Termini Imerese. In migliaia coi lavoratori della Blutec, ex Fiat. Re David, Fiom Cgil: “ricominciare a produrre”

Termini Imerese. In migliaia coi lavoratori della Blutec, ex Fiat. Re David, Fiom Cgil: “ricominciare a produrre”

Sono scesi in piazza in migliaia per chiedere “certezze” e “un’alternativa industriale valida, chiara e concreta” per il futuro dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, oggi Blutec. Circa 1.500 tute blu, insieme alle organizzazioni sindacali e ai sindaci del comprensorio hanno sfilato per Termini Imerese sino a giungere in piazza Duomo dove si è tenuto il comizio. Alla manifestazione hanno aderito anche altre realtà produttive: tutti hanno espresso sostegno ai lavoratori dell’indotto ed in particolare ai 62 interinali che da mesi si trovano senza alcun ammortizzatore sociale.

Re David, segretario generale Fiom Cgil: “Fca deve garantire le commesse sull’elettrico e deve aiutare nella ricerca di un produttore nel mondo dell’automotive”

“Quando è andata via, Fiat si è impegnata promettendo la commessa di veicoli elettrici per Termini. Pensiamo che oggi Fca continui a essere un interlocutore e deve essere chiamata al tavolo dal governo nazionale” ha detto il segretario generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, a margine del corteo dei lavoratori Blutec a Termini Imerese. “Fino a oggi non è accaduto formalmente – prosegue – ma pensiamo che Fca non può tirarsi indietro rispetto agli impegni che si è assunta. Non solo deve garantire le commesse sull’elettrico, ma deve aiutare nella ricerca di un produttore nel mondo dell’automotive. Ora non è più solo un caso che riguarda Termini ma è un caso nazionale. Nel Paese ci sono 5-6 stabilimenti di cui due lavorano a pieno ritmo. Blutec continua a essere un fornitore Fca – conclude – che ora deve giocare un ruolo nella ricerca di un nuovo investitore e la conferma di un allargamento delle commesse”. “La convocazione per il 9 aprile al Mise deve servire a dire qual è il futuro per lo stabilimento e per i lavoratori. C’è un commissario che non può essere un commissario liquidatore, vogliamo sapere qual è il piano industriale con cui andare avanti, altrimenti è a rischio anche la cassa integrazione”, prosegue Francesca Re David. Le fa eco Roberto Mastrosimone, segretario della Fiom Sicilia: “Deve essere un tavolo di svolta per i mille lavoratori interessati, i 700 ex Fiat e i 300 dell’indotto” dice. Per Re David “il punto è ricominciare a produrre, finora abbiamo avuto montagne di piani ma nessun prodotto. Ci vuole un soggetto industriale e al riguardo Fiat si deve assumere le sue responsabilità, come anche il governo nazionale deve fare la sua parte”. La segretaria Fiom aggiunge che “occorre investire per arrestare il processo di deindustrializzazione in atto in Sicilia e i soldi devono servire non per le speculazioni finanziare ma esclusivamente per il rilancio industriale, come chiede questa piazza che dopo ben sette anni vede ancora insieme i lavoratori ex Fiat e dell’indotto”.

Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil: “Termini Imerese é il simbolo di una Sicilia che non si rassegna”

“Termini Imerese ancora una volta si è stretta intorno ai lavoratori dell’ex Fiat e dell’indotto”, scrive in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive. “Una manifestazione – ha continuato De Palma – di migliaia di persone, con sindaci, studenti, lavoratori di altri comparti, delegazioni da tutta la Sicilia insieme perché Termini Imerese é il simbolo di una Sicilia che non si rassegna. Qui oggi si è manifestato per il lavoro, per l’innovazione contro le speculazioni finanziarie e l’illegalità. Un primo risultato della manifestazione di oggi è arrivato da Roma: il Mise ha convocato per il 9 aprile il tavolo sulla vertenza Blutec. Sono otto anni che le lavoratrici e i lavoratori chiedono certezze sul loro futuro occupazionale, di fronte a piani industriali che non si sono mai concretizzati. E nonostante la Fiom ai tavoli ministeriali abbia sollevato il problema della mancata realizzazione del piano industriale e del contratto di sviluppo. La vertenza coinvolge complessivamente 1000 lavoratori, di cui 700 ex Fiat più altri 300 dell’indotto, ma considerando il resto degli stabilimenti la vertenza si allarga a tutta Italia e a circa 2000 lavoratori dal Piemonte all’Abruzzo fino alla Basilicata”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “il governo interrompa balletto di aziende paravento”

Il sindaco di Palermo e presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando, ha partecipato a Termini Imerese al corteo “per superare la ultradecennale crisi della ex Fiat e per garantire e promuovere lo sviluppo dell’area termitana e della intera realtà metropolitana”. Per Orlando, “la proprietà dello stabilimento, collocato a suo tempo strategicamente nella area industriale di Termini Imerese, appare ormai come lo strumento utilizzato dalla Fiat per tenere in ostaggio un intero territorio e i suoi lavoratori. Il Governo nazionale intervenga senza ulteriore indugio per interrompere quello che sembra essere ormai soltanto un balletto di aziende paravento, che da oltre quindici anni tengono in stato di agonia un intero territorio”. “Fca – sottolinea Orlando – è ormai una multinazionale inserita nella competizione internazionale ma nella nostra realtà si comporta con logiche monopoliste, apparendo più attenta ad evitare la presenza di altri attori internazionali che non alla effettiva produttività dello stabilimento termitano”. “La mobilitazione massiccia e costante dei sindaci è uno stimolo forte anche alla Regione, che chiediamo faccia sentire la propria voce: la vertenza ex Sicilfiat è un test ed un messaggio di apertura o di chiusura per prospettive di investimenti e presenze internazionali in tutta l’Isola”, conclude Orlando.

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