Siamo con i sindaci e le Regioni nella battaglia di civiltà a sostegno dei diritti dei migranti. Odio e bugie del governo gialloverde. Serve una più forte e unitaria iniziativa delle sinistre a difesa della Costituzione

Siamo con i sindaci e le Regioni nella battaglia di civiltà a sostegno dei diritti dei migranti. Odio e bugie del governo gialloverde. Serve una più forte e unitaria iniziativa delle sinistre a difesa della Costituzione

Se non ci fosse la dichiarazione della portavoce della  Sea Watch, Federica Mameli, la quale annuncia che a bordo della imbarcazione che staziona nelle acque territoriali di Malta ci sono sette minori, ripetiamo sette, di cui tre bambini fanno parte di un solo nucleo familiare, un padre, una madre, i figli, avremmo stentato a credere che questo era il problema che impediva lo sbarco dalla nave, a Malta o in qualsiasi porto italiano dei migranti. Invece è proprio così. Salvini che ci tiene tanto a mostrarsi padre affettuoso, pronuncia spesso la parola papà e tira fuori il rosario che porta sempre seco, strilla, grida, promette sfasci in Italia, in Europa, nel mondo intero. “La pacchia – dice ad ogni ora del giorno e della notte – è finita” ed accusa di tradimento i sindaci, i presidenti delle Regioni, impegnati in una campagna, con appropriate iniziative di cui parliamo in altra parte del giornale, rivolte alla Consulta, perché proclami la incostituzionalità delle norme contenute nel decreto sulla sicurezza predisposto dal governo gialloverde.

Torniamo così alla vicenda che riguarda 32 persone della Sea Watch, più una ventina di marinai che costituiscono l’equipaggio e 17 imbarcate sulla Sea Eyes. Il vicepremier Di Maio ha avuto un’idea geniale, si fa per dire, perché non è proprio all’altezza. Ha proposto di far sbarcare le donne e i bambini che verrebbero accolti nel nostro paese aprendo i porti  italiani  cosa che Salvini rifiuta. “Dando così – dice il vicepremier – uno schiaffo all’Europa” che non ci fila per niente. Certo, l’Europa sta a guardare, protesta il  Di Maio. Forse ignora che cinque città tedesche si sono offerte per ospitare i migranti mentre il Salvini strilla  sempre più forte accusando i “buonisti” a partire dai sindaci, dall’Anci, l’associazione dei comuni, convocata dal presidente Conte, dai presidente delle Regioni, ai sindacati, la Cgil insieme a Cisl e Uil, Anpi, Arci, Libera di don Ciotti, associazioni del mondo cattolico, associazioni degli studenti, di essere “complici” degli scafisti. Di Maio non può ignorare i rapporti di buon vicinato del Salvini con la peggiore destra presente in Europa, a partire dai razzisti, sovranisti, xenofobi a partire dal gruppo di Visegrad guidato dall’Ungheria per arrivare ai lepenisti francesi. Sempre Di Maio non sa, o fa finta di non sapere, in combutta con il presidente del Consiglio (che ha fatto propria la proposta del suo vicepremier di accogliere solo donne e bambini, provocando l’ira di Salvini), che ci sono nuclei famigliari a bordo  della imbarcazione che sosta nelle acque  territoriali di Malta. Già, lo stesso Di Maio che si è prestato alla sceneggiata del suo incontro con Di Battista di ritorno dalle ferie sudamericane. I due tenevano stretto in un caldo abbraccio il figlio di Dibba. E il presidente della Camera, Fico, quello che sarebbe il più a sinistra, si far per dire, ha esultato per la proposta del vicepremier di consentire lo sbarco di donne e bambini, lasciando in mezzo al mare i papà.

Il nucleo familiare non accetterà mai di essere separato

Dice Federica Mameli che “il nucleo familiare a bordo della imbarcazione non accetterà mai di essere separato e nemmeno noi li separeremo mai. Ribadiamo la necessità di sbarcare in un posto sicuro tutte le 32 le persone”. Conclusione. Si tratta di una grande battaglia di civiltà attorno ad una imbarcazione, un  piccolo gruppo  di migranti, donne, uomini, bambini in fuga da paesi in cui è impossibile vivere. Noi, questo giornale, siamo a fianco di chi si batte nel nostro paese, in Europa, per offrire condizioni di vita, di lavoro dignitose a chi ci chiede aiuto, ospitalità. Siamo con i sindaci, i presidenti delle Regioni, senza se e senza ma. Battersi per cambiare questa orribile legge sulla sicurezza significa difendere la Costituzione, i valori della democrazia che i gialloverdi tentano di smantellare con i referendum senza quorum, di fatto dando un colpo mortale al ruolo del Parlamento. Proprio mentre sta crescendo un movimento a difesa dei valori della Costituzione, da parte della “società civile”, le forze di sinistra potrebbero e dovrebbero svolgere un ruolo primario in questa battaglia di civiltà. Certo, non mancano iniziative dei singoli gruppi, dal Pd a Mdp, Leu, Sinistra italiana, altre formazioni. Ma, come si dice, l’unione fa la forza. E di questo c’è proprio un  grande bisogno.

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