Costruzioni. Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil: crisi devastante del settore, persi 600mila posti di lavoro. 2 mesi di mobilitazioni sui cantieri e manifestazione nazionale il 15 marzo

Costruzioni. Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil: crisi devastante del settore, persi 600mila posti di lavoro. 2 mesi di mobilitazioni sui cantieri e manifestazione nazionale il 15 marzo

Feneal Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil proclamano una manifestazione nazionale, il 15 marzo a Roma, dei lavoratori delle costruzioni. Una “marcia degli edili” per il rilancio del settore che, in dieci anni di crisi, ha perso 600 mila posti di lavoro e 120 mila aziende. “Vogliamo rimettere al centro il tema del lavoro, vogliamo il lavoro di cittadinanza per le migliaia di disoccupati edili”, afferma il segretario generale della Fillea, Alessandro Genovesi, in una conferenza stampa nel cantiere della metro C, denunciando che la crisi di grandi imprese come Astaldi e Cmc è “una crisi di liquidità e una crisi dovuta all’incertezza sui cantieri”. “Chiediamo un grande tavolo, un grande sforzo comune ai tre ministeri delle Infrastrutture, dell’Economia e dello Sviluppo economico per ragionare di una strategia di rilancio”, aggiunge il segretario generale della Filca, Franco Turri. “Facciamo una manifestazione per non fare il funerale del settore”, osserva poi il segretario generale della Feneal, Vito Panzarella

Dieci anni di crisi ininterrotta del settore delle costruzioni in Italia. Una crisi che non accenna a ridursi e che anzi è stata alimentata nel corso del 2018 dalla crisi delle grandi imprese di costruzione (Condotte, Glf, Astaldi, Cmc), dall’incertezza portata dal governo Conte in tema di grandi opere, e che non trova risposte nella legge di Bilancio 2019, ‘che punta su meri interventi assistenzialistici e non al rilancio, pure annunciato nei mesi scorsi, di investimenti pubblici e occupazione’. I tre sindacati lanciano a partire da oggi e per i prossimi due mesi una ‘mobilitazione’, nei cantieri e sui territori, ‘per il rilancio del settore delle costruzioni e dei materiali’, che culminerà a Roma il 15 marzo prossimo con la manifestazione nazionale.

Serve un nuovo Fondo nazionale di garanzia creditizia per salvare dal fallimento le grandi imprese di costruzione in crisi (Condotte, Astaldi, Cmc, Glf, crisi che coinvolge circa 23mila lavoratori). A lanciare la proposta i sindacati dell’edilizia, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. Un fondo – hanno spiegato oggi in occasione del lancio della mobilitazione nazionale – ‘alimentato da Cassa Depositi e prestiti e da investimenti da parte di fondi di previdenza complementare, per mettere in condizione le imprese di portare a termine i cantieri aperti, rispettare le scadenze e continuare a competere in Italia e nel mondo’. ‘Siamo disposti – spiegano i sindacati – anche a partecipare con una piccola quota con il fondo Prevedì, il fondo pensione dei lavoratori edili. Dobbiamo trovare le risorse finanziarie per non far fallire le grandi imprese di costruzione. La crisi non è di commesse, è di liquidità’, dice Vito Panzanella, segretario generale Fenal Uil. “In alcuni casi limitati – aggiunge Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil – può essere utile far subentrare un’altra imprese del Consorzio per proseguire uno specifico cantiere, ma il tema vero è quello di preservare il patrimonio industriale e di commesse di alcune grandi imprese, a partire da Astaldi, Condotte, Cmc. Ci sono grandi imprese tedesche, cinesi, americane, che non vedono l’ora di prendersi per pochi euro, magari a pezzetti, queste grandi imprese e le loro quote di mercato. Per un governo ‘sovranista’ sarebbe un bel paradosso”.

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