Francia. Continua a scemare la protesta dei gilet gialli. Ministero Interno: 41.500 dimostranti, 5mila a Parigi. Offese antisemite al filosofo Alain Finkielkraut

Francia. Continua a scemare la protesta dei gilet gialli. Ministero Interno: 41.500 dimostranti, 5mila a Parigi. Offese antisemite al filosofo Alain Finkielkraut

Sono 41.500 le persone scese nelle strade in Francia nell’Atto 14 dei Gilet gialli, di cui 5mila a Parigi. Lo ha fatto sapere il ministero dell’Interno. La settimana scorsa erano stati 51.400, di cui 4mila a Parigi, secondo la stessa fonte. I dati sono regolarmente contestati dal movimento di protesta.

Tre mesi di manifestazioni, un movimento ancora sparpagliato e un inizio di stanchezza che pervade l’opinione pubblica: i “gilet gialli” hanno iniziato il loro atto quattordici in ordine sparso, con un corteo a Parigi e altri raduni previsti in provincia. Intorno alle 11, centinaia di manifestanti con il vestito simbolo della protesta si sono riuniti nella calma a Parigi, a place de l’Etoile all’altezza degli Champs-Elysees. “Ho partecipato a 12 atti su 14. Non ne posso più di questo sistema marcio”, ha raccontato un 44enne, arrivato da Yvelines. Il corteo, controllato da un imponente dispositivo di forze dell’ordine, si è svolto nella tranquillità, malgrado qualche fumogeno e coro ostile, in particolare nei confronti del presidente Emmanuel Macron. Cortei si sono inoltre svolti a Pont-à-Mousson, Lunéville o Essey-lès-Nancy. “Non sarà tollerato alcun blocco o filtro”, ha avvertito la prefettura. A Strasburgo sono stati 110 i “gilet gialli” che hanno partecipato all’unico raduno in programma questa mattina, secondo la polizia. Lanciata il 17 novembre, questa contestazione inedita sta inoltre vedendo affievolire il largo sostegno popolare di cui godeva: per la prima volta, la maggioranza dei francesi (56 per cento) ha chiesto che la mobilitazione si fermi, secondo un sondaggio diffuso mercoledì.

“In Francia, nel 2019, i nazistelli attaccano uno scrittore francese al grido ‘ritorna a Tel Aviv’ e ‘noi siamo il popolo’. Possa questa scena allucinante polverizzare gli ultimi resti dell’impunità mediatica di cui godono i gilet gialli. Sostegno totale a Finkielkraut”, afferma, in un tweet, Bernard-Henri Lévy. Lo scrittore e filosofo stigmatizza l’aggressione verbale subita a Parigi da Alain Finkielkraut, oggetto di insulti da parte di un gruppo di gilet gialli.

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