Parigi. Notre-Dame dopo l’incendio, intatti i tre grandi rosoni, i dipinti di maggior dimensione e l’organo. Ma è polemica sulle donazioni milionarie dei “paperoni”: marketing a tasse zero

Parigi. Notre-Dame dopo l’incendio, intatti i tre grandi rosoni, i dipinti di maggior dimensione e l’organo. Ma è polemica sulle donazioni milionarie dei “paperoni”: marketing a tasse zero

Intatti i tre grandi rosoni, i dipinti di maggior dimensione e l’organo. Dalla cattedrale di Notre Dame, dopo il grande incendio che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, arrivano finalmente delle buone notizie. Gli storici dipinti sono già stati prelevati per cominciare gli interventi di restauro, mentre il resto degli interni, scampati alle fiamme, verranno presto protetti da un grande ‘ombrello’. Nonostante questo, però, non è ancora rientrato l’allarme-crolli.

Gabriel Plus, comandante dei pompieri, riferisce del rischio cedimento delle ‘ghimberghe’, i frontoni triangolari che, prima dell’incendio, venivano sorretti dal tetto. Come ha spiegato il comandante, l’esposizione al vento e alla pioggia potrebbe comportare un collasso. “L’edificio sta in piedi perché i campanili sono stati salvati” ha detto Plus. Proprio in queste ore sul posto sono presenti una sessantina di pompieri per prevenire un’eventuale ripresa delle fiamme e vigilare i procedimenti di evacuazione delle opere. Si sta gradualmente cominciando a pensare alla ricostruzione e, sempre gradualmente, stanno partendo le iniziative di solidarietà. Nelle ultime ore l’amministratore delegato della Walt Disney, Robert Iger, ha annunciato la donazione di 5 milioni di dollari per la ricostruzione della cattedrale. “Notre Dame è un simbolo di speranza e bellezza che ha plasmato il cuore di Parigi e l’anima della Francia per secoli, la sua architettura ispira rispetto e riverenza – ha spiegato Iger, che ha aggiunto -. Il gruppo Walt Disney è al fianco dei nostri amici. Offriamo il nostro sincero sostegno”. Hanno deciso di partecipare alla solidarietà anche le regioni italiane che, per bocca di Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle regioni, hanno assicurato “concrete iniziative di sostegno”. E’ questa la sintesi della lettera che Bonaccini ha inviato al Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Anche la casa farmaceutica francese Sanofi, nelle ultime ore, comunicato con una nota di voler donare 10 milioni di euro per la ricostruzione della cattedrale, simbolo della storia francese ed europea che appartiene al patrimonio mondiale dell’umanità.

Secondo i sindacati, tuttavia, le mega donazioni dei “Paperoni francesi come Francois Pinault (Kering) e Bernard Arnault (Lvmh) o di grandi gruppi come Total” dimostrano che i soldi ci sono: “Se sono in grado di donare decine di milioni per ricostruire Notre-Dame, smettano di dirci che non ci sono abbastanza soldi per rispondere all’urgenza sociale” o per i loro dipendenti, è il commento di Philippe Martinez, segretario generale della Cgt, il principale sindacato francese. Evidentemente, ha aggiunto, “i soldi non piovono” allo stesso modo per tutte le cause. Una constatazione fatta anche dalla Fondation Abbè Pierre, che da decenni si occupa degli emarginati, che con sarcasmo scrive su Twitter: “400 milioni per Notre-Dame, grazie Kering, Total e Lvmh per la vostra generosità. Siamo molto legati al luogo dei funerali dell’Abbè Pierre (le esequie del fondatore si tennero nel 2007 proprio a Notre-Dame, ndr). Ma siamo anche molto legati alle sue battaglie. Se poteste dare l’1% ai bisognosi, saremmo soddisfatti”. Non mancano infine le critiche dei partiti, sebbene dopo l’incendio avessero deciso di sospendere la campagna elettorale per le Europee. Dai socialisti che auspicano “una mobilitazione equivalente per i milioni di donne, uomini, bambini, famiglie che sono anch’essi una cattedrale umana da proteggere”, alla sinistra radicale della France Insoumise che accusa i grandi mecenati di voler fare un’enorme operazione di marketing a tasse zero.

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