Nuccio Iovene. La sinistra ha il dovere di smascherare il gioco Lega-5Stelle prima delle Europee

Nuccio Iovene. La sinistra ha il dovere di smascherare il gioco Lega-5Stelle prima delle Europee

Non credo che lo scontro dai toni così accesi in corso da alcune settimane tra Cinque stelle e Lega, ed in particolare tra Di Maio e Salvini, possa fare addirittura saltare il governo e precipitare verso elezioni politiche anticipate. Certo non è uno scenario impossibile, se si pensa che in diverse occasioni già nel passato è accaduto che le cose siano sfuggite di mano ai leader dell’epoca (più del centro sinistra per la verità) impedendo loro di fare un passo indietro prima dello scioglimento anticipato delle Camere o di una crisi rivelatasi poi letale. Il disegno è comunque chiaro: di fronte ai sondaggi che registrano una crescita di consensi per la Lega e per Salvini e una perdita di consensi, e di identità, dei Cinque stelle e di Di Maio questi ultimi, in vista principalmente delle elezioni europee e delle altre scadenze elettorali concomitanti e successive, stanno cercando di correre ai ripari, alzando i toni del confronto politico e cercando di distinguersi dall’ingombrante alleato di governo.

Nella disinvoltura più sfacciata gli stessi che, solo qualche mese fa, si erano autodenunciati per la nave Diciotti, in solidarietà con Salvini, salvandolo poi in Parlamento dal giudizio dei magistrati ora parlano di porti aperti e mostrano fastidio quando il vice premier leghista travalica le sue competenze, come ci ha abituati,  autoproclamandosi difensore dei “confini nazionali”; gli stessi che hanno ripetuto, come fosse un mantra, di non essere né di destra né di sinistra oggi riscoprono il valore del 25 aprile e dell’antifascismo in polemica con l’alleato impegnato da tempo a strizzare l’occhio e raccogliere consensi nell’area della destra estrema; gli stessi che hanno sorvolato sui 49 milioni di euro sottratti al patrimonio pubblico dalla Lega di Salvini, oggi leader ma da sempre esponente di primissimo piano del suo partito, firmando con nonchalance il contratto di governo oggi chiedono le dimissioni del sottosegretario leghista Siri per le indagini a cui è sottoposto.

Ovviamente Salvini rende pan per focaccia, sulla Tav, sulla inadeguatezza della Raggi, sindaca della capitale, sulle crisi industriali aperte e non risolte.  Si potrebbe continuare a lungo.  L’obiettivo di entrambi è ridurre il confronto elettorale allo scontro tra le due principali forze di governo, relegando tutti gli altri partiti al ruolo di comparse, facendo così il pieno dei voti o comunque limitando le perdite. Con questo giochetto puntano ad essere comunque le forze più votate e per questo “condannate” a rimanere insieme al governo per “senso di responsabilità” nei confronti del Paese. Né il Pd, né la sinistra, tantomeno le altre forze, sono state in grado fino ad ora di denunciare e smascherare questo giochetto e farlo saltare. Non sono neanche riuscite a capitalizzare la generosità di quanti si sono mobilitati in queste ore per il 25 aprile dando vita a straordinarie manifestazioni a Milano, Roma e tante altre città italiane, o per il clima e l’ambiente attorno a Greta Thunberg, o ancora per il lavoro ed i diritti con il sindacato, prigioniere come sono delle loro divisioni e contraddizioni odierne e di un passato che continua a pesare come un macigno senza che siano in grado di liberarsene. Forse nel mese che ancora rimane prima delle elezioni bisognerebbe provarci.

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