Sui migranti, Beppe Grillo esalta la posizione di Salvini, ma ricorda la parabola evangelica del ricco Epulone

Sui migranti, Beppe Grillo esalta la posizione di Salvini, ma ricorda la parabola evangelica del ricco Epulone

Alla solidarietà concreta manifestata da tante persone italiane verso i migranti fanno da pendant le parole cattive e ciniche di Beppe Grillo, il guru del M5S. Evangelicamente, è l’atteggiamento del ricco Epulone nei confronti di Lazzaro che alla sua mensa veniva trattato peggio dei cani. Ecco le parole di Beppe Grillo: “La questione dell’immigrazione è epocale. Causata, innescata e diretta dalle menti più ciniche che si possano immaginare. Sia noi che la Lega intendiamo impedire questo mercimonio della sofferenza. Puoi fare come Minniti che ha bloccato il varco senza dirlo esplicitamente, per poi declamare i diritti umani come un bimbo che recita la poesia di Natale. Oppure puoi fare come questo governo: impedire lo spaccio di false speranze e intanto ridiscutere tutta la questione a livello europeo. Il che significa anche graffiarsi un po’ con la Francia, che non resiste ai suoi istinti colonialisti”. Lo dice in un’intervista al quotidiano ‘America Oggi’. “Affrontare una questione del genere, che era stata spostata sull’Italia in accordo con chi ci ha preceduto in cambio di qualche aiutino- aggiunge- richiede anche una certa rudezza e assunzione di responsabilità”. Ora, delle due l’una: o le migrazioni sono un fatto epocale, e vanno assunte come tale in tutto il mondo nord-occidentale, oppure sono il frutto di un complotto (magari giudaico-pluto-massonico, come una volta pensavano gli aderenti ai partiti fascisti, anche perché Grillo non ci dice chi siano “le menti più ciniche”). Nel frattempo, quel che si capisce, è che M5S ha aderito alla deriva trumpista e leghista della costruzione dei muri, questi sì frutto di menti diaboliche e ciniche. In ogni caso, fa davvero pena leggere in filigrana nelle parole di Grillo quello che Gesù Cristo aveva previsto con la parabola del ricco Epulone che lascia Lazzaro alla sua porta, perché povero e derelitto, “bramoso di sfamarsi” alla sua mensa, di commensali ricchi e privilegiati (e i 5Stelle lo sono, come lo sono i leghisti). No, la pietà non abita nei quartieri alti dei pentastellati.

La parabola del ricco Epulone e di Lazzaro, raccontata nel Vangelo di Luca

“C’era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi”. Chissà se chi brandisce Vangelo e rosario ai comizi è in grado di leggere e capire questa lezione evangelica.

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