Cgil. Rivista politiche sociali dedicata alle leggi progressiste 180, 194 e 833 del 1978, oggi messe in discussione. Landini: “inaccettabile assenza governo il 25 aprile. Noi saremo in tutte le piazze”

Cgil. Rivista politiche sociali dedicata alle leggi progressiste 180, 194 e 833 del 1978, oggi messe in discussione. Landini: “inaccettabile assenza governo il 25 aprile. Noi saremo in tutte le piazze”

Chiusura degli ospedali psichiatrici, disciplina dell’interruzione volontaria di gravidanza, istituzione di un servizio sanitario nazionale. Tre riforme storiche per l’Italia, tutte targate 1978 e al centro di un numero che la Rivista delle Politiche Sociali (Rps) dedica a queste tre leggi – 180, 194, 833 – “per fare il punto sul welfare italiano quarant’anni dopo”, illustrato nella sede della CGIL alla presenza di Rossana Dettori e Maurizio Landini, segretari nazionale e generale CGIL, e Rosy Bindi, già ministro della Salute. Il numero analizza l’approvazione di tre leggi che hanno fatto la storia del nostro Paese cambiando profondamente, e in meglio, le condizioni di vita degli italiani: la legge 180 del 13 maggio 1978 che ha stabilito la chiusura degli ospedali psichiatrici e ridefinito il trattamento psichiatrico volontario e obbligatorio; la legge 194 del 22 maggio 1978 che ha disciplinato l’interruzione volontaria di gravidanza e potenziato i consultori; la legge 833 del 23 dicembre 1978 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale a base universalistica e solidale.

“Sui diritti – osserva Dettori – qualcuno sta provando in questo Paese ad usare il cancelletto. Bisogna ripartire dai diritti, dall’universalismo e dal lavoro, e ricreare quel movimento che negli anni ’70 ha portato all’istituzione dei consultori familiari, una grande conquista”. La lotta è contro le disuguaglianze, “che aumentano anziché diminuire anche attraverso le autonomie differenziate. Dire ‘la Lombardia ai lombardi’ è pericoloso come affermare ‘Italia agli italiani'”, aggiunge Dettori. Bindi ricorda la 194, “la cui piena attuazione era il pieno di riconoscimento di un diritto delle donne”, e la 833, “una legge modernissima che difende il diritto dell’individuo nell’interesse della comunità”. Ora però il Ssn rischia il pericolo delle autonomie differenziate mentre “la sanità dovrebbe andare in senso opposto, avrebbe bisogno di un forte governo centrale” , sottolinea ancora. “Le leggi sociali in Italia sono frutto di conquiste, prima sul piano sociale e politico – dice Landini – sono arrivate perché un modo di pensare era diventato maggioranza. Oggi queste riforme sono messe in discussione, tenere insieme diritti sociali e civili è ancora più importante adesso. Per questo è necessario ricostruire un processo sociale attraverso i cambiamenti che sono arrivati”. Sulla sanità “è necessario aumentare la spesa”.

Governo indifferente al 25 aprile? Hanno chiesto i giornalisti a Landini a margine dell’incontro in Cgil. “Noi invece saremo in tutte le piazze in cui si ricorda il 25 aprile. Ci saremo come parte attiva di questa mobilitazione. Da parte del governo c’è un atteggiamento sbagliato e inaccettabile: hanno giurato sulla Costituzione perché c’è stato un 25 aprile, altrimenti ora non eravamo né in democrazia né in Costituzione”. Inoltre, ha aggiunto Landini “oggi tenere insieme diritti sociali e diritti civili è ancora più importante perché oggi i diritti sociali e i diritti del lavoro non sono mai stati così tanto messi in discussione. Il malessere che percepisco e che vivo delle persone che dobbiamo rappresentare non è mai stato grande come adesso. Perché la precarietà non è una condizione generale, ma una condizione di vita. Oggi questo elemento di precarietà va oltre il lavoro e diventa un elemento della vita”. Infine, riferendosi al flop delle domande di giovani under per il reddito di cittadinanza, Maurizio Landini ha affermato:  “dobbiamo approfondire i dati ma i Caf ci dicono che ci sono meno domande di giovani per il reddito di cittadinanza ma più di lavoratori 40-50enni che hanno perso il lavoro. Il governo avrebbe fatto meglio ad ascoltarci di più.  Il governo non sta governando. Si va avanti per decreti, poi il ‘salvo-intese’ copre diversi punti di vista che allunga i tempi delle risposte. E’ avvenuto così sullo Sblocca cantieri, ora uguale sul decreto Crescita”.

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