Cgil. XVIII Congresso. Landini sferza il governo, liquida Salvini e Di Maio e parla al paese: “è la Cgil il vero cambiamento”. A Camusso: “ambasciatrice della Cgil nel mondo”

Cgil. XVIII Congresso. Landini sferza il governo, liquida Salvini e Di Maio e parla al paese: “è la Cgil il vero cambiamento”. A Camusso: “ambasciatrice della Cgil nel mondo”

Un attacco frontale, deciso, perentorio a quello che si autodefinisce, con sprezzo del ridicolo, governo del cambiamento “ma che non ha cambiato nulla”. Maurizio Landini, nel suo primo intervento da segretario generale della Cgil, critica l’esecutivo, in particolare Salvini che pensa a spalmare Nutella sulle fette biscottate mentre in Calabria ci sono condizioni di “semi-schiavismo” e la Lega che “sta portando indietro il Paese”. Il suo è un discorso “politico”, parla al paese, e non solo al Congresso, al suo ultimo giorno. Sottolinea lo scollamento tra chi lavora e chi gestisce il Paese: “Le forze politiche che ci governano – spiega – hanno la maggioranza nei sondaggi quando in realtà la maggior parte delle persone non va a votare perché non ha luoghi di espressione e partecipazione. Si è rotto il rapporto tra il mondo del lavoro e la rappresentanza politica. Così ci sono rimasti solo l’austerità o i populismi. Dobbiamo ricostruire una cultura democratica basata su giustizia sociale e lavoro”. E non lesina critiche ai due vicepresidenti del Consiglio: “Abbiamo due vicepremier che parlano di lavoro senza aver mai lavorato o essere stati poveri”. Il governo, secondo Landini, “non sta migliorando la condizione del Paese: non ci piace per quello che sta facendo”. Deve essere “davvero” affermata “la centralità e la dignità del lavoro”: il lavoro, spiega Landini, “lo crei se fai ripartire gli investimenti, se hai un’idea di politica industriale. In questo Paese il problema non è solo creare lavoro ma creare lavoro di qualità con diritti. Dobbiamo dare ai giovani un futuro serio che non sia quello attuale”.

La Cgil come sindacato di strada che “fa tesoro delle esperienze” della sua straordinaria storia

Ma la Cgil non muove solo critiche, vuole anche farsi parte attiva e per questo Landini lancia il ‘sindacato di strada’. “Perché non proviamo a lanciare il sindacato di strada in modo che non sia più, nei prossimi anni, un’iniziativa solo della categoria o del territorio, ma coinvolga tutti noi in tutto il paese, in tutti i luoghi dove sono le nostre camere del Lavoro? La nostra azione deve tornare ad essere quella delle camere del Lavoro di fine dell’800, alle quali si rivolgevano tutte le persone che non sapevano né leggere né scrivere”. E aggiunge: “Bisogna andare tra i lavoratori nei cantieri, nelle campagne, come rinnovata pratica sindacale per tutta la Cgil”. La Cgil “ha bisogno di rinnovamento, di genere e generazioni. Noi però non siamo quelli della rottamazione. Noi siamo quelli che fanno tesoro delle esperienze”. “Noi – aggiunge Landini – siamo quelli che vogliono cambiare questo Paese, non Salvini, perché abbiamo una diversa idea di società e invece Salvini, la Lega, ci sta portando indietro”.

La proposta di Landini a Susanna Camusso: ambasciatrice della Cgil nel mondo e responsabile dela cultura di genere

Poi, il nuovo leader della Cgil si rivolge e chiede a Susanna Camusso di restare nella confederazione ed assumere due deleghe quella internazionale e quella si genere. “Susanna – afferma Landini – non solo è importante che tu rimanga nella Cgil ma lo dico e ti chiedo di rimanere in Cgil e di avere un ruolo preciso. Ti chiedo, ti propongo, due deleghe molto precise: continuare la battaglia che a nome della Cgil hai fatto e che ti ha portato vicina al sindacato mondiale, dobbiamo continuare per vincerla. Lo slogan ‘proletari di tutto il mondo unitevi’ non è del secolo scorso ma ciò che dovremmo perseguire. Susanna gira per rappresentare la Cgil e per rappresentare questa battaglia: un’ambasciatrice sindacale che gira per il mondo. La seconda delega è quella legata al genere e alla cultura del genere”, conclude.

Landini: “la resistenza contro il fascismo non è finita” e a Salvini: “come fai a mangiare Nutella mentre dove sei stato eletto c’è una forma di schiavismo?”

“Ho pensato di fare due cose da segretario generale”, ha spiegato Landini. “Ieri sera appena eletto sono andato a un’assemblea dell’Anpi per dire che la resistenza contro il fascismo non è finita e dobbiamo continuare. E’ un valore fondamentale al quale non possiamo rinunciare. Così come ieri Serena Sorrentino mi ha detto che sarebbe stato utile andare oggi al Cara, quelli che il governo vorrebbe chiudere, e ci andremo perché sia chiaro che questa Cgil ha nel suo insieme un’altra idea di società. Noi siamo il vero cambiamento”. Landini ha poi rincarato la dose: “Visto che Salvini è stato eletto in Calabria, a me è capitato di visitare la baraccopoli di San Ferdinando. Vivono in condizioni disumane, a livello dello schiavismo. Come si fa ad alzarsi la mattina e mettere la Nutella sulla fetta biscottata, dire due cavolate, fare un tweet e non porsi il problema che c’è un sistema fondato sullo sfruttamento? In ogni punto della filiera produttiva ci devono essere persone che lavorano con diritti, contratti e regole. Questo è il marchio di qualità che oggi non abbiamo”.

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