Mario Michele Pascale. Brasile: viva il golpe. Jair Bolsonaro ed il suo Pantheon di torturatori ed assassini

Mario Michele Pascale. Brasile: viva il golpe. Jair Bolsonaro ed il suo Pantheon di torturatori ed assassini

“L’errore della dittatura è stato torturare senza uccidere”. Parola di Jair Bolsonaro, presidente del Brasile. Pronunciò questa frase in una intervista del 2016 ad una emittente radiofonica carioca, Radio Jovem Pan. Ex ufficiale dei paracadutisti, Bolsonaro ha un debole per le dittature militari. Ha infatti riabilitato due mostri dell’America latina: il paraguayano Alfredo Stroessner, famoso come “il nazista dei poveri”, ed il cileno Augusto Pinochet, che non ha bisogno di presentazioni. Oggi si prepara a riabilitare un’altra sfilza di generali, tutti brasiliani, che hanno retto il paese in regime di dittatura militare dal 1964 al 1984. Parliamo di  Humberto de Alencar Castelo Branco, di Artur da Costa e Silva, Emílio Garrastazu Médici, Ernesto Geisel e di João Baptista de Oliveira Figueiredo.

Cosa accomuna questi militari? Erano tutti uomini dell’operazione Condor, voluta dagli Stati Uniti per reprimere, in America latina, tutto il dissenso socialista e comunista. La metodologia operativa era semplice: sparizioni forzate, tortura, omicidio. In Brasile, nel periodo della dittatura militare, circa 377 persone vennero torturate. Di queste 300 erano prigionieri politici. Tristemente famoso era il “Pau de Arara”. Il prigioniero viene appeso e arrotolato ad una sbarra di ferro, in modo che il palo resti bloccato tra l’incavo delle braccia e l’incavo delle gambe. Successivamente vengono legate le caviglie con i polsi. Il torturato viene appeso a circa un metro dal suolo e viene lasciato in quella posizione finché il sangue non circola più, il corpo si gonfia e cessa il respiro. Spesso, a questa tortura, si associavano scariche elettriche ed il waterboarding.

Sulla porta dell’ex ufficio da parlamentare di Bolsonaro pare capeggiasse una scritta: “chi cerca le ossa è un cane”. Ovvio il riferimento ai desaparecidos. La citazione è di Sebastian Rodriguez De Moura, detto Curiò, meglio conosciuto con il suo alias italianeggiante di Mario Luchinni. Curiò, ex ufficiale dell’esercito, curò le operazioni di tortura e sparizione degli oppositori politici della dittatura brasiliana. Meriti sufficienti per entrare nell’Olimpo personale di Bolsonaro.

Recentemente il portavoce di Bolsonaro, Otàvio Régo Barros, parlando ai giornalisti, ha reso noto le disposizioni del presidente brasiliano in merito al 31 marzo, data in cui ricorre l’anniversario del colpo di stato che spianò la strada ai militari. Deve essere un giorno di festa. Il presidente “ha ordinato al ministero della difesa di svolgere commemorazioni appropriate”. In realtà fino al 2011, anno in cui l’ex presidente Dilma Roussef le vietò categoricamente, nelle caserme si sono sempre svolte “commemorazioni non ufficiali” del golpe. Bolsonaro toglie il divieto della Roussef, dando voce ad un Brasile profondo, che non ha mai smesso di essere fascista.

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