Porti chiusi ai migranti. Protesta dei sindaci. A Salvini dicono: “il nostro mestiere non è una pacchia. Se lo ritiene, pronti a restituirgli la fascia tricolore”. Di Maio offende: fanno solo campagna elettorale

Porti chiusi ai migranti. Protesta dei sindaci. A Salvini dicono: “il nostro mestiere non è una pacchia. Se lo ritiene, pronti a  restituirgli la fascia tricolore”. Di Maio offende: fanno solo campagna elettorale

“Da sindaco e presidente dell’Anci non ho interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro. Faccio solo notare che le nuove norme (quelle sulla sicurezza, ndr) mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà. I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni.  Auspico che Salvini ci convochi. Se poi ritiene che il nostro mestiere sia una pacchia siamo pronti a restituirgli la fascia tricolore e i problemi che affrontiamo”. Parole durissime, espresse dal  presidente dell’Anci, De Caro, una risposta al ministro che ogni giorno reca danno alla immagine del nostro Paese, che  definisce “pacchia” le sofferenze di persone che fuggono da paesi in cui la vita viene considerata men che nulla. Paesi dove si muore di fame quando si sopravvive a guerre devastanti, di malattie che potrebbero essere curate ma non ci sono medici, ospedali, medicine.

Plaude alla iniziativa dei sindaci la presidente dell’Anpi

Plaude ai sindaci “che resistono” la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo. E Salvini, con a ruota Di Maio, anch’egli vicepremier, ha l’impudenza di affermare: “Se qualche sindaco non  è d’accordo si dimetta”. Si rivolge in particolare a Orlando, De Magistris e agli altri sindaci che non intendono applicare il dl sicurezza, che sono disponibili ad accogliere migranti, ad aprire i porti alle imbarcazioni delle  Organizzazioni non governative  che salvano profughi, tra i quali donne e bambine. “Chi aiuta i clandestini – afferma Salvini, il vicepremier  che fa bella  mostra della sua religiosità e del rosario che porta con sé –  odia gli italiani, ne risponderà davanti alla legge e alla storia. Io non mollo. Non si arretra di un millimetro. In Italia si arriva chiedendo permesso. E dico a quei sindaci fenomeni che per cercare un po’ di pubblicità dicono ‘disobbedire a Salvini’. Ma per loro è finita la pacchia”. E a queste parole orribili  si richiama l’altro vicepremier, il Di Maio, protagonista in questi giorni di una sceneggiata di bassa lega (intesa anche come Lega salviniana, ndr), il quale ripete che “la pacchia è finita” e per quanto riguarda le prese di posizione dei sindaci afferma: “Penso sia solo campagna elettorale”. E già che c’era, mette subito la coda fra le gambe a proposito del reddito di cittadinanza. Dal momento in cui il Salvini gli ha mandato a dire che devono essere esclusi gli stranieri, il capo dei pentastellati, ora sotto tutela di Di Battista, una indegna sceneggiata per il ritorno del figliol prodigo in quel delle Dolomiti, ha subito detto signorsì, ma le pare, gli “stranieri” non avranno neppure un euro.

Le sceneggiate di Giggino e Dibba in “ferie” in una baita sulle Dolomiti

Mentre leggiamo le cronache delle gesta del duo Giggino e Dibba, che mette in mostra anche il figlio da poco nato e pure la compagna, bella scenetta di famiglia felice, ci si rivolta il sangue, proviamo disgusto. Ripensiamo al Salvini e al Di Maio i quali si sono affrettati ad elogiare il Presidente della Repubblica e Papa Francesco. Dovrebbero arrossire perché Mattarella, quando ha parlato di comunità, di stop all’odio, quando ha fatto presente che un paese civile, democratico, deve tenere insieme solidarietà e sicurezza. Concetti difficili da comprendere per i vari Salvini e Di Maio, non parliamo dell’avvocato del popolo come si definisce il premier Conte. Meglio tacere. Ci sono migliaia di anni luce di distanza dalle parole del pontefice dalle chiacchiere del presidente del Consiglio che non si accorge neppure delle sofferenze  di migliaia di donne, bambini, bambini che fuggono dalle loro terre, ormai invivibili e cercano in Europa di ricostruirsi una vita degna di questo nome. Non lo possono fare, un delitto contro l’umanità di cui è responsabile il governo gialloverde che nei confronti dei migranti sa usare solo una parola, “pacchia”. È vero che del loro vocabolario fanno parte poche parole. Sono barbari, nel senso peggiore della parola, mancano di umanità, nella sofferenza degli altri, donne e bambini in primo luogo, fanno, esibiscono il peggio di se stessi. Ci chiediamo: ma come è possibile che si impedisca lo sbarco di qualche  naio di  persone?

Impossibile lo sbarco delle imbarcazioni delle Ong nei porti italiani

È possibile, lo dice Salvini: i nostri porti sono chiusi. Ci sono bambini che hanno bisogno di cure, donne in attesa di partorire? Chi se ne frega. È già tanto se dopo giorni e giorni di sofferenze sia stato consentito alle imbarcazioni che hanno salvato i profughi di poter entrare nelle acque territoriali ma non di far scendere a terra qualche decina di persone. Nel mar Mediterraneo non c’è un porto dove sbarcare. A dire poco una vergogna per l’Italia ma anche per l’ Europa che non muove un dito.  Sea Watch e  Sea Eye dopo aver salvato da  morte sicura 49 naufraghi hanno vagato in mare poi sono stati accolti da Malta, ma solo l’ingresso nelle acque territoriali. Le due imbarcazioni sono ormai l’unica flotta, se così di può dire, volontaria della salvezza in mare. Le navi potranno solo ripararsi dal mare grosso, dal freddo e dal  vento, potranno rifornirsi di carburante e di cibo. Si  dirà: sempre meglio che morire in mare come è accaduto nei mesi di fine anno. Ai 49 naufraghi vanno aggiunti anche 22 membri dell’equipaggio. Non vale neppure che cinque città della Germania abbiano dato la disponibilità ad accogliere i profughi, perché di questo si tratta, persone in molti casi che hanno subito torture, violenze.

Decine di migliaia di migranti salvati dalle organizzazioni non governative

La campagna forsennata condotta contro le ong, le organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio di migliaia di migranti, ha  avuto un risultato: quello di impedire, di fatto, i salvataggi in mare. Bloccare le ong, bloccare la migrazione, queste parole d’ordine del governo gialloverde, hanno avuto come risultato la morte in mare, la sofferenza come male minore di decine di migliaia di persone. La Sea Eye, la ong che ora si trova “ospite” nelle acque territoriali maltesi, nell’arco di qualche anno ha salvato 23.000 migranti. SOS Mediterranée con la nave Aquarius ha accolto 29 mila persone. Circa 30 mila i migranti raccolti dalla Phoenix. Altre organizzazioni hanno sospeso l’attività, accusate ingiustamente di essere al servizio di trafficanti, campagna che ha avuto terreno di coltura in Italia al tempo del governo Salvini.

I migranti accolti nelle acque territoriali di Malta in attesa di uno scalo

Ora, i migranti accolti a Malta sono in attesa di uno scalo, un porto dove approdare e poi  indirizzarsi verso città che hanno dichiarato la loro disponibilità ad accoglierli. Ma vale per tutti il cattivo esempio di Malta dove i migranti sono stati soccorsi ma senza poter scendere a terra. Non hanno ricevuto l’assegnazione di uno scalo da cui poter partire verso le località che hanno offerto ospitalità fra cui tre città-land federali: Berlino, Amburgo e Brema. “Eppure, per ottime ragioni – ha detto Jan Ribbek, capo-missione della nave di salvataggio Professor Albrecht Penk –  la legislazione marittima internazionale afferma chiaramente che le persone recuperate da un naufragio devono trascorrere in mare il tempo minimo necessario. Accade invece il contrario, con lunghe attese”. Si è espresso anche Philipp Hahn, capomissione della gemella Sea Watch 3: “è con odiosa mancanza di scrupoli che nessun Paese europeo si prende la responsabilità. Nella sola Germania – continua – 30 città hanno già accettato di accogliere queste persone. La permanenza in mare è quindi la confessione di un fallimento per ciascun membro dell’Unione europea e per il ministro degli Interni tedesco”. Tutto bloccato a livello governativo. L’Europa, con in testa l’Italia, e il vicepremier-ministro dell’Interno che tirano le fila, insieme agli “amici” populisti, sovranisti, razzisti, tira il carro.

Le ong: l’Europa organizzi un sistema di ricerca e salvataggio

Le associazioni non governative, umanitarie, sono state candidate dai gruppi dei parlamentari socialistidemocratici europei al premio Sacharov per la libertà di pensiero hanno preferito indicare le priorità per l’immigrazione e per fermare gli annegamenti. Le associazioni non governative condannano il meccanismo dei respingimenti per procura, che permette ai libici di intercettare i gommoni. In questo modo si deportano migliaia di persone in una detenzione arbitraria, illimitata e illegale, con abusi e atrocità da anni documentate. La seconda richiesta della flotta dei volontari è che l’Europa organizzi un vero sistema di ricerca e salvataggio per garantire che i sopravvissuti siano sbarcati al più presto in un porto sicuro senza che poi vi sia un rimpallo di responsabilità su chi deve accoglierli. “È utile sostenere – scrivono le ONG del mare – anche con servizi, strutture, finanziamenti, le amministrazioni locali, le comunità più piccole e gli stati federali, Regioni o Province che si offrono di accogliere le persone salvate in mare”. Viene chiesta “la fine della criminalizzazione e della diffamazione contro le flotte civili e volontarie di salvataggio. Il continuo attacco ha portato, soprattutto negli ultimi due anni, a bloccare molte imbarcazioni e a tante tragedie evitabili. Un’Europa liberale e progressista è in gioco: chiunque di voi metta la gestione degli immigrati al di sopra del rispetto dei loro diritti umani mette in pericolo le stesse fondamenta europee”.

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