Aferpi Piombino. Fiom Livorno, azienda dinamica, ma restano nodi. Enrico Rossi chiede riattivazione tavoli interministeriali

Aferpi Piombino. Fiom Livorno, azienda dinamica, ma restano nodi. Enrico Rossi chiede riattivazione tavoli interministeriali

Al tavolo di oggi al Mise, Aferpi di Piombino “ha presentato il quadro della situazione dimostrando un certo dinamismo nella ricerca di nuovi mercati e l’obiettivo della continuità produttiva: a marzo saranno attivati tutti e tre i treni di laminazione e ci sono le garanzie sulle forniture di semi-prodotto”. Lo spiega David Romagnani, segretario Fiom-Cgil della provincia di Livorno al termine dell’incontro al ministero, secondo il quale però restano luci e ombre: “Jindal non è sicuramente Rebrad, si vede l’inversione di tendenza che ispira un cauto ottimismo, ma la vera soddisfazione sarebbe avere la certezza dell’investimento per la realizzazione dei forni perché Piombino deve tornare a colare acciaio”. L’elemento più critico sono poi gli ammortizzatori sociali: a ottobre 2019 scadrà la cassa integrazione per aree di crisi industriale complessa e “anche se il governo rifinanzierà lo strumento – ha detto – temiamo che le risorse non siano sufficienti per la regione Toscana e quindi per Aferpi”. Al tavolo si è fatto il punto sul piano industriale che prevede la costruzione di due forni elettrici per la produzione di laminati piani dal 2020 e poi la realizzazione di un terzo forno per laminati lunghi. “Su questo – ha detto Romagnani – l’azienda sta valutando di invertire i progetti e fare subito il forno per i laminati lunghi, a maggio potrebbero già darci una risposta”, per questo motivo proprio in quel mese è stato fissato un nuovo incontro di monitoraggio. Riguardo al tema dei costi dell’energia “il Governo è consapevole della necessità di mantenere i prezzi agevolati per le aziende energivore” e su questo “sarà aperta una discussione”.

La riunione di oggi aveva proprio lo scopo di fare il punto sullo sviluppo del piano Jindal, dopo l’acquisto di Aferpi da parte dell’imprenditore indiano, ma anche sugli impegni assunti da tutti nell’accordo di programma siglato lo scorso maggio, sui tempi del piano di investimenti, la futura produzione di acciaio e le opere di smantellamento. Oltre ai sindacati, all’azienda e al Ministero – rappresentato dal vicecapo di gabinetto Giorgio Sorial – c’erano la Regione, il Comune e l’Autorità portuale. “C’è bisogno di lavorare di più” sollecita il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha chiesto la riattivazione dei tavoli interministeriali. “Su un accordo di programma così complesso – spiega il governatore – c’è la necessità di poter chiamare in causa tutti i ministeri a vario titolo coinvolti, da quello del lavoro a quello delle infrastrutture, da quello dell’ambiente fino allo sviluppo economico appunto”. Quando nove mesi fa fu firmato l’accordo di programma furono messi sul piatto 45 milioni da Regione e Governo per interventi sull’innovazione e la riconversione ecologica della siderurgia, altri 50 milioni dal vecchio accordo di programma per le bonifiche, un centinaio di milioni sull’energia per i cosiddetti “certificati bianchi”, ma anche impegni per un costo competitivo dell’energia. Entro maggio il ministero ha annunciato una nuova verifica. Sul punto specifico degli investimenti Rossi ha chiesto un incontro al Mise con i vertici dell’azienda, alla presenza del ministro. Quanto al tema degli ammortizzatori sociali, la Regione ha preso atto che è stata nominata in questi giorni la commissione che dovrà esprimersi sulla cassa integrazione in deroga. Il decreto di nomina è in fase di registrazione alla Corte dei conti.

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