Parlamento. Commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche: Mattarella promulga la legge ma in un lettera a Casellati e Fico impone limiti e “paletti”

Parlamento. Commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche: Mattarella promulga la legge ma in un lettera a Casellati e Fico impone limiti e “paletti”

Approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 26 febbraio, la legge che istituisce la Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche è stata promulgata oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha accompagnato la promulgazione con una lettera inviata ai presidenti dei due rami del Parlamento, in cui esprime alcuni rilievi e fissa alcuni ‘paletti’ sull’attività della Commissione stessa. La Commissione è un organismo bicamerale che opererà per l’intera legislatura. Ora perché l’organismo sia pienamente operativo mancano gli ultimi ‘adempimenti’ tecnici, quindi si procederà all’elezione del presidente, dei vicepresidenti e delle altre cariche. Sul presidente, il capo politico del M5S Luigi Di Maio ha già fatto sapere che l’unico candidato, si suppone della maggioranza, debba essere il giornalista e senatore Gianluigi Paragone.

A cosa serve la Commissione bicamerale per le banche

La Commissione presenta annualmente alle Camere una relazione sull’attività e sui risultati dell’inchiesta nonché eventuali proposte di modifica al quadro normativo sulle materie oggetto dell’inchiesta. Prima della conclusione dei lavori presenta inoltre e sempre alle Camere una relazione sull’attività svolta e sui risultati dell’inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza. Il presidente della Commissione trasmette alle Camere, dopo sei mesi dalla costituzione della Commissione stessa, una relazione sullo stato dei lavori. E’ chiamata, in primo luogo, a svolgere la propria attività di indagine in relazione a diversi aspetti dell’attività bancaria e creditizia, tra cui: alcuni profili di gestione degli enti creditizi; le condizioni per l’istituzione di una procura nazionale per i reati bancari e finanziari; la normativa in materia di incompatibilità e conflitto d’interesse delle Autorità di vigilanza, il recepimento e l’applicazione agli istituti di credito cooperativo della disciplina europea in materia di vigilanza e requisiti prudenziali; il percorso dell’Unione Bancaria a livello europeo, la relativa disciplina, l’attività e le norme emanate dalle Autorità di vigilanza. La Commissione deve inoltre operare anche con riferimento ad aspetti ulteriori rispetto all’attività bancaria, quali: il sistema dei confidi, le agenzie di rating, i sistemi di informazione creditizia, l’utilizzo degli strumenti derivati da parte degli enti pubblici (anche territoriali), il debito pubblico (in relazione alla disciplina sulla cartolarizzazione delle sofferenze ed alla relativa garanzia statale), le fondazioni bancarie e le norme in materia di tutela del risparmio.

La lettera di Mattarella ai presidenti delle Camere, Casellati e Fico

Il presidente della Repubblica, nel promulgare la legge che istituisce la Commissione, ha inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato in cui fissa alcuni ‘paletti’. In particolare Mattarella, premettendo che “non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta”, tuttavia tra i compiti della Commissione rientra quello di “analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento. Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell’attività creditizia, sino a coinvolgere le stesse operazioni bancarie, ovvero dell’attività di investimento nelle sue varie forme”. Per il Capo dello Stato “l’eventualità che soggetti, partecipi dell’alta funzione parlamentare ma pur sempre portatori di interessi politici, possano, anche involontariamente, condizionare, direttamente o indirettamente, le banche nell’esercizio del credito, nell’erogazione di finanziamenti o di mutui e le società per quanto riguarda le scelte di investimento si colloca decisamente al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione”. Dunque, “occorre evitare il rischio che il ruolo della Commissione finisca con il sovrapporsi – quasi che si trattasse di un organismo ad esse sopra ordinato – all’esercizio dei compiti propri di Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip, Banca Centrale Europea. Ciò urterebbe con il loro carattere di Autorità indipendenti, sancito da norme dell’ordinamento italiano e da disposizioni dell’Unione Europea, vincolanti sulla base dei relativi trattati”. Inoltre, per Mattarella “il principio di non interferenza e quello di leale collaborazione vanno affermati anche nei rapporti tra inchiesta parlamentare e inchiesta giudiziaria”. Infine, Mattarella si dice certo che Casellati e Fico seguiranno “con attenzione lo svolgimento dei lavori della Commissione affinché sia assicurato il rispetto dei limiti derivanti dalla Costituzione e dall’ordinamento della Ue nonché il rispetto dei diversi ruoli e responsabilità”.

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