Tiziano e Laura Renzi interrogati per 4 ore dal Gp di Firenze. La procura respinge la richiesta di revoca degli arresti domiciliari

Tiziano e Laura Renzi interrogati per 4 ore dal Gp di Firenze. La procura respinge la richiesta di revoca degli arresti domiciliari

Non sono stati sufficienti le risposte date durante le quattro ore complessive di interrogatorio davanti al gip, le memorie difensive e undici nuovi documenti attestanti, tra l’altro, che Tiziano Renzi e Laura Bovoli non hanno più cariche nella ‘Eventi 6’, la società di famiglia: dalla procura di Firenze è arrivato il parere negativo alla revoca degli arresti domiciliari per i genitori dell’ex premier Matteo Renzi, accusati di bancarotta e false fatturazioni, nell’ambito di un’inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative collegate alla ‘Eventi 6’. Adesso spetterà al gip Angela Fantechi, che ha 5 giorni di tempo, decidere sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari per i due coniugi. Oltre a loro due, è finito ai domiciliari anche l’imprenditore ligure Mariano Massone, mentre gli indagati sono in tutto 18.

La revoca degli arresti domiciliari “per la totale insussistenza delle esigenze cautelari” è stata depositata ieri pomeriggio dall’avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Nel provvedimento del giudice che ha disposto le misure cautelari per Renzi senior e Laura Bovoli, eseguito lunedì 18 febbraio, si motivano gli arresti con “il pericolo di reiterazione del reato” ipotizzando il rischio che la società ‘Eventi 6’ “si possa avvalere di altre cooperative”. In sostanza, ai genitori dell’ex premier vengono contestate fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Le avrebbe emesse, secondo i magistrati della procura di Firenze, la ‘Marmodiv’, una delle cooperative coinvolte nell’inchiesta. Ma la ‘Marmodiv’, per la quale è stato chiesto il fallimento nell’ottobre scorso, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per “alleggerire” degli oneri previdenziali e fiscali la società della famiglia Renzi, la ‘Eventi6’. Aggiungono inoltre i pm che la Marmodiv, che distribuisce materiale pubblicitario della Eventi6, “con il consenso del committente, ha sistematicamente destinato, fin dall’origine, al macero una parte del materiale pubblicitario affidatole per la distribuzione”. Sempre secondo l’accusa, i coniugi Renzi sarebbero gli amministratori di fatto di questa cooperativa, come lo sarebbero stati di altre due cooperative già fallite: la ‘Delivery Service’ e la ‘Europe Service’.

La prima venne costituita nell’aprile 2009 da 10 soci, sei dei quali residenti a Rignano sull’Arno (Firenze). Da quanto ricostruito dai pm, molti dei soci fondatori non avrebbero neppure saputo di esserlo. La Delivery venne poi abbandonata e fatta fallire. Da lì è partita l’inchiesta che ha portato alle misure cautelari. Stesso destino ha avuto la Europe Service e la stessa fine sarebbe toccata alla Marmovid. Per il legale dei genitori dell’ex premier, che ha sottolineato come i suoi assistiti siano “afflitti da una misura cautelare esosa a nostro avviso sotto il profilo della sua eccessività”, il rischio di reiterazione del reato “evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi 6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi 6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl non c’è più”.

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