Caso Diciotti. La Giunta del Senato, come previsto, ha negato il processo contro Salvini, per 16 voti contro 6. Il 5S Giarrusso fa il segno delle manette ai colleghi del Pd

Caso Diciotti. La Giunta del Senato, come previsto, ha negato il processo contro Salvini, per 16 voti contro 6. Il 5S Giarrusso fa il segno delle manette ai colleghi del Pd

La Giunta del Senato ha deciso dunque di respingere la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania, com’era ampiamente prevedibile dopo lo scivolone dei 5Stelle. Ora sarà l’aula a doversi esprimere sulla relazione a firma Gasparri. Ieri sera il Movimento 5 stelle, tramite voto online sulla piattaforma Rousseau, ha deciso infatti di non concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del titolare del Viminale per il caso della nave Diciotti. Il Tribunale di Catania accusa Salvini di “sequestro di persona aggravato”, per non aver fatto sbarcare – per 5 giorni – 177 migranti arrivati sul molo di Catania dopo essere stati soccorsi dalla nave della Guardia costiera Diciotti. A votare a favore, oggi, sono stati i 7 senatori M5s, i 3 della Lega, i 4 di Forza Italia (compreso il presidente di Giunta e relatore, Gasparri), i 2 di Fratelli d’Italia e Autonomie; a votare contro il Pd, Pietro Grasso (Leu) e l’ex 5 stelle Gregorio De Falco.

I senatori del Partito democratico hanno duramente contestato Mario Michele Giarrusso, esponente del Movimento 5 stelle, al termine della seduta della Giunta delle Immunita’. ‘Onestà onestà onestà’, hanno gridato gli esponenti dem ai quali il senatore 5s si è rivolto facendo il gesto delle manette e ai cronisti che gli chiedevano di replicare alla protesta ha risposto: “Sono quelli che hanno i parenti arrestati”. Un insulto davvero increscioso per un senatore della Repubblica, a chiunque fosse indirizzato, un atto di sciacallaggio politico, dal momento che le vicende di Renzi non sono comparabili con quelle di Salvini (per il quale non è stato possibile, appunto, affidare alla magistratura l’incarico di svolgere l’inchiesta).

Il presidente della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari di palazzo Madama, Maurizio Gasparri, ha affermato di essere “contento che la mia tesi abbia visto 16 voti a favore contro 6”, in merito alla decisione dell’organismo che ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei riguardi del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la vicenda della nave Diciotti. “A me interessa”, ha proseguito Gasparri, “l’iter corretto dal punto di vista procedurale e largamente condiviso dalla maggioranza. Agisco nel solco della Costituzione e del regolamento”.

Il commento di Giuseppe Massafra, segretario nazionale Cgil: “brutta pagina per il nostro Paese”

“Si tratta di una brutta pagina per il nostro Paese, la decisione degli attivisti del Movimento 5 stelle, con il voto sulla piattaforma Rousseau, di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro degli Interni per il caso Diciotti. Una mera azione propagandistica, quella di Matteo Salvini, fatta qualche mese fa con precisa volontà sulla pelle di poveri disperati,tenuti per giorni in ostaggio su quella nave. Un fatto gravissimo, che non ha precedenti in Italia, come è avvenuto poi qualche settimana fa, in altre circostanze, con la Sea Watch”. Così Giuseppe Massafra, segretario confederale Cgil, oggi ai microfoni di “Italia Parla”, la rubrica di RadioArticolo1.

Fatti come questi rischiano di ripetersi, a danno della divisione dei poteri dello Stato, mettendo seriamente a rischio le istituzioni del nostro Paese. “Nel contempo, il ministro dell’Interno aumenta la propria consapevolezza di poter assumere azioni irrispettose, non solo della legge ordinaria, ma anche dei princìpi costituzionali, agendo in maniera del tutto sbagliata, se non addirittura pericolosa. Dopo quanto accaduto, la preoccupazione che democrazia e diritto siano pesantemente compromessi è assolutamente reale. Anche in passato ci siamo trovati – penso al governo Berlusconi – a dover decidere sull’autorizzazione a procedere rispetto a reati commessi dalla persona nella sfera privata. In questo caso, però, stiamo parlando di un reato ben più grave, perché attiene a una decisione politica che ha messo pesantemente in discussione dei diritti umani sulla condizione generale delle persone”, ha detto il sindacalista.

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