Sardegna. Domenica 24 si vota per le Regionali. Seggi aperti dalle ore 7 alle 22, lo spoglio lunedì. Competizione mediaticamente drogata a favore di Salvini anche per l’Agcom

Sardegna. Domenica 24 si vota per le Regionali. Seggi aperti dalle ore 7 alle 22, lo spoglio lunedì. Competizione mediaticamente drogata a favore di Salvini anche per l’Agcom

La Sardegna domenica 24 febbraio va al voto per l’elezione del presidente della Regione e dei consiglieri regionali per la XVI Legislatura. La votazione avrà inizio subito dopo la chiusura delle operazioni preliminari degli uffici di sezione, che cominceranno alle 6.30 e si protrarrà sino alle 22 della stessa giornata di domenica. Per poter votare occorre presentarsi al seggio muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Qualora la tessera elettorale sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche negli stessi giorni della votazione, all’Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. Al seggio sarà consegnata ad ogni elettore un’unica scheda di colore verde con una matita copiativa. Sulla scheda l’elettore può esprimere il proprio voto sia per un candidato alla Presidenza della Regione sia per una qualunque delle liste circoscrizionali, anche non collegata al Presidente votato. E’ possibile esprimere uno o due voti di preferenza per i candidati consigliere delle liste circoscrizionali indicando il cognome ovvero il nome e il cognome dei candidati prescelti. Nel caso di espressione di due preferenze esse devono riguardare due candidati di genere diverso della stessa lista circoscrizionale. Lo spoglio inizia alle 7 di lunedì 25 febbraio e dovrà concludersi entro le 19.

I candidati presidenti (tutti maschi) e le liste che li appoggiano

Sono otto le circoscrizioni elettorali della Sardegna nelle quali sono candidati i sette aspiranti presidenti con 1364 candidati, suddivisi in 24 liste, che aspirano a diventare consiglieri regionali della XVI Legislatura alle elezioni del 24 febbraio prossimo. In 58 andranno a sedersi sui banchi del Palazzo di via Roma a Cagliari, due posti sono riservati al presidente eletto ed al candidato presidente della coalizione che arriva seconda. Sono 24 le liste a sostegno dei sette candidati alla presidenza della Regione. Undici, con 643 candidati, sostengono Christian Solinas, candidato del centrodestra per Lega, Forza Italia, Psd’Az, Udc, Fdi, Riformatori Sardi, Energie per l’Italia, Unione Democratica Sarda, Sardegna20Venti, Sardegna Civica, Frtza Paris. Il centrosinistra sostiene Massimo Zedda con 8 liste per un totale di 433 candidati: ‘Noi, la Sardegna con Massimo Zedda’, Campo Progressista, Leu, Pd, Cristiano Popolari Socialisti, Sardegna in Comune, Progetto Comunista e Futuro Comune. M5S sostiene Francesco Desogus, Mauro Pili è il candidato di ‘Sardi Liberi’, Paolo Maninchedda per il Partito dei Sardi, Andrea Murgia con autodeterminazione, tutti con 60 candidati, mentre Vindice Lecis, sostenuto da Sinistra Sarda, Rifondazione, Comunisti Italiani ha 48 candidati. Il candidato presidente che riporta il maggior numero di voti viene eletto e la coalizione vincitrice ha diritto al premio di maggioranza in ragione del 55 per cento dei seggi in Consiglio, cioè 33 consiglieri se riporta una vittoria tra il 25 e il 40 per cento. Superando la soglia del 40% il premio di maggioranza è del 60%, pari a 36 seggi. Per essere rappresentata in Consiglio regionale una coalizione o un partito, dev’essere superato lo sbarramento rispettivamente del 10 e del 5%.

La Sardegna al centro del dibattito politico nazionale, molte presenze governative e l’assist dei media. L’Agcom stigmatizza la Rai: oscurato il pluralismo

In Sardegna non si ricorda una concentrazione di leader politici, premier e vicepremier come quella straordinaria della campagna elettorale che si chiude oggi. Domenica si vota per le regionali e mai l’isola aveva ricevuto cosi’ tanta ‘attenzione’ come nelle ultime due settimane, segno della connotazione nazionale attribuita alla consultazione, finita sotto i riflettori anche per la concomitante protesta dei pastori per il prezzo del latte ovino. I più presenti in assoluto, segno di quanto tengano a sottrarre la Sardegna al centrosinistra anche in vista delle elezioni europee di fine maggio, sono stati il segretario leghista, Matteo Salvini, e il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che in Costa Smeralda ha Villa Certosa, ieri riuniti a Cagliari assieme alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per tirare la volata al candidato di centrodestra Christian Solinas. Per la verità, Salvini &co hanno potuto godere della complicità dei media, e in particolare della Rai, che ha letteralmente oscurato tutti gli altri, a partire dai candidati di sinistra. Sull’annullamento della par condicio in occasione della campagna elettorale è intervenuta l’Agcom: “anche alla luce delle prescrizioni in tema di pluralismo recate dal nuovo contratto di servizio, stante l’approssimarsi della campagna elettorale, l’Agcom ha ritenuto di rivolgere un richiamo alla Rai per una effettiva parità di trattamento tra soggetti politici che devono fruire di tempi adeguati rispetto alla loro rappresentanza parlamentare, avendo cura di assicurare che la presenza degli esponenti istituzionali sia funzionale alla completezza dell’informazione sulle iniziative del Governo”. Una competizione drogata sul piano dell’informazione, insomma, conferma l’Agcom, a favore di Salvini e del centrodestra, e in parte dell’alleato di governo, il M5S.

La difficile campagna elettorale di Massimo Zedda: “sono arrivati tutti, tranne Godzilla”

Per il rivale di centrosinistra, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda candidato al posto del governatore uscente Francesco Pigliaru, gli assist sono arrivati dal collega di Parma Federico Pizzarotti, dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia e dal candidato alla segreteria del Pd Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Per i suoi sostenitori il giudizio è unanime: “Zedda è il candidato migliore per governare la Sardegna”. E Lui, nella sua campagna elettorale solitaria, scherza sui big giunti in massa nell’isola: “Qui sono arrivati tutti, manca solo Godzilla”. Così il sindaco di Cagliari è diventato bersaglio degli attacchi del ricompattato centrodestra, deciso a soffocare sul nascere quello che potrebbe rappresentare un punto di riferimento per un’eventuale riscossa del centrosinistra.

M5S. Di Maio chiude la campagna elettorale attaccando ferocemente Salvini

Luigi Di Maio alza il tiro sull’alleato di governo Matteo Salvini, e nel comizio di chiusura della campagna elettorale per la Sardegna, con il candidato presidente Francesco Desogus, spara tutte le cartucce a sua disposizione. Il colpo più duro prova ad assestarlo sulla protesta dei pastori sardi, di cui Salvini si è intestato il tentativo di soluzione della vertenza tra allevatori e produttori di formaggio: “Anche io sono al fianco dei pastori, ma io non li prendo in giro. Ci dobbiamo stare con i fatti, altrimenti rischiamo di farli incazzare ancora di più e hanno ragione”, dice criticando l’idea del “deus ex machina che arriva e risolve i problemi”. Assicura quindi che il decreto latte di cui si parla “sarà scritto insieme ai pastori”, e mette sul piatto la “disponibilità del Ministero dell’Economia, ho sentito la Castelli, di dare molto più tempo agli allevatori per restituire i prestiti con la Regione che li stanno strozzando e dare respiro a queste persone”. Poi chiama in ballo direttamente l’alleato anche sul nucleare: “Sentire Salvini che parla di sì al nucleare è una follia, sarebbe un favore alle lobby. Avete la mia parola che finché ci sarò io la Sardegna non diventerà una discarica di scorie nucleari né avrà centrali nucleari”. E poi attacca duramente anche la coalizione di centrodestra, quelli che dicono di “essere il nuovo per poi ripresentare i vecchi, i voltagabbana e gli impresentabili”. Ma che il M5s rischi di essere fuori dalla partita in Sardegna, Di Maio lo riconosce abbassando le aspettative: “Entreremo per la prima volta nella storia nel consiglio regionale della Sardegna, ci sarà comunque da festeggiare”. E comunque “non ci intimidiscono dicendo che il Movimento va male alle amministrative. Io mi sono candidato con il M5s quando era al 2%… E sono anni che sperano che il M5s possa morire e sono anni che restano sempre delusi”.

 

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