Verona. L’Esecutivo delle donne Fisac Cgil contro il Congresso dell’ultradestra sulla famiglia: la mobilitazione per “innescare una nuova stagione di lotte per le donne del nostro Paese”

Verona. L’Esecutivo delle donne Fisac Cgil contro il Congresso dell’ultradestra sulla famiglia: la mobilitazione per “innescare una nuova stagione di lotte per le donne del nostro Paese”

La città di Verona riapre le sue porte all’offensiva della destra conservatrice, per cancellare i diritti civili conquistati negli ultimi 50 anni. E tuttavia la reazione è immediata. Nello scorso mese di ottobre il Consiglio Comunale di Verona si è reso protagonista del varo di una mozione, a firma di un consigliere della Lega Nord, che ha impegnato la Giunta a sostenere iniziative per la prevenzione e la conseguente limitazione dell’aborto, finanziando progetti e associazioni pro-vita. L’operazione è stata smascherata dalla protesta delle attiviste del movimento femminista Non Una Di Meno (NUDM), che – indossando i mantelli rossi e le cuffie bianche ispirate dal romanzo di Margaret Atwood simbolo della lotta delle donne contro la strumentalizzazione dei loro corpi – sono riuscite ad attirare l’attenzione della stampa nazionale, evitando così che la mozione passasse in sordina in altri consigli comunali. Ora, per gli ultimi giorni di marzo, Verona si prepara a ospitare il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress Families), promosso da una lobby statunitense di matrice cristiana, che si prefigge di unificare a livello mondiale molti gruppi conservatori e tradizionalisti. L’evento, che si terrà dal 29 al 31 marzo, è stato inizialmente patrocinato dal Governo Italiano. Poi il Premier Conte, sollecitato da più parti, ha revocato il patrocinio, dichiarando che era stato concesso senza la sua autorizzazione. In effetti, il logo della Presidenza del Consiglio è stato rimosso dal sito del WCF, mentre resta confermato il sostegno del Ministero della Famiglia, a cui si aggiunge il patrocinio della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia. I promotori del Congresso sostengono un’idea di famiglia univoca: eterosessuale, omogenea per etnia, basata sulla divisione sessuale del lavoro, indissolubile e prolifica.

Tra i partecipanti, oltre ai nostrani Fontana, Pillon e Bussetti, si notano esponenti di spicco della destra internazionale, che promuovono “terapie riparative” contro l’omosessualità, agitano la psicosi sulla “sostituzione etnica” per giustificare la chiusura delle frontiere e attribuiscono la colpa della bassa natalità nei paesi europei alla liberalizzazione dell’aborto e più in generale all’emancipazione della donna. “Amore”, il messaggio propagandistico del CWF girato su YouTube, che tanto ha indignato la senatrice Emma Bonino, sostiene che il vero amore è legato alla famiglia tradizionale, negando di fatto che questo sentimento possa accomunare i differenti orientamenti sessuali e le innumerevoli tipologie di relazione che legano le persone nella vita. Se non vogliamo tornare indietro, a un passato ormai inaccettabile, siamo tutt@ chiamat@ a combattere gli strumenti che la destra sta mettendo in campo nel nostro Paese nel tentativo di affermare un modello univoco di famiglia, indissolubile e fondato sul predominio dell’uomo sulla donna. I diritti civili fin qui conquistati – dalla libertà di sciogliere il vincolo matrimoniale, alla maternità come scelta libera e consapevole, al riconoscimento delle unioni civili nel rispetto di ogni orientamento sessuale – non devono essere rimessi in discussione. In corrispondenza ai 3 giorni del Congresso, il movimento femminista NUDM ha indetto una contro manifestazione denominata “Verona Città Transfemminista”. Vari eventi animeranno la città di Verona: convegni, flash mob, laboratori, performance, assemblee, per culminare nel corteo di protesta del pomeriggio del 30 marzo a cui parteciperanno tanti movimenti italiani e internazionali.

La Cgil parteciperà alla mobilitazione indetta dai movimenti e dalle associazioni, per contrastare il tentativo delle destre mondiali – a partire dai ministri del Governo italiano – di affermare, celebrare e difendere la cosiddetta “famiglia naturale” come sola unità stabile e fondamentale della società e ha dato indicazione a tutte le sue strutture di agevolare al massimo la partecipazione. Ricordiamo che le modalità operative definite dalle organizzatrici del corteo prevedono che non siano portate bandiere, ma contenuti e precisano: “dunque striscioni a tema, anche firmati, purché la firma non diventi lo striscione stesso”. Noi, donne della Fisac CGIL, siamo soddisfatte di questo reciproco avvicinamento e auspichiamo di ricostruire, a partire da questa occasione, un fronte largo di contrasto alle politiche retrograde e intolleranti di questo Governo nei confronti di tutte le diversità. Chiediamo a tutt@ di convergere sulla manifestazione, rispettando le modalità di partecipazione definite dalle organizzatrici. Crediamo infatti che l’unità si costruisca focalizzandosi su obiettivi e contenuti comuni, sapendo rinunciare ciascuno a una piccola fetta del proprio protagonismo. Noi tutt@ abbiamo un importante obiettivo comune: contrastare le attuali politiche, le più conservatrici, retrograde, antifemministe e antidemocratiche degli ultimi 50 anni.

Per questi motivi, come Esecutivo Donne della Fisac CGIL Nazionale, riteniamo che il corteo di Verona non sia un punto di arrivo, ma di partenza, che possa innescare una nuova stagione di lotte per le donne del nostro Paese e non solo. Tutto ciò può avvenire, solo se non permetteremo alle nostre diverse appartenenze di separarci, se sapremo fare in modo che diventino la nostra ricchezza, la nostra forza, la nostra bellezza e che rappresentino il nostro messaggio di libertà e rispetto per le differenze, quello che noi donne Fisac abbiamo chiamato Femminile Plurale.

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