La Comunità ebraica, indignata e colpita, è pronta a querelare il senatore M5S Lannutti per istigazione all’odio razziale. Per aver citato l’infame falso storico dei Protocolli di Sion

La Comunità ebraica, indignata e colpita, è pronta a querelare il senatore M5S Lannutti per istigazione all’odio razziale. Per aver citato l’infame falso storico dei Protocolli di Sion

“Stiamo per presentare, come Comunità ebraica romana, una denuncia per istigazione all’odio razziale contro il senatore Elio Lannutti. La sua citazione, con un tweet, dell’infame falso storico dei Protocolli di Sion è gravissimo per molti motivi. Viene da un rappresentante delle istituzioni. Ed è dilagato sui social: un elemento che innegabilmente produce un ulteriore aggravio di responsabilità per la vasta diffusione che ha avuto”, così Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana, sul Corriere della Sera. Dopo il tweet Dureghello prova “rabbia, sconcerto, inquietudine. Quindi non più semplice preoccupazione. Perché la preoccupazione non può e non deve bastare. Chi ha rispolverato e divulgato uno dei simboli del più odioso antisemitismo siede in Senato: istituzione che dovrebbe rappresentare il luogo più alto della democrazia, della saggezza e della morale. Per di più questa stessa persona appartiene a un Movimento che oggi è decisiva forza di governo. E’ stato varcato un confine inaudito, in una maniera difficile da contrastare se non ci sono chiarissime e nettissime prese di posizione”. Nonostante i vertici del M5S si siano dissociati, “ho apprezzato anche i toni usati con me dal vicepresidente Di Maio durante un nostro scambio di messaggi notturno, lunedì sera: era in una situazione in cui non poteva parlarmi al telefono. Ma non può bastare una semplice dichiarazione. Né un dialogo fatto di messaggi, anche se dai toni molto significativi. Così come per me stessa non è sufficiente spiegare la gravità di ciò che è accaduto con un tweet o con una semplice frase. Per quanto mi riguarda non è sufficiente”. Quindi la scelta esemplare sarebbe “l’espulsione”, “una scelta trasparente ed eloquente. Siamo a ridosso della Giornata della Memoria. Ma certe manifestazioni non possono e non devono essere formali. Inutile parlare di lotta all’antisemitismo se non seguono atti concreti in una situazione gravissima come questa”.

Noemi Di Segni, presidente delle Comunità ebraiche italiane: “Lannutti non può essere senatore”

“Credo che sia gravissimo, per come la vedo io, e lo dico non con coraggio ma con consapevolezza: un senatore della Repubblica italiana non può essere senatore se questo è quello che ha nella sua mente”, ha affermato Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Italiane, a margine di un convegno a Firenze, a proposito del tweet del senatore M5S Elio Lannutti con la citazione sui Protocolli dei Savi di Sion. “Non è una riserva mentale – ha aggiunto Di Segni – evidentemente è un qualcosa che ha dentro di sé, lo pensa e lo condivide, e noi dobbiamo rimarcare la responsabilità di chi ricopre cariche istituzionali in questo Paese. Quindi il mio invito è, così come loro fanno una battaglia sui fake, capiscano che questa è la fake news più grande che la storia abbia mai gestito nei confronti del popolo ebraico”. Secondo la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, l’emergere di rigurgiti antisemiti in Europa “non è solo un pericolo, è già realtà”. Di Segni ha espresso preoccupazione “sia per l’emergere di raggruppamenti di estrema destra”, sia per “un antisemitismo più subdolo che è quello del boicottaggio di Israele, esplicitando un odio antiebraico usando Israele come punto di riferimento”.

Gli avvocati di Adduma, l’associazione dei legali per i diritti umani lavorano per la denuncia contro Lannutti

“L’Olocausto è una realtà storica figlia dell’antisemitismo, di cui i ‘Protocolli dei savi di Sion costituiscono uno dei presupposti legittimanti. Per questo motivo, la nostra associazione sta lavorando per valutare la presentazione di una denuncia nei confronti del senatore Elio Lannutti per istigazione all’odio razziale”, annuncia l’avvocato Giorgio Bisagna, alla guida di Adduma, l’associazione di avvocati che si occupano di diritti umani. “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito: A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico (…)”, ricorda l’avvocato Bisagna. “Che un senatore della Repubblica Italiana, condivida le tesi, chiaramente antisemite, del libello ‘farlocco’, non può essere né tollerato, né sottovalutato”, spiega Bisagna. “I protocolli dei Savi di Sion, la prima fake news della storia contemporanea. Propagandarla istiga all’antisemitismo – avverte Bisagna -Il senatore del M5S Elio Lannutti, in un suo tweet, ha richiamato i Protocolli dei Savi di Sion per denunciare lo strapotere delle banche. Occorre ricordare, ancora una volta, come i Protocolli dei Savi di Sion siano una delle prime bufale del 900. Si tratta di un libello, creato dalla polizia zarista, che descrive il complotto di una super potente lobby ebraica, per assumere il potere mondiale, unitamente alla massoneria, attraverso il controllo del potere finanziario. La fake news fu quasi subito smascherata, ma, come è noto, ampiamente usata dalla propaganda nazista, per sostenere il piano di sterminio degli ebrei” ricorda ancora Bisagna.

Lannutti: “mai affermato di essere antisemita. Chi lo nega sarà querelato”. Fiano: “lo faccia contro di me”, e a Repubblica racconta delle minacce ricevute

 “Mai una frase, un pensiero, un’azione contro gli ebrei perseguitati e trucidati dai nazisti. Mai affermato di essere antisemita. Piuttosto che querelare per la macchina del fango attivata, mi sono scusato, ma se continua la diffamazione, saro’ costretto a farlo”. Lo scrive su Facebook il senatore del Movimento 5 stelle Elio Lannutti. “Grazie a tutti quelli che conoscono la mia storia e le mie lotte, che non si prestano a dubbi”, aggiunge. “Senatore Lannutti, lei minaccia querele, la faccia contro di me, la prego. Lei ha twittato un testo falso utilizzato dagli antisemiti che accusa gli ebrei di responsabilita’ sulla finanza mondiale. Anche per quel testo sono partiti i carri bestiame per Auschwitz. Proceda pure”. Cosi’ Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in un tweet replica al senatore M5s che dopo le scuse per il post pubblicato ieri, oggi su Facebook ha respinto nuovamente le accuse di antisemitismo rivolte contro di lui. “Mi insultano ogni giorno, mi minacciano di morte, mi scrivono, anche in queste ore, parole irripetibili. Mi preoccupa lo sdoganamento etico di sentimenti che credevo più circoscritti”, rivela a Repubblica Emanuele Fiano, deputato del Pd e figlio di Nedo, l’unico scampato di un’intera famiglia ad Auschwitz. “Anche nel secolo scorso – dice commentando il tweet di Elio Lannutti sulle banche e i ‘Savi di Sion’ – ai momenti di disagio sociale ed economico corrispondeva la ricerca del corpo estraneo, del nemico, del complotto. Siamo in una fase di sdoganamento del linguaggio, delle parole, pronunciate senza pudore. Mi dicono: con te avremmo risolto ogni problema alla radice se anche tuo padre fosse finito nel forno ad Auschwitz”. Ha paura? “A volte sì – risponde – sono insulti che lasciano inquietudine. Ma la politica è una medicina. Ci insegna, non solo quella del mio versante, che la realtà si può cambiare. Vivo questa recrudescenza, per fortuna minoritaria, come figlio di mio padre. Lui mi ha insegnato: mai mollare, mai piegare la schiena”.

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