Tribunale dei ministri chiede l’autorizzazione a procedere contro Salvini per abuso di potere. Ma lui ci scherza. Intanto, la Sea Watch3, con 47 migranti a bordo, chiede un riparo contro la tempesta

Tribunale dei ministri chiede l’autorizzazione a procedere contro Salvini per abuso di potere. Ma lui ci scherza. Intanto, la Sea Watch3, con 47 migranti a bordo, chiede un riparo contro la tempesta

Il Tribunale dei Ministri chiede al Senato il rilascio dell’autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini perché “nella qualità di ministro, violando le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione, non consentendo senza giustificato motivo al competente dipartimento per le libertà civili e per l’immigrazione – costituente articolazione del Ministero dell’Interno – di esitare attivamente la richiesta di POS (place of safety), presentata formalmente da IMRCC (Italian marittime Rescue coordination Center) alle ore 22:30 del 17 agosto 2018 bloccava la procedura di sbarco dei migranti, così determinando consapevolmente l’illegittima privazione della Libertà personale di questi ultimi, costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche a bordo della nave ‘U. Diciotti’ ormeggiata nel porto di Catania dalle ore 23:50 del 20 agosto e fino a tarda sera 25 agosto, momento in cui veniva autorizzato lo sbarco”. Si legge negli atti trasmessi dal procuratore di Catania alla presidenza del Senato. Secondo il Tribunale il “fatto è aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale e con abuso dei poteri inerenti alle funzioni esercitate, nonché per essere stato commesso anche in danno di soggetti minori di età”. Il Senato dovrà pronunciarsi entro sessanta giorni sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’eventuale diniego dovrà essere approvato a maggioranza assoluta. Se la Giunta propone la concessione dell’autorizzazione e non vengono formulate proposte intese a negarla, l’Assemblea non procede a votazioni intendendosi senz’altro approvate le conclusioni della Giunta. In caso diverso sono poste in votazione le proposte di diniego dell’autorizzazione, che si intendono respinte qualora non conseguano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, con conseguente via libera all’autorizzazione. Qualora l’autorizzazione venga concessa, gli atti tornano al Tribunale dei ministri perchè continui il procedimento secondo le norme vigenti.

In una diretta Facebook, il ministro dell’Interno Matteo Salvini replica offendendo i giudici

“Tribunale di Catania, sezione reati ministeriali. Torno a essere indagato, in base all’articolo 605 del codice penale per sequestro aggravato di persone e minori, pena prevista da 3 a 15 anni”. Salvini si rivolge direttamente ai giudici e afferma che non cambierà di un centimetro la sua posizione. Poi mostra ai suoi follower il documento dei giudici, lo legge e commenta così: “Manco fossi uno spacciatore o uno stupratore. Perché? Perché osai, secondo questi tre giudici del tribunale di Catania, bloccare lo sbarco quest’estate dei 177 migranti presenti sulla nave Diciotti – ha affermato, ricordando – Adesso la parola passa al Senato della Repubblica. I senatori dovranno dire sì o no, colpevole o innocente, libero o a processo. Chiarisco subito: non cambio di un centimetro la mia posizione. Barche, barchini e barconi, scafisti, trafficanti, mafiosi o amici di tizio o ong olandesi e tedesche in Italia non sbarca nessuno”. E conclude, con la solita spavalda teoria di chi finge di non aver timore nessuno, suscitando un clamoroso conflitto istituzionale con l’altro potere dello Stato, la magistratura. “Sì, lo rivendico, lo confesso, lo ammetto: ho bloccato la procedura di sbarco dei migranti. Se questa è una colpa, se questo è un reato, sono colpevole di questo reato e mi dichiaro colpevole di altrettanti reati per i mesi a venire”, ha concluso.

E l’Associazione nazionale magistrati stigmatizza toni e contenuti della replica di Salvini

“Le dichiarazioni odierne del Ministro dell’Interno, a commento della decisione del Tribunale dei Ministri di Catania, risultano irrispettose verso i colleghi nei toni di derisione utilizzati e nei contenuti, anche laddove fanno un parallelismo tra i tempi di redazione di un provvedimento giurisdizionale, come noto previsti dalla legge, e il funzionamento di un’azienda privata. Il rischio di una delegittimazione della magistratura, il cui operato viene fatto nel rispetto delle leggi dello Stato, è alto e va assolutamente evitato”, afferma in una nota l’Anm.

Intanto, nel Mediterraneo la nave Sea Watch 3 è alla ricerca di un porto sicuro dove ripararsi da una tempesta

La nave Sea Watch 3 sta navigando nella tempesta verso la Sicilia alla ricerca di un riparo con a bordo 47 naufraghi soccorsi sabato scorso nel Mediterraneo e si riapre la polemica sullo sbarco di migranti in Italia. La ong tedesca, via Twitter, ha riferito di trovarsi in un mare “con onde di 7 metri, pioggia e vento gelido”. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha annunciato che “Palermo (…) è pronta ad accogliere questi naufraghi e gli uomini e le donne che li hanno salvati da morte certa”. A sua volta il primo cittadino di Lampedusa, Salvatore Martello, in un collegamento telefonico con la trasmissione Tagadà su La7, ha riferito: “Il porto di Lampedusa è aperto. Questo succede ogni qual volta c’è maltempo. Vengono a ripararsi a Lampedusa le barche di Mazara del Vallo, le barche tunisine, vengono a ripararsi all’interno del porto di Lampedusa. Questa è una regola internazionale, nel senso che quando il mare è proibitivo ogni nave si può mettere a ridosso del porto, cosa diversa è se si deve chiedere l’autorizzazione a sbarcare o meno”.

Il celodurismo costante di Salvini e Di Maio: vietato l’attracco in un porto italiano. Divieto del tutto illegale

La nave riceverà supporto medico e sanitario, in caso di bisogno – ha affermato il vice-premier e capo dei cinque stelle, Luigi di Maio – ma poi dovrà puntare la prua verso Marsiglia, ha attaccato. Categorico invece l’altro vice-premier e leader della Lega, Matteo Salvini, alle prese con l’autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania per il mancato sbarco della Diciotti quest’estate: “In Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare, questo vale anche per la nave della Sea Watch, che ha fatto a gara con la guardia costiera libica per raccogliere 47 migranti, ha vagato davanti alla Tunisia senza far niente, ha vagato davanti a Malta senza far nulla e adesso arriva in Italia, no, nisba, niet”.

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