Tria confessa, crescita verso lo zero. Conte annuncia miracoli. Salvini e Di Maio se le suonano, pensando alle europee. Boccia (Confindustria): se la paralisi continua meglio tornare a votare. Zingaretti (Pd): riaccendere i motori dell’Italia

Tria confessa, crescita verso lo zero. Conte annuncia miracoli. Salvini e Di Maio se le suonano, pensando alle europee. Boccia (Confindustria): se la paralisi continua meglio tornare a votare. Zingaretti (Pd): riaccendere i motori dell’Italia

“Nessuno ci chiede una manovra correttiva, non abbiamo spazio per una manovra espansiva, ma certo non si possono fare manovre  restrittive. La crescita va verso lo zero. Ci vuole la crescita ma se guardiamo al tipo di crescita ci può essere una crescita con un modello sbagliato che alla fine porta alla non crescita”. Parole  del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato al Festival  dell’Economia civile a Firenze. Ha ricordato che “c’è stato un modello tutto orientato solo alle esportazioni, di tipo mercantilista, si è pensato che alcuni paesi fossero permanentemente in surplus… questo la Cina l’ha capito e ha cambiato modello”. Secondo Tria “è stata trascurata la parte dell’economia perché il Pil cresce ma non si tiene conto della domanda interna e dell’equilibrio della crescita”. Verrebbe da credere che  si tratti di Crozza, una delle sue imitazioni più riuscite. Invece si tratta proprio del ministro. Verrebbe da dire in che mani siamo. Leggiamo, sempre dalle cronache del  Festival dell’Economia civile l’intervento del premier Conte il quale leggendo un testo scritto da qualcuno del suo Ufficio a Palazzo Chigi dice: “Le riforme già varate non sono nulla rispetto  a quelle che ancora faremo. Voglio esser garante di un nuovo patto sociale fra cittadini e istituzioni”. Reddito di cittadinanza e quota 100 afferma il premier “esprimono una  politica a forte impatto sociale”. Poi nega che vi sia un attacco alle Banche quasi che la proposta di nominare un tal Paragone, voluto dai pentastellati con il consenso dei leghisti, a presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, sia un cosetta da nulla, una o due riunioni e non se ne parla più, mentre il Capo dello Stato la pensa diversamente. Sempre Conte a proposito della rissa continua fra i due vicepremier minimizza. “Polemiche fra ministri – dice- sobri nelle   parole, lucidi nelle azioni”.

L’Ocse confermerà la previsione sul Pil portandola dal +0.9% a -0,2%

Tanto sobri nelle parole non ci sembrano, occupano tutti gli spazi di informazione, a partire da quelli televsivi. Per quanto riguarda la lucidità lasciamo perdere, visto che l’unico obiettivo di Salvini e Di Maio  sono le elezioni europee, se le stanno dando di santa ragione. Del Paese che si trova sul ciglio di un burrone non gliene frega niente. Lunedì, l’Ocse nel suo Economic Survey confermerà  la previsione rilasciata il 6 marzo scorso nel suo Interim Economic Outlook in cui ha rivisto nettamente al ribasso la sua stima sul Pil italiano per l’anno in corso, portandola a -0,2% dal +0,9% di novembre scorso e quelle per il 2020, portandola dal +0,9% al +0,5%. Si tratta di valori molto inferiori rispetto alle previsioni del governo, che prevede ancora un Pil in crescita dell’1%, un pronostico vecchio e inattendibile, destinato ad  essere  rivisto nel Def di aprile, che dovrebbe essere ritoccato intorno allo 0,1-0,2%. Tutti gli istituti  di previsione, nazionali e internazionali indicano che l’Italia è a crescita zero. In questa situazione perde la pazienza perfino Confindustria che non  è la verginella che vuol far credere, quasi gli imprenditori, i padroni, si diceva una volta, non abbiano alcuna responsabilità. Ma di fronte alle affermazioni di Conte sulla bontà delle riforme effettuate e a quelle rilasciate  dal ministro Tria, “nessuno ci ha chiesto una manovra correttiva”, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia è sbottato. Ha preso carta e penna, si fa per dire, ed ha raccontato che sul suo telefonino è arrivato un sms da Di Maio.

Lo scambio di messaggi fra il vicepremier Di Maio e il presidente di Confindustria

“Mi ha mandato un sms simpatico, con lui ho la fortuna di parlare madrelingua napoletano. Mi ha scritto mentre stavo entrando alla Borsa di New York, ‘presidè mi avete fatto sto regalo’. Il riferimento era alle previsioni, crescita zero, rilasciate dall’Ufficio studi di Confindustria. Ma io gli ho detto che al di là dei decimali in più o in meno il punto è la capacità di reazione del paese. E Di Maio ha preso atto, ora la sfida è sui prossimi provvedimenti: sblocca cantieri e decreto crescita. Anche con Salvini ci siamo scambiati un sms, mi ha scritto un po’ piccato ‘complimenti per i dati’, ma poi io gli ho spiegato”. Ora, dice Boccia, “il punto è come reagiamo come Paese. Abbiamo una questione tutta italiana e una questione delle mancate riforme europee. Sulla questione italiana, credo che dobbiamo tornare ai fondamentali dell’economia del Paese, recuperare fiducia. Dobbiamo da un lato evitare la stagione degli alibi e delle colpe, e dall’altro costruire una capacità di risposta: non subire il rallentamento, ma reagire”. Confindustria chiede di passare dal Contratto di Governo a un patto di sviluppo del Paese “è una sveglia che chiediamo, una sfida che poniamo” spiega Boccia. “Serve un intervento organico di politica economica”. Con il Governo, aggiunge il leader degli industriali, “si è finalmente aperto un dialogo forte, ci hanno convocato, abbiamo avuto modo di fare le nostre proposte, vedremo quali riterranno di fare proprie”. Conclude Boccia senza usare mezzi termini: “chiediamo di passare dalle politiche delle tattiche a quelle dei fini, andando oltre il Contratto di Governo per concentrare lo sforzo su lavoro e occupazione. Nel caso di paralisi continua, considerando gli impegni della prossima manovra economica, o affronti i problemi con responsabilità o c’è qualcosa che non va. Se non abbiamo soluzioni e le divergenze sono strutturali, i conti devono farli i due partiti di Governo. Non possiamo galleggiare, piuttosto che la paralisi, meglio tornare a votare”.

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