Nuove tensioni nel governo sulla flat tax. Giorni intensi per Camera (dove arriva il Decretone) e per Senato (con la vicenda Diciotti-Salvini). Sindacati e imprese in guerra per la bufala dello sblocca-cantieri

Nuove tensioni nel governo sulla flat tax. Giorni intensi per Camera (dove arriva il Decretone) e per Senato (con la vicenda Diciotti-Salvini). Sindacati e imprese in guerra per la bufala dello sblocca-cantieri

Scintille fiscali in vista del prossimo Documento di economia e finanza: la Lega rilancia il suo cavallo di battaglia, la Flat tax, applicata sinora parzialmente per alcune Partite Iva. I conti però non tornerebbero, specie in un’economia in recessione tecnica. Alcuni esponenti pentastellati, quindi, affermano pubblicamente che si tratterebbe di un’ipotesi irrealizzabile. Ad aprire la polemica, con un’intervista radiofonica, è la ministra per il Sud Barbara Lezzi (M5S): la flat tax è “una promessa che non si può mantenere” e “il nostro Paese non può permettersi 60 miliardi per questa spesa”. La cifra usata da Lezzi è una stima circolata informalmente al ministero dell’Economia e delle Finanze. Di fronte ad una posizione del genere, il leader leghista Matteo Salvini non può lasciar correre. La tassa piatta è nel contratto di governo, spiega, auspicando poi che “non ci siano resistenze da parte di nessuno”. La ministra del Sud? “Si occupi delle Regioni del Sud, che hanno bisogno di qualcuno che lavori a tempo pieno”. A sentire il leader del Carroccio, le coperture ci sono. E non servono 60 miliardi. Per la prima fase, basterebbero 12-15 miliardi di euro. Tirato in ballo in questa guerra di numeri, il titolare del dicastero di via XX settembre, Giovanni Tria, getta acqua sul fuoco, spiegando di non aver mai visto alcuna stima ufficiale. Certo, “varie ipotesi di flat tax sono allo studio da luglio scorso”, spiega il professore, ma al momento “non c è nulla di nuovo”. Nelle prossime ore, lo stesso Tria riceverà il sottosegretario leghista Armando Siri, tra i teorici della riforma fiscale. Il responsabile del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, vuole capire la quantità di risorse necessarie, ma il suo approccio è rassicurante, per Salvini: “Vogliamo abbassare le tasse, ed è quello che stiamo facendo – dice da Matera, in campagna per le regionali di domenica prossima – come abbiamo fatto con il Reddito di cittadinanza e Quota 100, faremo anche l’abbassamento delle tasse”. Dal Piemonte, il premier Giuseppe Conte ribadisce che la flat tax è un impegno preso con gli elettori, scritto nero su bianco nel contratto di governo. Quella dell’anno scorso è stata solo una “significativa anticipazione di una più complessiva riforma”. Certo, lo stesso Conte ammette che i dettagli del taglio non sono stati definiti, ma assicura che “ci stanno lavorando anche le forze politiche e i ministri competenti”.

La bufala del decreto sblocca-cantieri che ha fatto arrabbiare sindacati e imprese

Nel frattempo in giornata si è svolto un incontro tecnico al Mit con i sindacati che però non ha dato nessun esito. Un incontro “inutile, surreale”, lo hanno definito i sindacati. “Ci aspettavamo un testo, lo abbiamo consegnato noi ribadendo le nostre posizioni e priorità. Una trattativa al contrario”, ha detto tra gli altri il segretario generale della Fillea-Cgil, Alessandro Genovesi. Per questo Cgil, Cisl e Uil ora chiedono “l’apertura di un tavolo politico” al governo con la presenza dei segretari generali delle confederazioni e delle categorie prima di mercoledì, ossia prima che il decreto sblocca cantieri arrivi in Cdm. I sindacati si dicono anche pronti a “continuare la mobilitazione” dopo lo sciopero e la manifestazione nazionale di venerdì 15 marzo a Roma. E critiche al governo su come sta gestendo il dossier dei cantieri arrivano anche da Assolombarda. “Non posso che ribadire la più energica delusione per come l’attuale governo imposta la questione delle infrastrutture di trasporto nel nostro Paese, che non è solo un tema di fisicità delle infrastrutture ma di qualità della nostra vita e di sviluppo sostenibile”, ha affermato il presidente Carlo Bonomi. “Non dobbiamo commettere l’errore di concentrarci solo sul giuoco a rimpiattino della Tav Torino-Lione”, ha sottolineato, spiegando che “i finanziamenti bloccati nel 2018 hanno riguardato anche il 25% del valore del Terzo Valico, il 66% del valore della Brescia-Verona”. I cantieri “sono stati bloccati dalla volontà politica del governo di rimettere in discussione opere ricadenti nei Corridoi infrastrutturali europei”, denuncia il presidente di Assolombarda.

E al Senato prende l’avvio la discussione sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Salvini 

Avvio martedì pomeriggio in aula al Senato della discussione sul caso Salvini-Diciotti. L’assemblea di Palazzo Madama deve esaminare la proposta della Giunta delle immunità, relatore il presidente Maurizio Gasparri, di non concedere l’autorizzazione a procedere per reati ministeriali nei confronti del ministro Salvini. La richiesta di processare il ministro dell’Interno con l’ipotesi di reato di sequestro di persona dei migranti rimasti nella nave era pervenuta il 23 gennaio scorso alla Presidenza del Senato dal Tribunale dei ministri di Catania. Domani Gasparri illusterà la sua relazione volta a dimostrare che il comportamento del ministro dell’Interno era stato dettato da scelte collegiali del governo nell’interesse del bene del Paese. Seguiranno le due relazioni dell’opposizione, presentate da Pietro Grasso (Leu) e da Gregorio De Falco (ex M5s). Il voto occuperà l’intera giornata di mercoledì. In mattinata si terrà la votazione elettronica palese, poi la possibilità di votare resterà aperta fino alla chiusura della seduta pomeridiana dell’Aula. Solo a sera, quindi, si conoscerà l’esito del voto. Per confermare il no al processo a Salvini, la proposta della Giunta deve essere approvata a maggioranza assoluta, con almeno 161 voti. Anche se restano mal di pancia nel M5s, il voto non dovrebbe riservare sorprese, visto che la posizione del ministro dell’Interno è sostenuta anche da Fi e Fdi, oltre ai gruppi di maggioranza. Ma il capogruppo Stefano Patuanelli ha lanciato comunque un messaggio agli eventuali dissidenti: i senatori M5s che voteranno in difformità dal gruppo saranno segnalati ai probiviri. “Il rispetto del voto on line degli iscritti è uno dei principi fondanti del M5s. Per questo – ha messo in chiaro Patuanelli – se ci dovessero essere voti difformi rispetto a come si è espressa la maggioranza degli iscritti, non potro fare altro che segnalarli al collegio dei probiviri”.

Il decretone con reddito di cittadinanza e quota 100 approda nell’Aula di Montecitorio per la discussione generale. Poi, forse, la fiducia

È in corso nell’Aula di Montecitorio la discussione generale sul “Decretone”, il provvedimento che contiene misure sul Reddito di cittadinanza e su Quota 100. Gli iscritti a parlare sono 33 e le stime per il termine di dibattito è di circa 10 ore. A intervenire sono soprattutto esponenti dell’opposizione. Il termine per la presentazione degli emendamenti al testo licenziato dalle commissioni era per le 13 di lunedì. Tra le ipotesi sul proseguimento dei lavori la possibilità che sul decreto venga posta la questione di fiducia da parte del governo al termine del dibattito generale. Nel suo intervento in Aula alla Camera il deputato di Leu Guglielmo Epifani ha chiesto:  “Perché l’avete finanziata col disavanzo?. Sapete in disavanzo cosa andava fatto e cosa bisogna fare? Le spese per investimento!”. Inoltre, ha sottolineato Epifani, “L’errore tragico che avete fatto con la legge di bilancio in autunno ce lo stiamo portando dietro; non crediate che il fatto di essere arrivati a zero come crescita di PIL è solo il frutto della congiuntura che rallentava. E’ il fatto che voi quella congiuntura che rallentava non l’avete voluta vedere e capire; vi siete illusi che così non fosse. Se voi foste stati consci, consapevoli della durata e della durezza di quel percorso – ha proseguito Epifani -, avreste voi dovuto mettere al centro un disavanzo forte e una politica straordinaria di investimenti pubblici: non solo le grandi opere ma tante piccole opere di messa in sicurezza del territorio, di messa in sicurezza delle nostre città, di messa in sicurezza delle nostre campagne, di messa in sicurezza delle nostre scuole, dei nostri edifici pubblici, delle nostre case. E’ quello che è mancato: io lo rimprovero”.

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