Roma. Fosse Ardeatine 75 anni dopo. La cerimonia con Mattarella, i presidenti delle Camere e Conte. Ma senza Rosetta Stame, scomparsa il 27 febbraio

Roma. Fosse Ardeatine 75 anni dopo. La cerimonia con Mattarella, i presidenti delle Camere e Conte. Ma senza Rosetta Stame, scomparsa il 27 febbraio

Sono trascorsi 75 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, quando nelle cave di tufo abbandonate di Roma 335 italiani furono trucidati con un colpo di pistola alla nuca. Una rappresaglia, un’azione punitiva dopo che un gruppo di partigiani attaccò le truppe tedesche in via Rasella, uccidendo 33 soldati nazisti. E come ogni anno proprio nel luogo del massacro, oggi sacrario, tutte le massime cariche dello Stato si sono riunite per commemorare le vittime, per lo più civili, che rimarranno nella storia. Per il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è questo un appuntamento importante. Il suo primo atto da presidente, che segnò la linea del suo mandato, fu proprio quello di una visita privata alle Fosse Ardeatine. Oggi, una corona di alloro è stata deposta da Mattarella e dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, un gesto a cui è seguito il silenzio in onore delle vittime. Presenti anche il premier Giuseppe Conte, i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati, il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi. Per la prima volta, dopo molti anni, alla cerimonia non era presente Rosetta Stame, presidente dell’Associazione nazionale tra le famiglie italiane dei Martiri caduti per la Libertà della Patria (Anfim). Suo padre, Nicola Ugo Stame, oltre ad essere un’antifascista, un tenore lirico, un artista, un partigiano, fu tra le vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944. La Stame è morta lo scorso 27 febbraio.

La cerimonia si è svolta davanti a tanti giovani studenti che hanno applaudito i rappresentanti delle istituzioni. Dopo il momento di raccoglimento, ai piedi della lapide dedicata ai 335 caduti nell’eccidio Sebastiano Di Lascio, rappresentante dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (Anfim) ha tenuto il discorso commemorativo, ricordando la figura di Rosetta Stame, presidente dell’Anfim. Poi si è passati al momento più commovente della cerimonia: il segretario generale dell’Anfim, Aladino Lombardi, ha letto i nomi delle vittime. “Serve l’impegno di tutti affinché ogni logica di violenza venga estirpata per sempre dalla società” ha commentato Elisabetta Alberti Casellati “bisogna continuare a ricordare perché è partendo dalla memoria, anche delle pagine più terribili della nostra storia, che si può sperare di costruire un futuro migliore”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, come da tradizione, hanno deposto una corona di alloro sulla lapide dedicata alle 335 vittime, prima del minuto di silenzio. E proprio oggi, come simbolica coincidenza, i presidenti di Senato e Camera Casellati e Fico hanno nominato alla vicepresidenza del Consiglio della magistratura militare David Brunelli. “Abbiamo scelto in base alla competenza e al merito, riproponendo un metodo innovativo e trasparente. Lo stesso utilizzato per la nomina del Presidente dell’Antitrust” hanno spiegato la seconda e terza carica dello Stato: e il caso vuole che fu proprio Brunelli, nel 1998, a firmare come magistrato militare la condanna all’ergastolo per Eric Priebke, indicato come diretto responsabile proprio dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

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