Industria. Calano ordini e fatturato. L’economia collassa? Il governo impegnato a salvare il vicepremier. I sindacati attaccano la politica di Salvini-Di Maio. Fornaro (Articolo1): “dai gialloverdi nulla di nulla”

Industria. Calano ordini e fatturato. L’economia collassa? Il governo impegnato a salvare il vicepremier. I sindacati attaccano la politica di Salvini-Di Maio. Fornaro (Articolo1): “dai gialloverdi nulla di nulla”

Le notizie si sperdono. Il calo, pesante, del fatturato e degli ordini dell’industria, a dicembre meno 3,5 rispetto a novembre, su base annua -7,8%, passa in secondo piano quando non è proprio trascurato. Forse è giusto così. Come si dice in gergo, il cane più grosso abbaia più forte del piccolino, anche se costui, la bestiolina, a volte fa più chiasso del cagnone. Forse non è giusto perché il calo del fatturato, degli ordini per non parlare dell’export che naviga in cattive acque, non sono avvenimenti estranei alla situazione economica pesante e, aggiungiamo, alla vicenda della famiglia di Renzi Matteo che non è un belvedere della immagine del nostro paese. Non è un caso, ma un segnale chiaro e forte, se l’Italia ormai è pericolosamente in Europa, se il presidente del Consiglio viene sbeffeggiato di fronte ad un Parlamento europeo più che dimezzato che lo ascolta stancamente, tanto che ci scappa l’offesa. In Europa noi ormai siamo quelli che stanno con i reazionari, gli xenofobi alla Orban, quelli di Visegrad, i giubbetti gialli francesi che seminano devastazione, irriducibili reazionari. E che vogliamo pure – ci viene detto negli ambienti di Bruxelles e in quelli di Francoforte, leggi Bce, Mario Draghi, l’aiuto che ci ha dato acquistando i nostri titoli di Stato, il “quantitive easing” – che la Bce continui in questa politica? Abbiamo risparmiato decine di miliardi per effetto del minore costo di rifinanziamento del debito pubblico in scadenza. Ma questa politica che era necessaria per non far affondare l’Europa, come deciso proprio dallo stesso Draghi, è finita. Ora non si ballerà un lento tango, ma sarà la volta di un pimpante valzer, quello della Vedova allegra al confronto sarà un niente, che rischia di travolgere l’Italia amministrata dai gialloverdi, incompetenti e incapaci, l’attenzione dei media rivolta solo a miserabile voto del Senato per salvare il vicepremier.

L’attenzione dei governisti è tutta volta al miserabile voto pro Salvini  

L’attenzione dei media è stata  volta a  quel miserabile voto con cui i grillini  hanno salvato, per ora, Salvini Matteo, stracciando la Costituzione ed offendendo anche Rousseau che mai avrebbe compiuto una sì nefasta operazione. Grillini cui si sono associati i residui berlusconiani  in attesa che il capo della Lega molli i pentastellati e torni a un bel centrodestra, ancor più reazionario di quanto non lo sia oggi, il che è tutto dire, con i “fratellini” della Meloni che scalpitano in attesa di un posticino di governo. Anche se ci sono i pentastallati, poi si vedrà, un ministero, ma anche un sottosegretariato andrebbe bene per la capoccia sempre presente in tv a strillare. Per non parlare di Gasparri che da presidente della Giunta per le Immunità al Senato non è stato certamente super partes. Anzi, ha fato fuoco e fiamme perché venisse approvata la sua relazione insieme alla proposta, sempre da lui fatta, di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini che per cinque giorni ha impedito lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti. Aggiungiamo la vicenda della famiglia Renzi con gli arresti domiciliari per il padre e la madre dell’ex presidente del Consiglio e il quadro è completo. I nuovi dati economici, che fanno tremare i polsi, hanno solo un angolino negli spazi dell’informazione.

Il quadro  più che preoccupante tratteggiato dall’Istat. Risale lo spread

Vediamo il quadro come descritto da Istat. Il fatturato all’industria italiana a dicembre subisce una forte diminuzione, sia in termini congiunturali (-3,5%) sia tendenziali (-7,3%), ai minimi da novembre 2009. Sull’anno si registra un mese pesante soprattutto per il comparto dei mezzi di trasporto (-23,6%) e della farmaceutica (-13%), regge invece l’abbigliamento (-1,6%). Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, gli autoveicoli scendono del 7,5% (dati grezzi), ma la flessione più ampia si registra negli altri mezzi come aerei, navi e treni. Sul fronte degli ordinativi totali non va molto meglio: -1,8% sul mese, -5,3% sull’anno (ai minimi da luglio del 2016). A soffrire di più, in questo caso, sono le apparecchiature elettriche e quelle non elettriche a uso domestico (-21,4% dati grezzi) e i computer ed elettronica (-20,3%, dati grezzi). I mezzi di trasporto segnano un -11,4% con le commesse di autoveicoli che crollano del 18,4%. Unico settore con il segno più è quello dei macchinari ed attrezzature (+5,4%). Immediati i riflessi sulla Borsa con lo spread, il differenziale fra i nostri Bot e  i bund tedeschi, che si allarga  a quota 274.

Immediate reazioni di forze politiche, sindacati, Confindustria. Rischio stangata per le famiglie

Molto preoccupate le reazioni di forze politiche, sindacati, Confindustria che arrivano alle agenzie di stampa poco dopo la pubblicazione dei dati da parte dell’Istat. “Anche i dati negativi sul fatturato dell’industria confermano che l’Italia sta entrando in recessione: dal Governo un silenzio assordante”, afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro (Articolo 1). “Dai grandi comunicatori Salvini e Di Maio – prosegue Fornaro – nessuna proposta per contrastare questa brusca frenata della nostra economia. In questi mesi i due vicepremier ci hanno abituato a dirette facebook e a tweet a raffica e adesso che ci sarebbe bisogno di mettere in campo proposte in materia di politica economica nulla di nulla”. “Le imprese e i lavoratori non possono essere lasciati soli ed è sempre più urgente quel piano straordinario di investimenti pubblici e privati che dalla primavera scorsa chiediamo sia realizzato”, conclude Fornaro. Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd sottolinea che “La cosa più preoccupante è che dietro questo patto di potere inizia a prendere forma il rischio una stangata per gli italiani”. ”Prende forma – ha proseguito – una manovra correttiva.  I conti non tornano, inizia ad essere chiaro, la produzione industriale – ha ricordato – è crollata a livelli del 2009. Quindi questo accordo di potere che schiaccia e distrugge identità purtroppo è anche un patto che inizia ad avere un costo insostenibile per le famiglie degli italiani”. Brunetta responsabile economico di Forza Italia, parla di una “pesante correzione dei conti pubblici da parte del governo.

Un tracollo tanto grave quanto preannunciato. Un esecutivo che non investe

Si tratta degli effetti delle politiche economiche intraprese dai gialloverdi. Non solo non  hanno creato  un solo euro di crescita ma stanno affossando, al contrario, tutto il nostro comparto industriale”. Da parte della Cisl interviene il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra che parla di “un tracollo tanto grave, quanto, purtroppo, preannunciato. I dati diffusi dall’Istat – afferma – rilevano le gravi criticità della politica di sviluppo del Governo. Un esecutivo che in manovra spende tanto, ma non investe quasi nulla sulle leve fiscali ed infrastrutturali necessarie a rilanciare occupazione, produttività e innovazione. L’impostazione dell’Esecutivo manca di visione e progettualità, specialmente nella politica industriale: mortifica formazione e competenze, taglia risorse e strumenti sull’innovazione, sul Mezzogiorno, sul raccordo scuola-lavoro. E finisce per amplificare le debolezze di un sistema produttivo che già soffre”.

I sindacati chiedono una immediata convocazione da parte del governo

Dalla Cgil arriva la richiesta, così come nella grande manifestazione di Piazza San Giovanni, di una immediata convocazione dei sindacati, che si apra un confronto sui temi del lavoro  come nella  piattaforma Cgil, Cisl, Uil presentata al presidente del Consiglioma rimasta lettera morta. Gianna Fracassi, vicesegretaria generale della  Cgil, in una dichiarazione  rilasciata  qualche giorno fa ad “Eccoci”, il supplemento del nostro giornale, affermava che il “governo deve rispondere ai sindacati. Bisogna cambiare rotta alle politiche economiche, rimettendo in campo l’idea di investimenti con un tratto di medio, lungo periodo una risposta ai problemi del presente, ma anche per poter dare una prospettiva ai ragazzi e alle ragazze. Bisogna cambiare rotta alle politiche economiche, rimettendo in campo l’idea di investimenti con un tratto di medio-lungo periodo per far uscire l’Italia dalle secche della recessione e della stagnazione del periodo”.

Boccia (Confindustria). Subito l’apertura dei cantieri con  più occupazione e crescita

Da parte confindustriale da segnalare l’intervento del presidente Vincenzo Boccia. “Sono dati che fanno riflettere – dice – che impongono un dovere ed una responsabilità di tutto il Paese a reagire ad un contesto economico che sta rallentando che è arrivato anche in casa essendo il nostro un Paese ad alta vocazione all’export. Una delle proposte che abbiamo fatto è quella di aprire immediatamente i cantieri che sono elementi cosiddetti anticiclici che comporterebbero occupazione e più crescita. La questione temporale – ha sottolineato Boccia – diventa importante: in quanto tempo lo facciamo diventa dirimente”.

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