Migranti. Stallo sulla nave Alan Kurdi. Salvini autorizza solo due bimbi e le madri, spaccando le famiglie. La disumanità è feroce

Migranti. Stallo sulla nave Alan Kurdi. Salvini autorizza solo due bimbi e le madri, spaccando le famiglie. La disumanità è feroce

Cosa c’è davvero di “medievale” nell’ideologia della ultradestra italiana ed europea incarnata dal ministro dell’Interno, nonché capo della Lega, Salvini? La convinzione che ogni problema possa essere risolto con la croce in una mano e la spada nell’altra. La convinzione che si possa trasmettere ogni volta attraverso i social media, le televisioni accondiscendenti, le radio, la faccia di un Giano bifronte, feroce coi deboli e gli indifesi, sorridente coi potenti e i forti. Lo dimostra l’ennesimo comportamento che Salvini sta tenendo nei confronti della nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eyes, ora giunta a 15 miglia dal porto di Lampedusa. Sulla nave, 64 persone naufragate e recuperate. Invece di concedere lo sbarco a tutti, Salvini pensa bene di “salvare” solo i due bambini, di 11 mesi e sei anni, e le loro madri. Una decisione folle, ingiusta, e sicuramente anticristiana, contraria al Vangelo, che egli, il ministro, sventola durante i suoi comizi, mentre nasconde la spada della malvagità nei confronti dei migranti. O quando va a parlare ai congressi sulla famiglia, frequentati da cattolici ultraortodossi. Ecco perché papa Francesco ha più volte negato a Salvini l’udienza, se prima non cambia “rotta” in materia di accoglienza e di rispetto della dignità della persona umana. La malvagità manifestata oggi dal nostro ministro dell’Interno e non contrastata da un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, devoto a padre Pio, ma silente sempre in questi casi, dimostra a quale grado di inciviltà possa giungere il nostro Paese se consegnato nelle mani sbagliate.

Così adesso è stallo sul caso della nave Alan Kurdi. Il Viminale aveva autorizzato lo sbarco per due bimbi, di 11 mesi e 6 anni, con le loro madri, ma le donne si sono rifiutate di scendere per non dividere la famiglia. A bordo insieme ai volontari ci sono 50 uomini, 12 donne e due bambini, per lo più nigeriani o di altri Paesi dell’Africa sub-sahariana. “Non ci resta che augurare buon viaggio verso Berlino”, ha commentato sprezzante con un tweet il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel dare notizia del rifiuto. Con un altro tweet, l’Ong ha confermato la volontà di non separare le famiglie se non possono scendere anche i padri: “L’accordo con il governo tedesco era che le famiglie sarebbero state evacuate. Non faremo alcuna separazione familiare attiva! Questa è una tortura emotiva e mette in pericolo il benessere del bambino”, hanno aggiunto. Il permesso per lo sbarco di donne e bambini con una motovedetta della Guardia costiera era stato offerto in attesa della soluzione politica ‘europea’ auspicata dalla Germania, che si è offerta di fare la sua parte ma ha chiesto alla Commissione Ue di farsi carico della ripartizione fra gli Stati membri.

Alla Alan Kurdi, in applicazione della nuova direttiva Salvini, è stato vietato l’ingresso nelle acque territoriali italiane per motivi di sicurezza. La Germania insiste nel chiedere all’Ue un meccanismo automatico di ripartizione dei migranti, ma al momento una soluzione per la Alan Kurdi non sembra imminente. “Abbiamo pregato la Commissione Ue di assumere il coordinamento del caso Alan Kurdi e di considerare la necessità che la nave entri al più presto in un porto sicuro”, ha riferito un portavoce del ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, spiegando che è necessaria “una cabina di regia di coordinamento fra gli Stati membri”, ha aggiunto. Intanto il fondatore di Sea Eye, Michael Buschheuer, ha affermato che “è giusto che ci sia una leale divisione degli oneri, in modo particolare per l’Italia”, ma ha definito “umiliante” il comportamento del governo.

La replica al Viminale della ong Mediterranea: “falsità”

 “Sul caso della nave ‘Alan Kurdi’ di Sea Eye, il Viminale continua a mentire per coprire abusi e violazioni” accusa Mediterranea Saving Humans, la rete delle associazioni italiane che con la nave ‘Mare Jonio’ monitora l’area del Mediterraneo centrale, in una nota su Facebook. Denuncia l’ong: “Il Viminale dice che le persone sono state salvate a ridosso della Libia: falso. Il salvataggio è avvenuto in acque internazionali, dunque fuori dalle acque territoriali libiche. Il Viminale dice che la Alan Kurdi avrebbe dovuto riportare le persone in Libia: falso. Avrebbe violato l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra oltre alla Convenzione di Amburgo del 1979. La Libia non è un porto sicuro”. E ancora: “Il Viminale dice che le donne e i bambini hanno rifiutato di scendere: falso. Hanno rifiutato di essere separati dai loro familiari. Aver provato a farlo da parte delle autorità è un grave reato, oltre che una cosa indegna. Il Viminale dice che dovrebbe occuparsene la Germania: falso. La legge parla chiaro: va assegnato il porto sicuro più vicino e in tempi più rapidi possibili. Non si possono fare trattative con le persone trattenute in mare. Perché tutte queste bugie – conclude Mediterranea – intrise di odio e propaganda?”.

Fratoianni: “porto vicino e sicuro adesso. Negarglielo è illegale e inaccettabile”

“Forse al ministro Salvini sfugge che le persone, siano donne, uomini o bambini, non sono pacchi. Forse gli sfugge che separare i bambini dai loro padri o le donne dai loro compagni è una bestialità indegna di un Paese civile”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana dopo le parole di Salvini sul rifiuto di donne e bambini di scendere dalla Nave della Sea Eye. “Forse a Salvini sfugge – prosegue il leader di SI – che chi affronta insieme viaggi disperati come quelli di chi fugge dall’orrore possa provare sentimenti di solidarietà. La nave Alan Kurdi ha bisogno di un porto vicino e sicuro adesso. Negarglielo è illegale e inaccettabile”.

Giuseppe Civati e Marco Maestri, Possibile: “chiediamo ai ministri italiani di smetterla con questa malvagità e di far sbarcare tutti”

“Ministro Salvini, ora basta. Il suo è un comportamento malvagio che viola chiaramente e continuamente la Costituzione. Non si possono separare dei bambini dalle loro famiglie: hanno affrontato un viaggio forzato e ora il governo italiano impone loro di dividersi. È una cattiveria umana e una palese violazione delle leggi, su tutti del principio di ‘non respingimento’. È ancora piu’ inaccettabile che si impedisca lo sbarco di persone da una nave che si chiama Alan Kurdi, un nome che dovrebbe scuotere le nostre coscienze”. Lo dichiarano Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, e Andrea Maestri della segreteria nazionale di Possibile. “Mentre i nostri bambini giocano- aggiungono Civati e Maestri- o guardano i cartoni animati, il governo costringe degli altri bambini a lasciare la loro famiglia. Non possiamo pensare di accettare comportamenti del genere. Chiediamo ai ministri italiani di smetterla con questa malvagita’ e di far sbarcare tutti i presenti sull’imbarcazione. Intervenga subito la magistratura a tutela dei diritti fondamentali di quei bambini”, concludono Civati e Maestri.

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