Non c’è mai fine all’idiozia fascista (anche quando si maschera del colore rosso). Provocazioni a Milano e Bologna alla vigilia della Liberazione

Non c’è mai fine all’idiozia fascista (anche quando si maschera del colore rosso). Provocazioni a Milano e Bologna alla vigilia della Liberazione

Alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile non mancano le stupide, idiote ma pericolose provocazioni da parte di chi ancora si riconosce nell’ideologia e nella tradizione fascista. Tra le più stupide e da denunciare quelle di Milano e di Bologna. Nel capoluogo lombardo, protagonista un gruppo di tifosi della Lazio arrivati a Milano per assistere stasera alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan a San Siro. Nel primo pomeriggio, un gruppo di Irriducibili ha esposto nei pressi di Piazzale Loreto uno striscione con la scritta: “Onore a Benito Mussolini”. E’ “manifestazione fascista”, prevista dall’articolo 5 della Legge Scelba del 1952, e dunque è questa l’ipotesi di reato per la quale potrebbero essere denunciati ed indagati gli ultras della Lazio. A Bologna invece un atto di sfregio con “falce e martello”, ma sempre idiota e fascista, ha colpito la lapide di piazza dell’Unità dedicata agli 11 partigiani della Bolognina. Un atto idiota, appunto, come solo gli atti dimostrativi di stampo fascista sanno essere.

Le reazioni indignate, dal sindaco Sala all’Anpi a Nicola Fratoianni

A Milano ci sarebbero già i primi identificati per lo striscione srotola a poca distanza da piazzale Loreto. Sulla vicenda sono in corso indagini della Digos di Milano in collaborazione con la Digos di Roma che sta lavorando per il riconoscimento dei responsabili del gesto.  “Anche cercando di non drammatizzare, non si può non capire che si stanno superando certi limiti. E che la denuncia di tutto ciò spetta soprattutto alla politica. A tutta la politica però. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista”, è la netta condanna del sindaco Beppe Sala, affidata ai social, dello striscione che onora Benito Mussolini comparso oggi nel capoluogo lombardo, in corso Buenos Aires molto vicino a piazzale Loreto. “E’ una gravissima provocazione che avviene alla vigilia del 25 aprile. Rappresenta un oltraggio inaccettabile alla memoria di chi ha combattuto per la libertà di tutti noi. Chiediamo che siano individuati i responsabili e che le organizzazioni neofasciste e neonaziste vengano sciolte applicando le leggi che esistono, Scelba e Mancino” ha affermato a sua volta il presidente milanese dell’Anpi, Roberto Cenati, in merito allo striscione per Benito Mussolini sventolato da ultrà del Lazio in piazzale Loreto. “La ricorrenza del 25 aprile è una festa che deve unire tutti gli italiani”, aggiunge Cenati.  “Essendo dei fascisti, e quindi vigliacchi, non potevano che esporre oggi uno striscione in onore di Mussolini. Ci penserà domani la Milano della Festa della Liberazione a rispondere a tono a questi nipotini di Benito e Adolf”, afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. “Nel mentre – conclude Fratoianni- ci auguriamo che i responsabili di questo gesto ignobile siano messi nelle condizioni di non nuocere ulteriormente dalle forze dell’ordine, perché ormai si è superato ogni limite”.

Bologna. La lapide dedicata ai partigiani frantumata e imbrattata con della vernice spray rossa

Così è stata ritrovata la lapide di piazza dell’Unità a Bologna che ricorda gli 11 partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944. L’episodio – che si è già ripetuto più volte in passato – è stato denunciato dal sindaco Virginio Merola: “All’idiozia di chi distrugge sapremo sempre rispondere con l’intelligenza di chi ricostruisce. Il 25 Aprile ci ha insegnato anche questo”. Mentre sono ancora in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine per cercare di individuare gli autori dello sfregio, è arrivata la condanna del Partito democratico dell’Emilia-Romagna. “Ancora una volta c’è chi pensa di sentirsi forte compiendo un gesto idiota e vigliacco, per il gusto di colpire la nostra storia e le nostre radici” ha detto il capogruppo, Stefano Caliandro.

La lapide di piazza Unità tornerà al suo posto garantisce il Comune di Bologna, con le parole dell’assessore al Bilancio Davide Conte. “Hanno distrutto la lapide di piazza dell’Unità. Era una delle più belle lapidi di Bologna”, scrive Conte via Facebook. “La bellezza del testo di quella lapide – prosegue – è nel fatto che tiene insieme dalla Resistenza alla caduta del Muro di Berlino, valorizzando la verità storica del profondo radicamento del Pci nella democrazia e nella nostra Costituzione. Il Pci è stato anche un partito dell’Unione Sovietica, ma quella lapide ci ricorda che non è stato solo questo, ci ricorda le sfumature e le evoluzioni della storia d’Italia e della politica italiana”. Ecco perché, sottolinea Conte, “viene attaccata: perché l’estremismo non conosce la bellezza e l’importanza delle sfumature e delle evoluzioni. La democrazia e la costituzione che domani festeggiamo invece si. Ecco spiegato perché la vandalizzano continuamente, ed ecco spiegato perché è necessario rimetterla al suo posto: il testo deve rimanere quello perché quelle parole vanno conservate e tramandate”.

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