Nuccio Iovene. Il popolo della sinistra in piazza continua ad esserci. Meriterebbe una rappresentanza politica più unita, più matura, più responsabile. Verso le elezioni, centrosinistra diviso e confuso

Nuccio Iovene. Il popolo della sinistra in piazza continua ad esserci. Meriterebbe  una rappresentanza politica più unita, più matura, più responsabile. Verso le elezioni, centrosinistra diviso e confuso

Incassata la terza sconfitta elettorale in Basilicata, dopo quelle dell’Abruzzo e della Sardegna, il centrosinistra diviso e confuso si appresta a subirne di nuove senza neanche fare finta di aprire una riflessione vera e provare a reagire. Fra poco meno di due mesi, il 26 maggio, ci saranno le elezioni europee insieme alle regionali in Piemonte ed alle amministrative in quasi la metà dei comuni italiani (circa 4.000). Un mese prima si voterà invece per le amministrative in Sicilia, poi toccherà, nei mesi successivi, alle regionali in Emilia Romagna e in Calabria. Una campagna elettorale permanente, lunga oltre un anno, che condizionerà il confronto politico e terrà sotto ricatto il discorso pubblico. Finora il Pd ha provato a reagire alle sconfitte manifestando una incomprensibile soddisfazione perché il centrosinistra è arrivato in tutte e tre le occasioni secondo, sebbene distanziato di almeno dieci-quindici punti percentuali dalla coalizione di destra vincente a guida Salvini. Magra consolazione, sia perché non tiene conto della differenza tra eventuali elezioni politiche, regionali o amministrative, sia perché non considera il peso avuto dal moltiplicarsi delle liste e dei candidati sui risultati locali che hanno in parte sopperito, e non certo posto rimedio, alla crisi di credibilità, radicamento ed identità del centrosinistra, sia perché il centrodestra che si sta profilando è assai pericoloso e più insidioso di quanto non lo siano state le sue precedenti edizioni, sia perché tutte le regioni in cui il centrodestra ha vinto erano, da molto tempo, tutte governate dal centrosinistra e la cosa non può essere liquidata con superficialità senza fare i conti anche con le specifiche responsabilità locali di ogni singola sconfitta. Renzi ha ascritto a se stesso le difficoltà attuali in cui versano i cinque stelle, dimenticando però di ascrivere anche a se stesso lo stato attuale del Pd e del centrosinistra e anche i risultati del centrodestra.

Il doppio forno di cui Salvini dispone è anche frutto delle scelte sbagliate del Pd

Lo richiederebbe la logica prima ancora che la politica. Se i cinque stelle sono oggi in difficoltà perché spinti nell’abbraccio mortale con la Lega di Salvini, a seguito del diktat imposto da Renzi all’indomani delle elezioni sull’impossibilità di un qualunque accordo tra cinque stelle e Pd, anche il doppio forno di cui Salvini oggi dispone è frutto di quella scelta, così come gran parte dei temi su cui quelli oggi al governo stanno mietendo consensi sono stati sdoganati prima proprio dalle politiche del Pd, senza peraltro che nessuno di quelli abbia spostato un solo voto nella loro direzione, anzi. I tentativi di reagire a questo stato di cose al momento sembrano ancora troppo timidi ed incerti. Zingaretti tenta di superare i veti postigli prima delle primarie cercando di dar vita ad una lista per le europee larga (quanto esattamente, come e con chi, e soprattutto per che cosa ancora non è molto chiaro). +Europa e Verdi sembrerebbero allo stato non essere della partita, Calenda invece sì, così come l’ex sindaco di Milano Pisapia, restano in bilico ed incerti quelli di MDP-Articolo1 fuoriusciti dal Pd poco più di un anno fa e la lista dei “civici” di Pizzarotti e Pascucci che sembrerebbero aver abbandonato l’accordo con la Bonino. Sinistra Italiana, Rifondazione e quel che resta di Altra Europa hanno lanciato un appello per la formazione di una lista ispirata al Partito della Sinistra Europea (GUE) che sancirebbe la definitiva rottura di LeU e nella quale non è detto che prendano parte quelli di Possibile, incerti ancora sul loro approdo, né quelli di De Magistris. Ed è curioso che questa incertezza si protragga fin sotto la data ultima della presentazione delle liste e mentre per le regionali e le amministrative i comportamenti e le alleanze sono ispirati alla massima creatività e disinvoltura.  Mentre la frammentazione politica quindi resta alta e le proposte e prospettive restano incerte, il popolo della sinistra in piazza continua ad esserci ed unirsi: dopo averlo fatto nella mobilitazione del 15 marzo contro i cambiamenti climatici in tutta Italia, lo ha rifatto il 23 nella manifestazione a Roma contro le grandi opere inutili e lo rifarà a Verona questo sabato contro la prospettiva oscurantista nei confronti delle donne e delle famiglie. Anche per questa sua tenacia e generosità meriterebbe una rappresentanza politica ben diversa, più unita, più matura, più responsabile.

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