Cesare Battisti sconterà la sua pena in Sardegna, nel carcere di Oristano in isolamento diurno

Cesare Battisti sconterà la sua pena in Sardegna, nel carcere di Oristano in isolamento diurno

Testa alta, pizzetto, giubbotto marrone: è sceso così dall’aereo che lo ha riportato in Italia Cesare Battisti, che ha avuto anche il conforto dei cambi d’abito, visto che in Sudamerica il clima è praticamente estivo, mentre in Italia le temperature sono sotto i dieci gradi. Il terrorista era circondato all’arrivo  da un gruppo di poliziotti italiani e senza manette ai polsi e quasi sempre a favore di telecamere. Il Falcon 900 del governo italiano era decollato da Santa Cruz in Bolivia, Paese dove è stato arrestato l’uomo dopo una fuga dall’Italia durata 38 anni. Battisti è smontato dal Falcon 900 atterrato dalla Bolivia circa 10 minuti dopo l’atterraggio, alle 11.50.

Poco dopo l’apertura del portellone dell’aereo un gruppo di sette agenti di polizia è salito sul velivolo, mentre un’altra decina di agenti, in parte armati di mitraglietta attendeva ai piedi della scaletta, e nel giro di qualche minuto lo ha fatto scendere dall’aereo. E’ apparso rassegnato, quasi liberato dal peso della latitanza che negli ultimi tempi lo aveva costretto a vivere da solo cercando luoghi sicuri, Cesare Battisti ai funzionari della Polizia che lo hanno incontrato nei locali dell’Aeronautica militare all’aeroporto di Ciampino, dove è arrivato proveniente dalla Bolivia: “So che andrò in prigione”, ha detto senza enfasi a chi gli ha rivolto la parola. L’ex terrorista ha poi cortesemente ringraziato gli uomini della Direzione centrale della Polizia di prevenzione per il trattamento ricevuto durante e dopo l’arresto e nel trasferimento verso l’Italia, in particolare per i vestiti più pesanti che gli sono stati offerti in aereo in vista dell’arrivo a Roma.

Battisti già nel carcere di Massama, a Oristano. Per sei mesi sarà in isolamento diurno

Nel tempo in cui all’aeroporto di Ciampino gli sono stati notificati gli atti e i provvedimenti delle procure e dei tribunali italiani, non c’erano avvocati di Battisti. Cesare Battisti, va detto, non avrà alcuno sconto di pena,  deve scontare l’ergastolo ostativo, che esclude la possibilità di benefici nell’esecuzione della pena. Lo hanno spiegato il procuratore generale di Milano, Alfonso, e il sostituto, Lamanna. L’ex terrorista dei Pac “rientra nei casi del 4bis dell’ordinamento penitenziario”, ovvero il suo curriculum non consente di ottenere, al momento, una serie di benefici. “Abbiamo assicurato alla giustizia una persona pericolosa che ha fatto del male all’Italia e che si è dimostrato irridente e oltraggioso nei confronti del Paese”. Così il capo della Polizia, Gabrielli, a proposito dell’arresto di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac a lungo latitante. “Voglio sottolineare il lavoro della nostra Intelligence, della Digos e della questura di Milano che hanno lavorato assieme all’Interpol per raggiungere questo straordinario risultato”. ha aggiunto. E’ arrivato poco prima delle 17.30 nel carcere di Massama, a Oristano, Cesare Battisti, l’ex terrorista giunto stamane in Italia dopo essere stato estradato dalla Bolivia. Battisti era all’interno di un furgone della polizia penitenziaria scortato da diverse auto del corpo. Il convoglio ha varcato il cancello dell’istituto di pena e il furgone è poi scomparso dietro il portone d’accesso al primo blocco degli edifici. L’intera zona dal pomeriggio è stata presidiata da polizia e carabinieri. Nel carcere di Massama Battisti sarà sottoposto all’isolamento diurno per 6 mesi, come previsto per i condannati all’ergastolo.

I media brasiliani contro Bolsonaro e la Bolivia, derisi da Battisti e dall’Italia

La giustizia e la polizia federale brasiliane hanno subito “una delle maggiori umiliazioni internazionali” nel mettere al centro dell’attenzione la difficoltà dimostrata nell’estradare Cesare Battisti in Italia e la facilità che l’ex terrorista ha avuto nel fuggire dal Brasile per rifugiarsi in Bolivia: lo sostiene Josè Neumanne, opinionista di uno dei principali quotidiani brasiliani, O Estado de S.Paulo. Una tesi condivisa anche dal commentatore di Radio CBN, Josè Godoy, secondo cui la “grande sconfitta” nel caso Battisti è stata la polizia federale brasiliana, a suo dire “derisa” dall’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac). La fuga di Battisti in Bolivia è stata “un tentativo frustrato di trovare una roccaforte di sinistra in Sud America”, aggiunge Godoy. “Evo Morales – ricorda il giornalista – è venuto all’insediamento di Bolsonaro in Brasile, poi è andato a quello di Maduro in Venezuela: estradando Battisti in Italia ha dimostrato di guidare un governo pragmatico”. Sul pragmatismo del presidente della Bolivia si è soffermato anche Merval Pereira, autorevole giornalista politico della Rede Globo, la più grande emittente del Brasile. Estradando Battisti in Italia, il governo di Morales “ha avuto l’intenzione di fare un favore al governo Bolsonaro”, sottolinea il reporter, secondo il quale l’ex terrorista italiano ha avuto asilo in Brasile “solo per questioni ideologiche, ricevendo protezione dal Partito dei lavoratori” dell’ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva. Fu proprio quest’ultimo – viene ricordato – a negare l’estradizione il 31 dicembre 2010, nell’ultimo giorno del suo secondo mandato. Intanto, anche negli ambienti politici brasiliani circola la convinzione che l’attuale governo abbia gestito male la situazione: “Tardando così tanto a decidersi sul da farsi hanno fatto fare una figuraccia al Brasile”, afferma sul suo sito ufficiale il deputato del Partito popular socialista (Pps), Rubens Bueno, che è anche presidente del gruppo parlamentare Brasile-Italia.

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