgil Palermo si è svolto davanti alla Prefettura. ”Chiediamo attenzione per gli operatori e le operatrici del settore e risorse per rendere efficiente l’amministrazione ai fini di un modello di sicurezzabasato sulla prevenzione – dichiara Pietro Colapietro, segretario nazionale Silp Cgil, presente al sit-in davanti alla sede della Prefettura in via Cavour – Che si passi dalla parole ai fatti. Questo è un mondo in cui le chiacchiere sono tante, molti indossano le nostre divise in modo inappropriato. Ognuno faccia il suo e l’esecutivo è chiamato di fronte alle sue responsabilità. Ci sono inaccettabili ritardi, il contratto è scaduto ormai da 4 mesi e non ci convocano. E’ il tempo dei fatti e la categoria continuerà la mobilitazione”. Un presidio in contemporanea a quello svolto nelle altre prefetture d’Italia per protestare contro le promesse non mantenute dal governo del ”cambia-niente” e il mancato rinnovo del contratto, che ha prodotto per automatismo 6 euro lordi a testa di ‘aumento’. “Solo il rinnovo del contratto può restituire agli operatori di polizia piena dignità – aggiungono Michele D’Anna, segretario provinciale Silp Cgil Palermo e Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo – I poliziotti non ci stanno a essere prigionieri di un uso propagandistico della sicurezza per fini elettorali, soprattutto in una città come Palermo. Il lavoro prezioso che viene svolto quotidianamente a tutela dei cittadini e delle istituzioni merita di essere valorizzato nelle condizioni di vita, di lavoro e nel riconoscimento economico”. Nel volantino distribuito i poliziotti spiegano che il contratto di lavoro, per quel che attiene alla parte economica, è scaduto da ormai quattro mesi e che “la coda contrattuale e la parte normativa relative al vecchio accordo non interessano evidentemente al governo che, ancora, non ci convoca”. Cgil, Silp e Fp denunciano ”l’inerzia e il paradosso inaccettabili che mortificano le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria, che ad aprile dovranno accontentarsi degli spiccioli relativi alla vacanza contrattuale”.

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