Nuccio Iovene. Landini lancia la sfida di un nuovo modello di sviluppo. Le Sinistre dovrebbero impugnare questa bandiera e farla propria

Nuccio Iovene. Landini lancia la sfida di un nuovo modello di sviluppo. Le Sinistre dovrebbero impugnare questa bandiera e farla propria

La Cgil, il più grande sindacato italiano, ha sollevato con un’intervista del suo segretario generale Maurizio Landini, pubblicata nei giorni scorsi su La Repubblica, tre questioni intimamente collegate tra loro e di grandissima rilevanza: il tema delle disuguaglianze ormai insopportabili che pesano sulla società, la necessità di avviare un grande piano di investimenti pubblici e privati basato sulla sostenibilità ambientale, la manutenzione del territorio, delle infrastrutture sociali, materiali e digitali, da finanziare attraverso un “tributo di equità” (che possa intervenire anche direttamente sul tema delle disuguaglianze) e da nuovi strumenti finanziari messi in campo da Stato e Banche. Negli ultimi anni in tutto il mondo la forbice della disuguaglianza si è drammaticamente allargata, e l’Italia non è stata certamente da meno: grandissime ricchezze si sono sempre più concentrate in pochissime mani (nei confronti delle quali mai si è levata la voce dei populisti al governo) mentre sempre più ampia è diventata la fascia investita dalla povertà assoluta e da quella relativa, le aree di disagio sociale e sofferenza sono cresciute enormemente.

Disoccupazione, precarietà e assenza di prospettive soprattutto per i più giovani ne rappresentano gli ingredienti più significativi. La proposta di Landini punta al cuore del problema: politiche per il lavoro, un nuovo modello di sviluppo sostenibile e finanziato da chi più ha, così come la Costituzione prevede. Tutto l’opposto della Flat Tax e delle politiche fin qui prevalenti. La Sinistra, anzi le Sinistre (e non per sottolinearne il pluralismo e la ricchezza quanto, purtroppo, la frammentazione e le divisioni) dovrebbero impugnare questa bandiera e farla propria, non lasciarla cadere, e trasformarla in iniziativa politica, parole d’ordine, battaglia parlamentare. Mentre Salvini e la destra ossessivamente cercano di mantenere l’attenzione sui Migranti, alimentando l’odio sociale, tenendo chiusi i porti e fuggendo dai veri problemi del Paese, i prossimi mesi e la stessa campagna elettorale dovrebbero vedere invece un cambio di agenda, di priorità e di temi in Italia ed in Europa e dovrebbe essere compito proprio delle Sinistre imporlo. Invece che coltivare le proprie divisioni, andare in ordine sparso, servirebbe su questo unire le forze, aprire un confronto nel Paese, mettere in campo una forza, una massa critica in grado di rendere credibili proposte che vadano in questa direzione.

Già sappiamo che alle prossime europee non sarà così, diverse saranno probabilmente le dinamiche per le regionali e le amministrative prossime. In campo ci saranno una lista del Pd che raccoglierà da Calenda a Pisapia e che accoglierà anche parte di MdP-ArticoloUno, una di +Europa della Bonino e di Italia Bene Comune di Pizzarotti, una dei Verdi con Possibile e la lista della Sinistra Europea promossa da Sinistra Italiana, Rifondazione e Altra Europa. Soprattutto per le ultime tre lo scoglio dello sbarramento al 4% sarà impegnativo da superare. La speranza è che la prossima campagna elettorale sia almeno l’occasione per un chiarimento di fondo, pubblico e aperto, sulle proposte che si vogliono portare avanti, sulle prospettive future, sul modello di società che si vuole perseguire. Un’occasione per riportare il confronto politico nel Paese, misurare le forze, raccogliere consensi e riaprire, presto, una nuova fase.

Share