Roma Capitale, ok del Consiglio comunale, con i soli voti M5S, a Tasi 2019 al massimo dell’aliquota

Roma Capitale, ok del Consiglio comunale, con i soli voti  M5S, a Tasi 2019 al massimo dell’aliquota

Il Comune di Roma continuerà ad applicare la massima aliquota prevista dalle leggi nazionali per la Tassa per i servizi indivisibili forniti dai Comuni (Tasi). Lo prevede la proposta n. 17/2019 presentata dalla Giunta Raggi e approvata dall’Assemblea capitolina con i voti della maggioranza M5S e recante “Mantenimento, per l’anno 2019, della maggiorazione TASl di cui al comma 677 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, nella misura dello 0,8 per mille”. La Tasi viene pagata per coprire i costi affrontati dai Comuni per l’illuminazione stradale, giardini, parchi, asili, scuole, non è dovuta dai possessori di una prima casa non di lusso, ma la si paga per seconde case, negozi, uffici, capannoni. “Continuiamo ad applicare una norma statale che ci consente di mantenere l’aliquota all’8% per la copertura dei servizi indivisibili e che vale per il Comune di Roma un gettito da 110 milioni l’anno”, ha spiegato l’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti.

Bocciati tutti gli emendamenti presentati da Fdi per chiedere una riduzione dell’aliquota allo 0,5%: “ci saremmo aspettati una riduzione a fronte di servizi inesistenti – ha spiegato il consigliere di Fdi Francesco Figliomeni presentando gli emendamenti -. Io stesso inondo di richieste gli uffici capitolini per interi quartieri che rimangono al buio, oltre a tutti gli altri disservizi che sono sotto agli occhi di tutti”. Piccata la risposta del presidente M5S della commissione Bilancio Marco Terranova: “è una tassa che tocca chi ha le seconde case e i castelli, basta! – ha affermato a voce stentorea – Ci piacerebbe non avere ogni anno un debito ingente da onorare per le spese allegre di chi è venuto prima, e ci piacerebbe non doverlo ricordare sempre. Però è così e le cose non possono essere diverse al momento”, ha concluso. La delibera, però, non è risultata immediatamente eseguibile al secondo voto d’Aula perché non ha raggiunto il numero di preferenze necessarie.

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