Il pronipote

Il pronipote

Giorgia Meloni è a caccia di volti per le elezioni europee. Un filone che a lei sembra buono è sempre quello che richiama gli antenati attraverso i discendenti. Essendo fascista, perciò, le è naturale rivolgersi alla progenie del capostipite Benito Mussolini. In altre occasioni e per altri personaggi si potrebbe dire che vuole riproporre i propri quarti di nobiltà. Anche se, trattandosi del “duce”, parlare di nobiltà è una contraddizione in termini. La candidatura perenne dei discendenti di Mussolini è già stata consumata ingloriosamente, sebbene rumorosamente, nella seconda repubblica con la “nipotona” Alessandra. La quale, sebbene coniugata Floriani, per altro non felicemente, ha sempre preferito farsi chiamare e candidare con il cognome del nonno per lucrare consensi fra i nostalgici.

I nipoti di Mussolini non bastano più. Meloni candida Caio Giulio Cesare, il pronipote, appunto

Ma il tempo passa e bisogna far largo ai giovani. I nipoti non bastano più, c’è bisogno dei pronipoti. Perciò Giorgia ha subito provveduto, candidando niente meno che Caio Giulio Cesare (modestia a parte) Mussolini alle prossime elezioni europee. Ultimamente c’è capitato di verificare (con Calenda figlio di Cristina e nipote di Luigi Comencini e con Cristina Gandolfini figlia del leader del family day) che colpe e meriti di padri e nonni non ricadono su figli e nipoti e viceversa. E così dovrebbe essere anche per i discendenti di Cesare, pardon, del “duce”, cioè per Caio Giulio. Salvo controindicazioni; che il pronipote ci fornisce all’impronta. Infatti, dice del bisnonno: “ha fatto tante cose positive e qualche errore. Il sostegno di Tony Blair alla guerra in Iraq è stato un crimine ma non per questo gli inglesi lo attaccano ogni giorno”.

Dal che si evince, senza ombra di dubbio, che il pronipote del “duce” è un degno discendente della stirpe perché, seppur con conseguenze necessariamente meno terrificanti, non possiede il senso della storia, della misura e del ridicolo.Proprio come il bisnonno.

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